Copertina di Orbital Blue Album
AlexPaterson

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Per appassionati di musica elettronica e techno, fan di orbital e cultori degli anni '90, amanti della musica dance britannica
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LA RECENSIONE

Torniamo per un attimo agli anni '80, all'estate 1988 per la precisione.
Con la Summer of Love viene segnata una tappa fondamentale nella storia della musica popolare e la acid house è il nuovo genere musicale che si appresta a rivoluzionarne per sempre il panorama. La scena House d'oltremanica era in fermento già da qualche tempo, mescolando le sonorità provenienti dagli stati uniti a Brian Eno ed i New Order, basti pensare ai "The Orb" di "A Huge Evergrowing Pulsating Brain That Rules From The Centre Of The Ultraworld".

Non è un caso che nel dicembre 1989 Paul e Philip Hartnoll, in arte Orbital, riescano a farsi stampare da FFRR un disco fondamentale, il primissimo vinile di "Chime", una delle pietre miliari della musica techno.
Evitando gli eccessi di divismo che portarono le prime star del rock and roll alla rovina, gli Orbital sono resistiti fino al 2004, anno in cui si apprestano a proseguire strade separate, lasciandoci "Blue Album" come testamento.
Le nove tracce che compongono quest album fanno notare un ritorno del gruppo allo stile che li rese famosi durante i primi anni '90: ritmiche ripetitive su cui si incastrano molteplici strati di suoni sintetici e campionati, il tutto su strutture mediamente lunghe (all'incirca 7 minuti per pezzo).

Notevoli le collaborazioni: Lisa Gerrard dei Dead Can Dance per "One Perfect Sunrise", primo singolo estratto dall'album e The Sparks per "Acid Pants", ma, come spesso capita per gruppi dalla lunga storia, il bisogno di rimanere fedeli ad uno stile consolidato mal si sposa a grosse innovazioni stilistiche.
Niente di nuovo sotto il sole quindi, ma nulla impedisce di godere appieno di un ritorno in gran stile, con sonorità conosciute certo, ma sempre ed inimitabilmente Orbital.

"If you want the position of God then accept the responsibility"

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Riassunto del Bot

Il Blue Album di Orbital rappresenta un ritorno alle radici elettroniche e acid house degli anni '90, confermando il duo come protagonisti della scena techno. Con nove tracce dal sound riconoscibile, si evidenziano collaborazioni di rilievo come quella con Lisa Gerrard. Pur senza grandi innovazioni, l'album offre un ascolto appagante per gli appassionati del genere e della lunga carriera degli Orbital.

Tracce testi video

01   Transient (05:48)

02   Initiation (05:09)

03   Pants (05:44)

04   Tunnel Vision (04:27)

05   Lost (05:08)

06   You Lot (07:08)

You are becoming gods.
There's a new master of creation, and it's you!
You've unraveled DNA,
And at the same time you're cultivating bacteria strong enough to kill every living thing.
You think you're ready for that much power?
You Lot,
You Lot!
Cheeky bastards.
You're running around science like kids with guns, creating a new world, while the world you've got is stinking,
But,
Hands up,
Hands up, anyone who thinks you've got it right.
Yeah, there's always one.
I can see you.
If you want the position of God, then take the responsibility!

07   Bath Time (04:18)

08   Acid Pants (06:30)

09   Easy Serv (04:08)

10   One Perfect Sunrise (08:44)

Orbital

Orbital è il duo elettronico inglese dei fratelli Paul e Phil Hartnoll, formatosi nel 1989 a Sevenoaks (Kent). Figure centrali della rave culture UK, hanno unito techno, acid house e ambient techno, firmando album di riferimento come Snivilisation e In Sides e diventando celebri per i potenti show dal vivo (anche a Glastonbury). Dopo il primo scioglimento (2004) sono tornati con Wonky (2012) e Monsters Exist (2018), celebrando poi la carriera con Thirty-Something (2022).
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