Copertina di Ornella Vanoni Io dentro, io fuori
Cunnuemammadua

• Voto:

Per appassionati di musica italiana classica, fan di ornella vanoni, amanti del rock progressivo e della disco anni '70, cultori di album storici e innovativi.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

2 in 1 dicotomico. Sincero desiderio di rinnovamento artistico, o forzata fuga dalle minacciose sabbie mobili del passato. Goffo tentativo dopo i lavori precedenti, o piccolo gioiello sottovalutato. Nuove schiere di fan entusiaste, o frange di puristi delusi.  Forse non importa.

Nell’arco del 1977 la cantante milanese rilascia due album in successione, “Io dentro” e “Io fuori”, tra loro non dissimili in quanto concepiti dalle menti del noto gruppo rock progressivo New Trolls, successivamente coinvolto per un intrigante tour con la stessa Vanoni. Gli autori regalano ai brani quel tocco di complessità in più, confezionano canzoni gradevoli e curate in maniera magistrale, ma troppo spesso prive di mordente. I nuovi arrangiamenti si amalgamano in maniera anomala e ambivalente con il caratteristico stilema canoro dell’interprete. Il risultato non è omogeneo e alterna spunti interessanti a momenti per nulla trascendentali. L’accoglienza sarà alterna, decisamente influenzata dal sopracitato tour e dall’impiego di alcuni pezzi nel film “Avere vent’anni” di Fernando De Leo.

Io dentro.

Un atteggiamento intimista è accompagnato da arrangiamenti convenzionali e consoni alla “tradizione” leggera. La partenza sembra valida, ma ci si perde alla fine della facciata B. Dall’arcinota opener “Gli amori finiti” tramite le ottime “Va la mente va”, “Lo specchio” e “Se ci sarà domani”, alla fine si va a parare dalle parti dell’irritante “Caro dolce bambino” e delle sostanzialmente brutte “Tutti vanno via” e “Angela e Angela”. Nel mezzo tre buone reinterpretazioni: “Quale allegria” dell’occhialuto cantautore bolognese, più due composizioni di Chico Barque, “Tatuaggio” e “Occhi negli occhi”.

Io fuori.

Stavolta arrangiamenti spregiudicati, in parte influenzati dalla frizzante ventata disco del momento, abbracciano un approccio canoro decisamente disinvolto. I New Trolls calcano maggiormente la mano e alternano autentici affreschi d’epoca (“Noi”, “Ti voglio” ) a ripetuti abusi di gratuita frivolezza (“Prendimi, toccami”,  “Mi piace far l’amore al pomeriggio”, ). Degne di nota, infine, l’intrigante “Hello” e le fiammate intimiste di “Domani no” e “Cosa sei per me”.

Nel bene e nel male, uno dei cardini della sua discografia. Usciti congiunti e in maniera disgiunta, negli anni Novanta i due dischi vengono rieditati nel formato compact disc, intitolato, per l’appunto, “Io dentro, io fuori”.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Io dentro' e 'Io fuori', due album congiunti ma distinti di Ornella Vanoni, realizzati con i New Trolls nel 1977. Mentre il primo si caratterizza per un approccio più intimista e convenzionale, il secondo presenta arrangiamenti più audaci, influenzati dalla disco e dal rock progressivo. Il risultato finale risulta discontinuo, alternando momenti apprezzabili a brani meno convincenti. Un lavoro che suscita reazioni contrastanti, ma rappresenta un tassello importante nella discografia dell'artista.

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni (Milano, 1934) è cantante e attrice italiana. Debutta al Piccolo Teatro con Giorgio Strehler e Dario Fo, imponendosi con le Canzoni della mala. Dagli anni ’60 abbraccia la canzone d’autore e, negli anni ’70, la bossa nova con Vinícius de Moraes e Toquinho. Protagonista di una lunga carriera tra studio e palcoscenico.
09 Recensioni