Osanna
Palepoli

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Voto:

Negli anni '70 il rock progressivo italiano è stato dominato da gruppi come PFM, Banco, Orme e Area. All'ombra di questi colossi si è però sviluppato un sottobosco di gruppi meno famosi ma non per questo meno degni di nota, tra cui Biglietto per l'Inferno, Latte e Miele, Pholas Dactylus, Quella Vecchia Locanda, Raccomandata Ricevuta Ritorno, e Osanna. Quest'ultimo è un gruppo napoletano formatosi nel 1971, che si discosta dal tipico sound progressivo per un minore uso di tastiere e la commistione con suoni della tradizione partenopea e sono famosi anche per aver saputo coniugare la musica con un look teatrale (suonavano in concerto con i volti dipinti).
Dopo "L'Uomo", che vantava una maggiore ricerca della tradizione napoletana, e "Preludio, Tema, Variazioni, Canzona", colonna sonora del film "Milano Calibro 9", gli Osanna pubblicano quello che sarà il vertice assoluto della loro carriera e uno dei punti più alti del prog italico, "Palepoli".

La band è formata da Lino Vairetti - voce, organo, tastiere, armonica, Elio D' Anna - sassofono e flauto, Danilo Rustici - chitarra elettrica ritmica e solista, chitarre acustiche, Lello Brandi - basso,  Massimiliano Guarino - batteria, percussioni.

L'album è composto da 2 lunghe canzoni e una più corta che funge da raccordo tra le 2. Con "Oro Caldo" veniamo trasportati in un mercato; voci di mercanti di altri tempi si confondono ad un ritmo orientaleggiante scandito dalla batteria e dal flauto, prima dell'arrivo della chitarra elettrica e del resto della band a ritmo di tarantella e a un testo che recita: “Fuje 'a chistu paese, fuje 'a chistu paese./Parole, penziere, perzone nun vanno ddaccordo nemmanco nu mese”. Nella prima parte del brano (della durata complessiva di 18 minuti) trovano grande spazio soprattutto il flauto, che ricama assoli alla Ian Anderson, e la chitarra di Hendrixiana memoria, per lasciare spazio, in seguito, al sax e all'esplosione musicale che accompagna i versi "Gente distrutta e una città di più/Cerca se puoi, cerca Palepoli/La realtà di un'età senza noi" e che si trasforma in un tempo più jazzato nel finale.
"Stanza Città" è un brano di un minuto che riprende l'intro orientaleggiante del precedente brano con sovraincisioni di voci al contrario. "Animale senza Respiro" è probabilmente il brano più ambizioso dell'intera carriera degli Osanna: nei 21 minuti, il testo narra della lenta e infinita agonia di un animale idealizzato che paga per i crimini commessi sull'umanità. Musicalmente ci troviamo di fronte a un enorme collage di suoni, che vanno dal jazz-rock, ad altre più hard, senza trascurare gli inserti acustici ed elettroinici e i vari assoli di sax, flauto, chitarra, batteria... in pratica tutto ciò che può rendere felice un appassionato di Progressive.

Nel tour che seguì l'album la band fu accompagnata da uno spettacolo teatrale, di grande impatto visivo.

Un grande album da scoprire e amare
.

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Ultimi Cinquanta commenti su SettantUno

VincVega
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Ragazzi rimediatevi pure "Il Boss" con il grande Henry Silva nei panni del mitico Lanzetta... Cmq sti Osanna erano un gruppone eeh, bell'album anche "L'Uomo"...
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ZiOn
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Già visto Vinc, e lo inserisco di fisso nella Top 10 poliziottesca di sempre. Alla fine del film muoiono letteralmente TUTTI! Per Sanjuro: perchè smettere? Continua pure se vuoi :-))
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VincVega
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E' vero è vero, ma moriva pure Lanzetta che non mi ricordo?
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ZiOn
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No, alla fine Lanzetta giustizia l'amico che si era rivelato un traditore che ambiva a diventare il Boss. Nella scena finale lui crede di uccidere Henry Silva facendo saltare in aria la casa-rifugio dove si trovava, ma viene subito inculato appena monta in macchina ;-)
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Antmo
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li ho visti a Bagnoli, al Neapolis Rock Festival (insieme a PFM e Jethro Tull ma qualche folle pensò di far aprire a degli imbolsitissimi Timoria prima maniera) del... boh, non ricordo. anche da vecchietti furono mitici
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otrebla86
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Bello bello bello bello bello. A quell'epoca c'erano comunque una miriade di gruppi progressive italiani. Ho sentito un sacco di nomi che non ricordo
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Logic Probe
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Altra rece che era sfuggita al mio occhio...Disco superbo! Come fa una persona che ascolta il Black album a dire che questa musica è pop? Forse dimentica che qui siamo nei '70 ed è lì che la musica prende forma ed anticipa molte delle scialbe trovate che oggi suonano tutte uguali. Volevo segnalarvi anche lo splendido Contaminazione del Rovescio della Medaglia, eccellente disco che vede ancora una volta protagonista la figura di Bacalov. Altro capolavoro da riscoprire...non appena decidano di ristamparlo!!!
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Symbad_Bassist
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....ehm: è ristampato da tempo!!!
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Logic Probe
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Vero, ma per pura curiosità prova ad acquistarlo...ti diranno fuori catalogo! Lo so perché lo volevo regalare!! :(
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Symbad_Bassist
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hai provato con BTF.IT? (Occhio agli spazi ogni 20 caratteri) 404 Not Found 1 - BTF.IT
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Logic Probe
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Si, è l'unico dove è ancora acquistabile...(ti confesso che è il sito dove spendo di più :P). Il fatto è che volevo regalarlo per il 12 scorso ed in tutti i negozi della capitale mi han risposto che era fuori stampa. E' stato allora che ho messo in moto BTF! Ma alla fine costa di più. Vabbè. Grazie comunque :)
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Night87
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Un disco splendido davvero, pregno di classe e di intuizioni cristalline
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ilfantasticovegetale
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Oro nero è uno dei meglio pezzi del prog nostrano...anzi adesso per me è proprio il migliore...bel testo, buona interpretazione canora, caleidoscopico melodicamente(e meravigliosamente), duetto finale tra chitarra e flauto da brivido...ascoltare ascoltare. Per la recenzione ti meriteresti un tre e mezzo, onesta e puntuale
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ilfantasticovegetale
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4, mi correggo

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pippocalippo
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Sono d'accordo, il miglior lavoro degli Osanna, di gran lunga.
Stanza città, mi torna in mente che c'è un'altra vita...', poi quel sintetizzatore incredibile
che sembra una cornamusa...una ciaramella...un non so' che ...da brividi.
Un sintetizzatore cosi' fantastico solo in poche altre cose come ad esempio in YS del Balletto di Bronzo, Terzo Incontro, prima di 'E quel che vide fu un'altro uomo...', che sembra addirittura uno scacciapensieri (nu' maranzanu...) elettronico...
Ehhh...sti napoletani...
Aveva ragione Lu Cucc...'Sono zozzoni ma sanno cantare...pero' so' zozzoni...pero' sanno cantare pero' so' zozzoni...all'infinito'...
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paloz
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Chi ama il prog deve sentirlo almeno una volta! 4/5 di voto
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bjork68
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Sono d'accordo col recensore che definisce questo disco uno dei momenti + alti del prog italiano, specie in animale senza respiro secondo me. Se non fosse che c'è troppo folk in Oro Caldo, avrei dato 5.
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Cthulhu
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mah,io l'ho trovato spesso confusionario e un pò raffazzonato...ci sono almeno 2 plagi dai king crimson,1 davvero clamoroso!!! comunque piacevole,non siamo troppo cattivi...
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DaveJonGilmour
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cthulhu ma non c'è proprio nulla di clamoroso, nè di raffazzonato come tu dici..quest'album non è solo prog, c'è un po' di tutto,è magnifico, sono davvero pochi i lavori del genere nel prog nostrano. Se in Italia c'era qualcuno che plagiava i KC non erano certo gli Osanna, ma qualcuno ben più sopravvalutato. Buona recensione.
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antoniodeste
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DaveJonGilmour : quale sarebbe, per curiosità, il gruppo "ben più sopravvalutato" ?
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DaveJonGilmour
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Beh, considerando che in ambito prog il plagio non è sempre da prendere come negatività, e considerando che le lezioni di Sir Robert Fripp sono state indispensabili per la maggior parte del prog, italiano e non, direi che un gruppo più sopravvalutato degli Osanna(più sopravvalutato per il semplice fatto che gli Osanna sono conosciuti da molte meno persone), ossia la Pfm, ha fatto tesoro di qegli insegnamenti crimsoniani, e, un esempio su tutti, è La carrozza di Hans/Formentera Lady; con ciò voglio dire che definire clamoroso un passaggio degli Osanna simile a uno dei Kc(e tra l'altro non ho capito bene a quale si riferisse cthulu) è davvero insensato.
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analoguesound
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"il flauto, che ricama assoli alla Ian Anderson, e la chitarra di Hendrixiana memoria"
scusa ma con rispetto parlando, Ian Anderson suonava il flauto in un modo, Elio D'Anna in un altro. non ci azzecca niente. Bella per la RRR, QVL e Pholas, ma i Latte e Miele hanno fatto due dischi uno più orrido dell'altro e secondo me non meritano neanche di essere ricordati nella storia della musica. Palepoli è sicuramente il capolavoro degli Osanna, il disco più maturo della loro produzione nonchè uno dei dischi più maturi che siano mai stati concepiti in ambito POP. Io sinceramente non ce la faccio più a sentire che ogni capolavoro viene dissacrato da gente che dice "la chitarra è suonata alla Jimi Hendrix, il flauto alla Jan Anderson, l'organo alla Tony Banks, qualche cosa è stato rubacchiato pure a (quei peracottari de) i King Crimson.." cioè ma è possibile che dobbiate storcere il naso per qualsiasi cosa sia di origine ITALIANA?! Gli Italiani hanno insegnato tutto al resto del mondo, e non gli va neanche un merito? Allora che dobbiamo dire sui Genesis che se usavano scenografie e costumi di scena lo dovevano solo agli OSANNA? Informatevi meglio e scoprirete che i sopravvalutati sono proprio quelli della scena inglese. Ma non sopravvalutati, sopravvalutatissimi. A cominciare dai King Crimson. Mi sono chiesto più volte ed in maniera obiettiva il perchè gli italiani preferiscano gli artisti inglesi a quelli connazionali, se fosse dovuto ad una presunta invidia del pene (non lo so, magari gli inglesi ce l'hanno più lungo di noi); oppure perchè i testi, non essendo in madrelingua, si nota di meno che fanno schifo; oppure addirittura perchè hanno vinto la guerra. Potrei andare avanti per ore, ma francamente non credo che tra la creatività degli inglesi e quella degli italiani ci siano differenze tanto profonde.
Poi, dobbiamo accendere un cero alla madonna per il Palepoli che ci è stato tramandato attraverso gli LP, perchè era stato concepito per essere un doppio, purtroppo la casa discografica ha tagliato un sacco di parti per questioni di produzione e di economie! (Questa era l'Italia, altro che musicisti scarsi, erano le case di produzione che erano fighette assai). Stando alle testimonianze di chi ha partecipato ad una sola delle esibizioni del Palepoli Live, doveva essere qualcosa di superiore a una qualsiasi di quelle chiavicate anglosassoni che molti di voi elogiano senza ritegno; nonchè superiore allo stesso risultato ottenuto in studio dagli stessi Osanna!!! No, e invece noi che facciamo? Mica ascoltiamo la musica, no, stiamo attenti solo ai passaggi che ricordano lontanamente i King Crimson, mortacci loro e di quel buffone di Robert Fripp, UN ABORTO DI MUSICISTA E PROBABILMENTE L'INSULTO ALL'INTERA RAZZA DEI CHITARRISTI DELLA NOSTRA GALASSIA. E il gruppo più sopravvalutato di tutti, cioè l'unico che l'utente medio si ricordi a memoria d'uomo, sono quelli della PFM (gioco di parole :), con Flavio Premoli che ci ha regalato un saggio della migliore scopiazzatura di musica contemporanea della storia, e che nel 74 hanno fatto un concertino negli USA, suonato male e registrato peggio, con un pubblico pagante di cui i 3/4 erano tutti italiani. Salutoni
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stargazer
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sinceramente non intendevo dire che Elio Danna copiava il modo di suonare il flauto da Anderson, nè che Rustici fosse un clone di Hendrix....hai capito male, anzi malissimo
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analoguesound
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E' vero, ho capito male. Ricamano assoli rispettivamente alla Anderson e alla Hendrix. Però scusami ma non ce la faccio a sentire che i musicisti che nei seventies si facevano un mazzo tanto per trovarsi uno stile (dato che era una lotta continua coi giornalisti che non facevano altro che fare paragoni con gli inglesi, che non si poteva dire che un Gaetano Lavermicocca* qualsiasi aveva il tocco di sé medesimo) vengono generalizzati continuamente sui prototipi dei più famosi. Che rabbia! Elio d'Anna sin dall'immaturissimo "L'Uomo" cominciò a maturare uno stile che noi sentiamo in Palepoli e che a farci caso sembra di sentire tutt'un altro fiatista. Già sin da "L'Uomo" elio marcava timbriche abbastanza diverse da quelle di Anderson, quindi ti lascio immaginare quanto ci azzeccasse Anderson con Palepoli. Stesso discorso credo che valga anche per lo sperimentalissimo Rustici, che è vero che ricorda molto Hendrix ma stiamo parlando de "L'Uomo". Invece per me Palepoli è quello che sentiamo. Vairetti d'Anna Rustici Guarino Brandi a tutto tondo. Napoli. Folkore puro del mediterraneo. Niente a che vedere con i prototipi delle terre d'albione e con i nuovi idoli americani. Palepoli è un lavoraccio costruito con il vero gusto della sperimentazione e dell'avanguardia, fatto sta che a molti di voi che commentate sembra ancor oggi "raffarzonato e confusionario", quindi ciò dimostra che la musica che sentiamo in Palepoli ferve ancora oggi dopo quasi quarant'anni e che non è musica vecchia, anzi, lungi da ora da essere stata già capita ed archiviata, un po' come è successo alla musica barocca, per intenderci. Palepoli è il sudore di cinque ragazzi che vivono nella merda, in un epoca nella quale in America si progettano i primi integrati complessi e gli uomini si fanno le scampagnate sulla Luna mentre in Italia meridionale è appena passata una strage di colera. Consideriamo 'sti fatti prima di darci al paragone coi gruppi inglesi, che non avendo mai avuto la motivazione per denunciare tali problemi si sono sempre soffermati a parlare di "fate, folletti, castelli, cavalieri e pinguini psichedelici".

Comunque volevo dire che "Stanza Città" è stata realizzata con lo stesso spezzone introduttivo di "Oro Caldo", più sovraincisioni di "Preludio", di "My Mind Flies" e di "There Will Be Time" dall'album precedente, "Preludio Tema Variazioni e Canzona" o "Milano Calibro 9", che dir si voglia. Guardatevi il film, sarà come ascoltare un album inedito degli Osanna, dato che i temi principali sono stati risuonati ex-novo e che il brano di sottofondo alla Bouchet che balla in bikini è inedito!

*ogni riferimento è puramente casuale
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DaveJonGilmour
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analoguesound ma a cosa è dovuto il tuo astio verso i KC?
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analoguesound
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E' vero, ho capito male. Ricamano assoli rispettivamente alla Anderson e alla Hendrix. Però scusami ma non ce la faccio a sentire che i musicisti che nei seventies si facevano un mazzo tanto per trovarsi uno stile (dato che era una lotta continua coi giornalisti che non facevano altro che fare paragoni con gli inglesi, che non si poteva dire che un Gaetano Lavermicocca* qualsiasi aveva il tocco di sé medesimo) vengono generalizzati continuamente sui prototipi dei più famosi. Che rabbia! Elio d'Anna sin dall'immaturissimo "L'Uomo" cominciò a maturare uno stile che noi sentiamo in Palepoli e che a farci caso sembra di sentire tutt'un altro fiatista. Già sin da "L'Uomo" elio marcava timbriche abbastanza diverse da quelle di Anderson, quindi ti lascio immaginare quanto ci azzeccasse Anderson con Palepoli. Stesso discorso credo che valga anche per lo sperimentalissimo Rustici, che è vero che ricorda molto Hendrix ma stiamo parlando de "L'Uomo". Invece per me Palepoli è quello che sentiamo. Vairetti d'Anna Rustici Guarino Brandi a tutto tondo. Napoli. Folkore puro del mediterraneo. Niente a che vedere con i prototipi delle terre d'albione e con i nuovi idoli americani. Palepoli è un lavoraccio costruito con il vero gusto della sperimentazione e dell'avanguardia, fatto sta che a molti di voi che commentate sembra ancor oggi "raffarzonato e confusionario", quindi ciò dimostra che la musica che sentiamo in Palepoli ferve ancora oggi dopo quasi quarant'anni e che non è musica vecchia, anzi, lungi da ora da essere stata già capita ed archiviata, un po' come è successo alla musica barocca, per intenderci. Palepoli è il sudore di cinque ragazzi che vivono nella merda, in un epoca nella quale in America si progettano i primi integrati complessi e gli uomini si fanno le scampagnate sulla Luna mentre in Italia meridionale è appena passata una strage di colera. Consideriamo 'sti fatti prima di darci al paragone coi gruppi inglesi, che non avendo mai avuto la motivazione per denunciare tali problemi si sono sempre soffermati a parlare di "fate, folletti, castelli, cavalieri e pinguini psichedelici".

Comunque volevo dire che "Stanza Città" è stata realizzata con lo stesso spezzone introduttivo di "Oro Caldo", più sovraincisioni di "Preludio", di "My Mind Flies" e di "There Will Be Time" dall'album precedente, "Preludio Tema Variazioni e Canzona" o "Milano Calibro 9", che dir si voglia. Guardatevi il film, sarà come ascoltare un album inedito degli Osanna, dato che i temi principali sono stati risuonati ex-novo e che il brano di sottofondo alla Bouchet che balla in bikini è inedito!

*ogni riferimento è puramente casuale
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analoguesound
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Scusate se per errore il mio precedente messaggio è stato inserito due volte, la prima mi si era bloccato il browser :) Cmq il mio astio verso i King Crimson deriva dal fatto che non li ho mai potuti digerire. Sono un gruppo troppo sopravvalutato e troppo sputtanato, un po' come altri gruppi come i Pink Floyd che sapevano suonare meno bene ma avevano una creatività che va ben oltre quella di mr. Fripp, che a mio parere l'unica cosa che riusciva a fare veramente bene era litigare con tutti quelli con cui suonava e distruggere intere formazioni. Dicono che il primo dei KC sia il disco che ha predisposto le coordinate della musica progressiva. Io la trovo una cazzata immensa perchè nei mesi prima dell'uscita di "In The Court Of The Crimson King" è uscito un disco intitolato "Blind Faith" che a mio parere è in grado di tener testa moltissimo al debut album dei KC. Dicono che Robert Fripp sia uno dei più grandi genii della storia della musica: mah, secondo me come chitarrista nel primo disco suonava peggio di Todaro del BMS ai tempi del salvadanaio, e dopo aver ascoltato bene "In The Wake Of Poseidon" che è la copia sputata del disco precedente e le mille peripezie inutili della League Of The Crafty Guitarists mi viene da pensare che anche Gigi d'Alessio sia da annoverare nell'ambito dei grandi compositori dell'Ottocento. E scusatemi. Dopodichè da tutti i video che ho visto sui KC ho desunto che anche un'esibizione di Richard Benson al Coetus pub di Roma è più ascoltabile dal punto di vista tecnico. Per non parlare di tutti quei passaggi suonati col violino, con la zampogna, con che diavolo volete che sono tutti palesemente uguali a "Twenty-first Century Schizoid Man" e alla "pentatonica cremisi" che si erano inventati loro e che usavano sempre quella in ogni passaggio aperto o chiuso che sia.. Sia questi e tanti tanti altri motivi che mi inducono a chiedermi: ma che avevano i King Crimson che non avevano i Pholas, i De De Lind, gli Area, i Dedalus, il Paese dei Balocchi? Perchè si sono perse le memorie di questi gruppi e invece del primo dei KC sono state fatte 40 diverse ristampe? Infine, posso dire che i King Crimson sono un po' come gli Iron Maiden, credo abbiano fatto sempre le stesse cose ma per ammettere una cosa del genere devi avere sotto due palle così, perchè come apri bocca ti danno addosso tutti. Non è proprio come sparare sulla croce rossa.
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DaveJonGilmour
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Se spari su In the wake of Poseidon è come sparare sulla croce rossa. Se usi i Pink Floyd come termine di paragone sulla creatività, grazie ma non è una novità. Il primo disco dei KC è un grandissimo disco, anche se effettivamente le coordinate per il prog erano già state tracciate, però il modo in cui riesce a distinguersi dal rock comunemente inteso è unico, e senza attingere troppo dalla classica o dal jazz, ma in maniera quasi del tutto originale, altro che Clapton. Poi parli dell'ascoltabilità: ma senza dubbio un Benson sarà più ascoltabile di Fripp, ma la tecnica cosa c'entra? Non è che Benson sia più ascoltabile perchè è più tecnico, scusa. E poi parli di "pentatonica cremisi" che si erano inventati loro, beh inventatela tu se ci riesci, dai! L'altra affermazione che fai sui passaggi tutti uguali a 21century non sta nè in cielo nè in terra, vale solo per il secondo disco. Rispetto agli altri gruppi che citi (dei Pholas non ho ascoltato nulla) i KC erano senza dubbio più originali, per il resto sono gusti personali. I King Crimson si sono sempre e continuamente reinventati, e Fripp ha avuto le sue varie band, con cui si trovava al momento, altro che distruggere, e ha avuto i suoi vari momenti di gloria nel tempo, gli Island, i Larks, i Discipline, momenti che nei Maiden non vedo. Se dunque odi i KC perchè secondo te hanno tolto visibilità ad altri gruppi validi o odi Fripp perchè non apprezzi certo tipo di sperimentazione è un conto, ma per il resto dici molte inesattezze.
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DaveJonGilmour
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Il Paese dei balocchi era abbastanza originale, ma i DeDeLind proprio no..ho ascoltato solo "Io non so da dove vengo ecc.."normale pop prog, un bravo flautista, un normale bassista,mediocri gli altri,come puoi dire che sono addirittura meglio dei King Crimson? In base a cosa?
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analoguesound
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Allora cominciamo col dire che reputo Richard Benson un buffone, e stavo scherzando. Magari accusami anche di essere un fan sfegatato di Gigi d'Alessio, dato che stiamo. Bensoni è il primo che mi sia capitato a tiro, potevo dirti pure Michael Angelo Batio tanto fanno tutti schifo. Un po' come Fripp alla chitarra nei primi dischi dei King Crimson, suvvia.
Il primo disco dei KC è un buon disco, a parte tutti i riempitivi e i passaggi che ricordano vagamente i Moody Blues ;) In Italia si raggiungevano risultati più emozionanti senza le pippe mentali di Fripp e company. Ho parlato dei Blind Faith perchè secondo me tirano di più, e il disco è uscito prima di quello dei KC. Che me ne frega di Eric Clapton, secondo me suonava comunque meglio di Fripp all'epoca. Quest'ultimo sarà poi diventato un ipertecnico osceno, dato che dal 1981 con Discipline i dischi erano degli studi tecnici che non sapevano nè di carne nè di pesce. I gruppi che ti ho citato non facevano un uso smodato di pentatoniche dato che non ne avevano bisogno, bensì avevano imparato a controllare lo strumento più potente che si possa utilizzare in musica, il SILENZIO (altro che mellotron di Fripp). Nei dischi dei KC non senti un momento solo in cui il silenzio non sia metronomico. E' proprio del bagaglio della precisione tecnica al nanosecondo (che ha tanto ossessiona Fripp) di cui gli italiani hanno imparato a fare a meno: ecco come escono i capolavori come Palepoli degli Osanna. Comunque ti garantisco che della tecnica mi curo poco, per me dire che la tecnica è fondamentale è come dire che se una qualsiasi opera d'arte non è stata fatta con Photoshop e una Epson a getto di inchiostro allora è da buttare al cesso. E il metal in generale mi provoca pianti isterici, forse non hai capito k gli Iron Maiden mi sono solo serviti a fare un paragone.
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DaveJonGilmour
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Desumo che tu abbia altro da dire..aspetto o posso dirti la mia?
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analoguesound
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tu puoi rispondere quando vuoi, mica è una chat questa :) comunque no, non ho altro da dire. Solo una domanda che non c'entra assolutamente niente, come lo trovi il secondo disco di Ummagumma?
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pippocalippo
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analoguesound: da certe espressioni forse sbaglio mi sembri barese, ma questo non importa.
Una volta, parlando con uno che il Prog primi anni 70 lo
conosceva bene, mi disse '-Se complessi come il Banco DMS,
i Jumbo, Garybaldi etc etc avessero avuto le grandi Major
inglesi o americane e relativi verdoni a quintalate a disposizione per la produzione e gli studi di registraione che avevano americani e inglesi, i Nostri avrebbero cagato addosso
1000 volte ai Vari Pink Floyd e compagnia bella.
Avrei voluto vedere (sentire) realizzare The Dark Side of the moon dai Pink Floyd negli studi della Fonit Cetra dove invece erano costretti i nostri New Trolls tutto trenette al pesto,
e rock'n'roll...
Eppure io (l'ho sempre detto e sempre lo diro') non cambierei
30 secondi di UT con l'intera opera omnia dei Pink.
Non perche' sono italiano...
Ad esempio ho scoperto (grazie ad Internet) cose favolose
dalla Germania, dal Brasile ('Criaturas das Noite') e anche dalle ex repubbliche socialiste dell'est europeo.
L'incensazione dei Mostri Sacri angloamericani l'ho
sempre guardata con sospetto, poi ascoltai un giorno del 1998
'Lucky Man' del ELP e scoprii che avevo visto giusto...
Vorrei scrivere per altre 100 righe ma ho caldo e vado a nanna.
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analoguesound
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Hai ragione, pippocalippo. Sono barese e hai perfettamente ragione. In Italia la fregatura stava nella produzione e distribuzione. Anche io non cambierei un solo secondo di UT, e di tutti i dischi fatti nell'auditorium Fonit Cetra e simili.. suonano come devono suonare.. punto e basta.. l'unica cosa che ci sarebbe da cambiare appunto è la produzione..
I DeDe Lind spaccano così.. cioè sentiti come è stato registrato il disco dei DeDe Lind, sentiti la batteria, la sezione ritmica e tutto il resto, i riverberi sulla chitarra, le pause, i soli di flauto, sembra l'abbiano registrato in mezzo a un bosco quel disco.. e a tratti fa venire i brividi.. un gruppo del genere negli studi di Abbey Road.. naaaaaa :D
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beenees
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A mio avviso, se gli Osanna sono da annoverare fra i gruppi dell'underground prog italiano degli anni 70 e non al fianco dei "big" del genere (PFM/Orme/Banco) è una colpa solo loro. Avevano piazzato un album nella top 10 italiana (L'Uomo), partecipato a trasmissioni, fatto una colonna sonora, riscosso un buon successo con Palepoli, poi vanno a litigare, frammentarsi, dare alle stampe album di progetti paralleli ben poco riusciti (Uno, ma neanche i Città Frontale mi esaltano) e quando si rimettono insieme ripiegano su tanto ordinario jazz rock. Un'occasione veramente sprecata.
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xyz
xyz
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inascoltabile, il napoletano mi fracassa le palle!
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analoguesound
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ma quell'espressione "big" detta fra virgolette vuol essere sarcastica vero?! dimmi di si :D
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pi-airot
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Un album che mostra molto bene la diversità del prog italiano: più estremo e meno sognante di quello inglese, in questo album arriva a suoni molto moderni ed estremi.
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Fraxinus
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Un album molto ostico e forse un poco pretenzioso... ma sicuramente molto molto valido e ispirato.
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ILpercussionist
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io ho sempre saputo che stanza città aveva una durata di 9 minuti
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SUPERVAI1986
SUPERVAI1986 Divèrs
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Grandi gli osanna...e sono pure di Napoli __
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cherubinileo
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Imprescindibile.
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Rock70
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bella recensione e gran bel disco!
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Peppe Weapon
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Una delle cose più belle che abbia mai ascoltato.
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hjhhjij
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Uno dei più bei dischi rock italiani di sempre (progressive e non), non mi stancherò mai di ripeterlo.
Grandissimo gruppo, due suite eccezionali. Certo in un paio di punti della seconda suite, c'è qualcosa di moolto simile a King Crimson e forse qualcosina dei Van der Graaf, ma il risultato è comunque fantastico. Grandissimo disco.
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Rocky Marciano
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disco bellissimo,pieno di atmosfere davvero affascinanti.
BËL (00)
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jdv666
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il loro capolavoro (nonché una delle vette del prog tricolore)
BËL (00)
BRÜ (00)

pippo 70
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Uno degli album più belli del progressive italiano. Vertice artistico assoluto degli Osanna. Insieme al Balletto di Bronzo il gruppo partenopeo più interessante e rappresentativo di sempre. Perfetta contaminazione tra rock e tradizione popolare.
BËL (00)
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silvietto
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Su "Palepoli" c'è ben poco d'aggiungere, dopo essermi allineato al giudizio sull'album e qualità della recensione. E' evidente il richiamo, ma artisticamente la chiamerei "citazione" di 21st del KC dopo il quinto minuto di "Animale senza Tempo" ci sta, più che qualcosina dei VDGG come scrive hjhhjij, io ci sento un accenno alla Carrozza di Hans subito a seguire. Lo stesso dopo il minuto 16, ma niente di grave sono accordi, magari il 2° un po' più insistito del primo: fra l'altro i riferimenti erano talmente celebri che preferisco chiamarle citazioni.
La disputa fra il barese anglofobico e DJGilmour ripropone quelle dei primi anni '70 ed è insanabile: ci sono cose vere ed altre tirate per i capelli. Che in Italia i mezzi fossero più modesti è vero, ma anche i gusti erano tali al pari della disponibilità economica dei ragazzi di allora, fra cui (purtroppo) chi scrive: chi avrebbe investito su gruppi così innovatori come alcuni di quelli citati a cui aggiungo per parte mia "Locanda delle Fate"? Ciò comporta che oltremanica ci fosse un'ipervalutazione di alcuni gruppi (ma altri come quasi tutti quelli della "Scena di Canterbury" patirono la medesima situazione) e qua l'opposto, alla discussione però manca un elemento fondamentale che è rappresentato dell'idioma: a casa nostra la conoscenza dell'inglese parlato ed ancor più cantato era assai modesta e ciò evitava di scendere nel dettaglio dei testi, viceversa oltre confine l'italiano risultava indigesto agli anglofoni ed essi allora rappresentavano l'80 % delle platee d'ascolto della Musica cui ci riferiamo.
I KC hanno dato un contributo innegabile all'evoluzione della Musica (nel '69 non scordiamolo, qui eravamo ancora assai arretrati!), possono anche non piacere o trovarli ripetitivi, ma così è. Viceversa l'Uomo (successivo e non di poco), per restare con gli Osanna, non lasciò questo segno. Forse il Banco col suo salvadanaio sì o le Orme con "Felona e Sorona" e mettiamoci pure il Battisti della serie bianca. Insomma eravamo un paese in retroguardia musicale, inutile negarlo, ma attivi nel crearci una reputazione, cosa che viceversa non fecero i cugini d'oltralpe. Sul mercato giapponese ci siamo riusciti eccome, in quello anglofono no, salvo alcuni estimatori alla Emerson ad esempio.
BËL (01)
BRÜ (00)

pippo 70: Trovo che la riflessione in merito all'idioma, centri perfettamente il problema; questo è il motivo principale, per cui, i gruppi italiani, nonostante indiscutibili qualità, perfino superiori, in molti casi, rispetto ai colleghi britannici, non riuscirono a scaturire un adeguato interesse all'estero. Ed è anche il motivo per cui la PFM, dopo avere pubblicato alcuni album in lingua inglese, e ad avere intrapreso una tournée in America, fu l'unico gruppo italiano a conquistare un piccolo seguito anche oltreoceano.
Pseudodionigi
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Carino. Preferisco “L’uomo”
BËL (00)
BRÜ (00)

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