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Oteme
“Il corpo nel sogno”

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OTEME (acronimo che sta per Osservatorio delle Terre Emerse) è il progetto musicale del musicista lucchese Stefano Giannotti: si tratta, in realtà, di un vero e proprio laboratorio musicale all’insegna della contaminazione fra musica colta e “popolare”. Ci sono delle affinità con la musica da camera, il cantautorato colto, la musica etnica e il Rock In Opposition ma, alla fine, la scrittura di Giannotti è originale e difficilmente classificabile. Ora esce, sempre per la Ma.Ra.Cash., il terzo disco degli Oteme intitolato “Il corpo nel sogno”. Devo dire che, viste le premesse, mi aspettavo del materiale abbastanza ostico: invece durante l’ascolto non viene mai meno, nonostante le influenze citate, la fruibilità. Confesso che, quando avevo letto nelle note di presentazione il termine Rock In Opposition, un po’ mi ero insospettito: trovo molte delle produzioni etichettate sotto questa sigla spesso velleitarie e fini a se stesse. Non vorrei essere frainteso: ho amato gruppi come Henry Cow, Univers Zero e Art Zoyd ma trovo che, spesso , la musica di avanguardia abbia perso la capacità di comunicare con il pubblico. Ma non è il caso degli Oteme: in “Il corpo nel sogno” non viene mai meno la volontà di creare una musica raffinata, patafisica ma, allo stesso tempo, molto comunicativa. Credo, in particolare, che questo disco potrebbe piacere agli amanti di Robert Wyatt. Gli Oteme sono una vera e propria orchestra da camera: la voce di Stefano Giannotti recita testi assurdi e surreali e si alterna con quella di Emanuela Lari. Il disco è costituito da 12 bozzetti musicali in cui si alternano brani musicali ad altri strumentali: quelli cantati alla fine risultano i più convincenti. Gli intermezzi elettronici sono limitati al minimo e non sono sempre convincenti. “Il corpo nel sogno” è un disco consigliato a chi frequenta la musica di ricerca e l’avanguardia ma che, potenzialmente, potrebbe intreressare un pubblico anche più vasto. Si astengano i seguaci ortodossi e talebani del progressive sinfonico. Disponibile su Bandcamp: https://maracashrecords.bandcamp.com/album/il-corpo-nel-sogno.

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Commenti (Cinque)

ALFAMA
ALFAMA
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Ascolto molto interessante, molto buono l'uso della lingua italiana spesso vero peso per proposte musicalmente lontane dal classico taglio canzone italiana.


ALFAMA: ascolto meno ostico di quel che pare, io lo trovo avant pop da camera
ALFAMA: orchestrale da camera
Cialtronius: dici che è AVANT pop? a me sembra più LATERAL pop proto post prog semi sinfonico
Cervovolante
Cervovolante
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Modifica alla recensione: «Aggiungo che si tratta del loro terzo disco». Vedi la vecchia versione “Il corpo nel sogno” - Oteme - Recensione di Cervovolante Versione 1


ErosGiannini
ErosGiannini
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Ho ascoltato questo " Il Corpo nel Sogno ", ma come primo approccio non mi sembra granchè. Forse sono prevenuto sui brani cantati, ma a mio avviso sono proprio questi i meno riusciti.
Ho senz'altro necessità di altri ascolti.
Di Henry Cow, Art Zoyd, Univers Zero e soprattutto Robert Wyatt noto un'affinità abbastanza marginale. Mantengono tuttavia un loro stile ed un'identità che li contraddistingue.
Collettivo da seguire e da vedere in concerto.


ALFAMA: Vero dei nomi non trovo tracce. A mio vedere per apprezzarlo ci si deve dimenticare di questi riferimenti e vederlo come una ricerca nel formato canzone in italiano e secondo me hanno un buon taglio. Secondo me sei molto legato alla scena Avant prog di cui più o meno fanno parte i nomi tirati in ballo, invece il gruppo cerca una deviazione inserendo lo strumento vocale , cercando di essere vicino a forme tututto sommato pop
ALFAMA: poi a ben vedere strumentalmente il sento molto vicina la scuola minimalista
ErosGiannini: E' vero, devo insistere nell'ascolto. Sono sicuro di trovarli interessanti. Abbiamo tanto bisogno di artisti così, in casa nostra.
ALFAMA: Si la ripetizioni di frasi sovra poste cambiando solo la nota è una soluzione che ritroviamo in molti brami.
ALFAMA
ALFAMA
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@[Cervovolante]
@[ErosGiannini]
A proposito di artisti giganteschi di casa nostra io sono preso da qualche giorno da questo a mio avviso capolavoro. Dedicategli del tempo


ErosGiannini
ErosGiannini
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Proposta molto interessante. Mai ascoltata prima. Sarà senz'altro un mio impegno futuro, cercare anche altre composizioni di Fausto Romitelli.
Mentre scrivo sono al secondo ascolto di questo "An Index of Metals".
Mi ha lasciato senza parole. Grande.


ALFAMA: un disco incredibile e più incredibile che una simile opera rimanga nascosta

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