Vado a comprare un disco con lo scopo primario di spendere poco, non so perchè; trovo questo degli "Otto Ohm" e ricordo il bel singolo di ormai cinque anni fa (Telecomando); decido di portarmelo a casa, non faccio in tempo ad uscirmene dal negozietto che, rammaricato e pentito del mio stesso acquisto, penso "Cavolo che fregata mi sono preso!". Non è logicamente la mia storia, ma la storia di come ci si può sbagliare spesso e senza accorgersene.
Il disco non è per niente male, la loro musica è davvero un miscuglio di tante cose diverse, non solo di generi musicali (elettronica, pop, reagge, rock classico, etc... ) ma anche di emozioni variopinte (dal poeta frastornato, al ragazzo del centro sociale incazzato, all'innamorato perduto); le "perline" dell'album sono "Crepuscolaria", "Amore Al Terzo Piano", "Non Perdiamoci Di Vista", "Brucia Babilionia", e, senza dubbio, la traccia finale a circa 15 minuti di silenzio dopo l'ultimo motivo "Argilla"; difetto principale dell'album è sicuramente il rischio elevato di poter sembrare banali, inconcludenti, e palesemente "comuni"; il mio (seppur modesto) parere volge al dato di fatto che nessun gruppo e/o musicista in Italia può (almeno per ora) essere confuso o equiparato all'importante realtà degli "Otto Ohm"...
In pratica, una piccola e bella avventura.