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"Parlo per la mia diversità"
Non sono Pasolini che chiede spiegazioni
Non sono Ginsberg espulso da Cuba
Non sono un frocio travestito da poeta
Non ho bisogno di un travestimento
Ecco la mia faccia
Parlo per la mia diversità
Difendo ciò che sono
E non sono così strano
Mi fa schifo l’ingiustizia
E diffido di questo balletto democratico
Ma non mi parlate del proletariato
Perché essere povero e frocio è peggio
Bisogna essere tosti per sopportarlo
È girare alla larga dai maschietti all’angolo
È un padre che ti odia
Perché il figlio è di un’altra parrocchia
È avere una madre con le mani spaccate dal cloro
Invecchiate di pulizie
Che ti cullano ammalato
Per brutte abitudini
Per cattiva sorte
Come la dittatura
Peggio della dittatura
Perché la dittatura passa
E arriva la democrazia
E appresso il socialismo
E poi?
Cosa ci farete con noi, compagni?
Ci legherete per le trecce come pacchi indirizzati
[a un centro per sieropositivi cubano?
Ci metterete in qualche treno per nessuna parte
Come nella barca del generale Ibáñez
Dove imparammo a nuotare
Ma nessuno raggiunse la costa
Per questo Valparaiso spense le sue luci rosse
Per questo le case chiuse
Offrirono una lacrima nera
Alle checche mangiate dai granchi
Quell’anno che la Commissione per i Diritti Umani
[non ricorda
Perciò compagni vi chiedo
Esiste ancora il treno siberiano
della propaganda reazionaria?
Quel treno che vi attraversa le pupille
Quando la mia voce si fa troppo dolce
E Voi?
Cosa ci farete con quel ricordo di noi bambini
Che ci masturbavamo e tutto il resto
Durante le vacanze a Cartagena?
Il futuro sarà in bianco e nero?
Il tempo diviso in notti e giorni lavorativi
senza ambiguità?
Non ci sarà un frocio in qualche angolo
a destabilizzare il futuro del vostro uomo nuovo?
Ci lascerete ricamare di uccelli
le bandiere della patria libera?
Il fucile lo lascio a voi
che avete il sangue freddo
E non è paura
La paura mi è passata
A forza di schivare coltelli
Negli scantinati sessuali che ho frequentato
E non vi sentite aggrediti
Se vi parlo di queste cose
E vi guardo il pacco
Non sono ipocrita
Per caso le tette di una donna
non vi fanno abbassare lo sguardo?
Non credete
che da soli in montagna
qualcosa l’avremmo combinata?
Anche se dopo mi odiate
Per aver corrotto la vostra morale rivoluzionaria
Avete paura che si omosessualizzi la vita?
E non parlo di metterlo e toglierlo
E toglierlo e metterlo soltanto
Parlo di tenerezza, compagni
Voi non sapete
Com’è difficile trovare l’amore
In queste condizioni
Voi non sapete
Che significa portarsi addosso questa lebbra
La gente mantiene le distanze
La gente capisce e dice:
È frocio ma scrive bene
È frocio ma è un buon amico
Super-stra-fico
Io non sono strafico
Io accetto il mondo
Senza chiedergli questa straficaggine
Ma ridono lo stesso
Ho cicatrici di risate alle spalle
Voi credete che penso con il pisello
E che alla prima scarica del CNI2
Avrei vuotato il sacco
Non sapete che la virilità
Non l’ho imparata nelle caserme
La mia virilità me l’ha insegnata la nott
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