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7°: MALELINGUE Ancora una volta Ivan riesce a rialzarsi, dopo la caduta abbastanza dolorosa di Cicli e tricicli. Malelingue riporta il suond di Ivan su un folk genuino e piacevole che si lascia ascoltare molto bene. Ciò che risalta subito all'occhio è la sanremese Maledette malelingue: un brano dai toni leggeri e apparentemente spensierati ma che dietro nasconde un messaggio profondo e importante, ovvero che le malelingue lanciate dalla gente sono ciò che fa naufragare una persona e finisce per rinchiudersi dentro il suo mondo. Ma in Malelingue non c'è solo il pezzo sanremese: abbiamo da gustare la goliardica e mai volgare Poppe poppe poppe, la solita storia rock di Il topo, lo sfottò divertente alla filosofia del "per diventare famosa devi darla" in La bella Gina, la bella storia a ritmo lento di una prostituta in Sempre dritto in mezzo al cuore sparerò e la voglia di rimanere sempre bambino in Voglio un mondo minorenne. Insomma, questo album è un piccolo e ultimo gioiello che regala una manciata di belle canzoni, alcune anche davvero commoventi (Avrò bisogno ancora di te, dedica a una figlia immaginaria), alcune che fanno divertire con linguaggi assurdi e soprattutto le solite e straordinarie storie di assurdi personaggi che popolano le canzoni del chitarrista abruzzese.