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Proprio mentre Bush senior comandava la deposizione di Faccia d'ananas-Noriega, a Panama muoveva i primi passi (di danza) tale Edgardo Armando Franco, meglio noto come El General. Il pluridecorato panamense, che comunque che non ha nulla a che vedere con Noriega e aveva studiato management negli USA, iniziò all'alba dei '90 a sperimentare una sua personale fusione di reggae in spagnolo, dancehall e hip hop. Qualcosa per cui ancora non esisteva un nome, dato che nessuno o quasi - ancora - parlava di reggaeton. E non certo lontano da San Juan. Ma il Generale ci arriva per conto proprio, apparentemente senza predecessori e senza legami con la scena portoricana. Tranne, appunto, quei cantanti di reggae in spagnolo che dallo stretto transitavano fin dagli anni '70. Il ritmo è quello che ormai conosciamo tutti, ma immaginate come potesse suonare (fra il '90 e il '91 o giù di lì) una cosa come questa. Tre minuti di puro tunz-ta-tunz da cantare a una "mami" che ha le forme di una bottiglietta di Coca Cola. Cola compresa (per la coca, non c'era che da guardarsi intorno). Successo travolgente e dischi di platino a cascata, fino al ritiro. Improvviso e irreversibile, per entrare nei testimoni di Geova. Da cui il detto, celebre a Panama: "se un testimone di Geova bussa alla vostra porta fate attenzione, perché potrebbe essere l'inventore del reggaeton".
Ma non ditelo a Puerto Rico.
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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