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Il gruppo d'ascolto "Capish"

Capish: Questo è un consesso di menti sottili aduse a spaccare il capello in multipli di quattro e ad apporre tutti i puntini mancanti su qualsivoglia i. E’ un luogo di dialogo e di approfondimento in cui l’inutile riacquista la sua centralità. Tu, sperduto viandante, ti senti pronto ad entrare?

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JOHNDOE
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Questa sera vi proponiamo l'ascolto di un concerto del Colours Quartet, messo in piedi dal contrabbassista Eberhard Weber (n. 1940), capofila del cosiddetto "chamber jazz", sound caratteristico delle pubblicazione dell'etichetta tedesca ECM (Editions of Contemporary Music).

Buon ascolto.

Eberhard Weber - Colours Quartet Live 1976


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Quest’oggi, per la rubrica “I lunedì barocchi: alla corte del Capish King”, vi proponiamo l’ascolto delle sonate per violino e basso continuo (qui interpretate dall’Ensamble London Baroque nella formazione: violone, viola da gamba e organo) di William Lawes (1602 — 1645), musicista della corte di Carlo I, il quale morì, come lo stesso re Carlo, nei tumulti della guerra civile inglese (1642-’51).

Buon ascolto.

Sonatas for violin and continuo. William Lawes (1602 - 1645)

William Lawes - Wikipedia


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L'ascolto di oggi ci porta nel Medioevo giapponese, quando, dalla Cina della dinastia Tang (唐, 618 - 907 d.C.), oltre ai caratteri di scrittura e moltissimi usi e costumi, vengono importati nel paese del Sol Levante degli strumenti musicali. Uno tra tutti, il flauto di bambù a cinque fori, che prenderà il nome di Shakuhachi (尺八) e che diverrà, coi secoli, uno degli strumenti più rappresentativi (e più noti) della musica nipponica.
Ascoltiamo dunque due brani tradizionali interpretati da uno dei più grandi suonatori di Shakuhachi del secolo scorso, Gorō Yamaguchi (山口 五郎, 1933 – 1999), pubblicati per la prima volta nel 1969 dall'etichetta Nonesuch.

Buon ascolto.

Koku-Reibo (Bell Ringing in the Empty Sky)
Sokaku-Reibo (Depicting the Cranes in Their Nest)


Caspasian
Caspasian |
I "frutti di mare" in questa seconda puntata della rassegna "Mondo Československo!" toccano l'apice del piacere del sottoscritto. Me lo sparo subito il mio preferito ed è questo!
Bert & Friends ~ Plody Moří (Official video)


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Questa mattina, per la rubrica “I lunedì barocchi: alla corte del Capish King” vi proponiamo le composizioni per tiorba di Robert De Visée (1655 - 1733), suonatore della corte del re Luigi XIV e del re Luigi XV e compositore per vari strumenti a corde (chitarra, liuto, viola e tiorba).
La tiorba è uno strumento a corde di notevoli dimensioni, nato nel XVI sec. come modifica, da parte (si presume) del fiorentino Antonio Bardi, del liuto; da adoperarsi, oltre che come strumento solo, soprattutto come basso continuo.

Qui i dettagli sulla registrazione: Robert de Visée / José Miguel Moreno - Pieces De Theorbe (1996, CD) | Discogs

Buon ascolto.

Robert De Visée (1655-1733) Pieces de Theorbe, Jose Miguel Moreno


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La proposta d'ascolto di oggi è un LP di inediti risalenti al 1966-'67 dei Fifty Foot Hose (alcuni dei brani sono a nome The Ethix), pubblicato nel 1997 dall'etichetta Del Val.

Sui "tubo flessibile di 50 piedi" e sul loro primo album "Cauldron", si veda la pagina di @[psychopompe]: Cauldron - Fifty Foot Hose - recensione

Buon ascolto!

Fifty Foot Hose - Ingredients (1966-67) [Full Album]


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L'ascolto di oggi ci porta dritti dritti agli albori del blues. Più che creare il blues (le cui radici, com'è noto, si perdono nei secoli e nelle tratte degli schiavi tra l'Africa e il Nuovo Mondo), William Christopher Handy (1873 – 1958) è uno dei primi ad aver ripulito il blues dal fango e dalla polvere da cui è sorto, dandogli una patina di accettabilità a chi quel fango e quel lamento non voleva vederlo davvero. Il classico che vi proponiamo oggi è la versione che dei pezzi di Handy ha dato Louis Armstrong, pubblicato nel 1954 per la Columbia.
Accrediti:
Bass – Arvell Shaw
Clarinet – Barney Bigard
Drums – Barrett Deems
Piano – Billy Kyle
Trombone – Trummy Young
Trumpet, Vocals – Louis Armstrong
Vocals – Velma Middleton

Per approfondire, vi consiglio la bella pagina di @[odradek] sul Delta blues, da cui Handy attinse a piene mani: Founder Of The Delta Blues 1929-34 - Charlie Patton - Recensione di odradek

Buon ascolto.

Louis Armstrong - Louis Armstrong Plays W.C. Handy ( Full Album )


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Questa sera vi proponiamo l'ascolto del disco d'esordio dell'ahimé recentemente scomparso tastierista Keith Tippett, "You Are Here... I Am There" del 1970.

Buon ascolto.

The Keith Tippett Group ‎– You Are Here... I Am There (1970 - Album)



Caspasian
Caspasian | Fetisc
Parte una veduta su ecletticità ceche 🇨🇿 non solo musicali che comprendono mistificazioni, ironia, kirsch, trash, nostalgic, di un mondo tutto da scoprire, prima proposta:
NIGHTWORK - Tepláky


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Appendice dell'angolo barocco di Radiocapish ("alla corte del Capish King”) e chiarimento da porre in calce alla mia pagina: Goldberg-Variationen (BWV 988) - Johann Sebastian Bach - recensione

Mettiamo i puntini sulle i come solo un capish sa (e deve) fare.
Per quanto concerne le interpretazioni delle Variazioni Goldberg (Bach-Werke-Verzeichnis 988), oserei affermare che, per quanto bella e personale sia la versione di Glenn Gould (doppiamente bella, sia quella impetuosamente giovanile del 1955 che quella matura del 1981; abbastanza diverse tra loro, com'è ovvio), lo strumento principe su cui questo paradigma delle "variazioni sul tema" offre al meglio la sua essenza è il clavicembalo. Sia nella vetusta (1933/'34) e magica registrazione (che coincide in pratica con la riscoperta dello strumento stesso) di Wanda Landowska, sia in quella ispiratissima di Keith Jarrett (1989). Seppur esattissima filologicamente, quella, celebre, di Gustav Leonhardt (1978) risulta un po' fredda e manierata, mentre su altre evito di pronunciarmi (ve ne sono per tutti i gusti). Peculiare invece, l'esecuzione per trio d'archi pubblicata nel 2007 per la Deutsche Grammophon, con Mischa Maisky al violoncello. Su Maisky, e sulle svettanti suite per violoncello solo si veda, ovviamente, la paginona di @[odradek]: Suites Per Violoncello 1-6 - Johann Sebastian Bach - Mischa Maisky - recensione

Indi per cui, se proprio vi piace la musica barocca suonata al pianoforte (cosa difficilmente comprensibile, tranne che per l'eccezione di G. Gould, la quale conferma la regola), limitatevi a Gould, poiché le altre (potrei sbagliarmi, ma questo è un giudizio meditato dopo mooolti ascolti) tradiscono completamente lo spirito della composizione. E se dovete scegliere fra i due Gould, quello maturo (a mio gusto) è il migliore. Se invece vi piace davvero Bach, ascoltatevi anzitutto la versione di W. Landowska (procurandovelo in digitale o, meglio ancora, in analogico; quella su yutub è abbastanza pessima). Difficilmente resterete delusi.

Un caro saluto,
*

Glenn Gould plays Bach - The Goldberg Variations, BMV 998 (Zenph re-performance)
J.S.Bach "The Goldberg Variations" [ Glenn Gould ] (1955)
J.S.Bach, Wanda Landowska, Harpsichord Goldberg Theme & Variations BWV 988


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Vista la propensione del nostro Sire @[lector] per la musica barocca, Radiocapish vi propone un nuovo appuntamento settimanale, dal titolo “I lunedì barocchi: alla corte del Capish King”.
Questo primo lunedì di Settembre, per cominciare, vi proponiamo l’ascolto del “Livre premier de clavecin” di Jacques Champion de Chambonnières (1601? - 1672), iniziatore della Scuola clavicembalistica francese, i cui più celebri esponenti sono indubbiamente Louis Couperin e suo nipote François.
Le composizioni del “clavicembalista del re” Champion de Chambonnières, seppur spesso costruite sul contrappunto, non adoperano forme come fughe o ricercari; forme che invece godevano di un vasto impiego tra fine ‘500 ed inizio ‘600 nella scuola italiana, così come in quella tedesca alla fine del secolo. Modellati sulle strutture musicali della danza, i suoi componimenti sono perlopiù in forma di Giga, Sarabanda, Corrente e Ciaccona. Questa caratteristica influenzerà fortemente tutta la Scuola francese successiva.

Indice:

Suite n° 1 in A [LA] MINOR (12’32’')

Suite n° 2 in C [DO] MAJOR (7’43’')

Suite n° 3 in D [RE] MINOR (16’03’’)

Suite n° 4 in F [FA] MAJOR (8’27’’)

Suite n° 5 in G [SOL] MINOR (14’34’’)

Al clavicembalo: il canadese Kenneth Gilbert (1931 – 2020).

Buon ascolto.

Per un catalogo delle opere: Jacques Champion de Chambonnières (1602-1672)

Kenneth Gilbert (harpsichord) Champion de Chambonnières, Livre premier de clavecin


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Cosa c'è, vi chiedo, di più capish di John Zorn? Ebbene, Radiocapish è lieta di proporvi l'ascolto di un album indefinibile del celebre sassofonista tuttofare Zorn: "Taboo & Exile" del 1999.

Buon ascolto.

John Zorn - Taboo and exile [Full Album]


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Quest'oggi vi proponiamo di ascoltare la colonna sonora, curata dal fiorentino Piero Umiliani (1926 - 2001), del film di Luigi Scattini "La ragazza fuoristrada" del 1973.
Umiliani, autore di un numero sconfinato di colonne sonore per film di serie B, è un personaggio che non fa mai male ricordare.

Buon ascolto!

Piero Umiliani ‎– La Ragazza Fuoristrada


JOHNDOE
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New Trolls - Concerto Grosso I

Forse non tutti sanno che... senza i New Trolls probabilmente non sarebbero esistiti i King Crimson.


Lao Tze
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Ein Kessel Buntes, Friedrichstadtpalast Berlin, 27.09.1975 (Karel Gott, The Rubettes, Peter Albert)

Ein Kessel Buntes ("Un calderone di colore") era una sorta di Top of the Pops della DDR.
Ma andava in onda molto meno spesso: appena sei puntate all'anno, con la crema degli artisti tedeschi e internazionali. Ovviamente, solo quelli che ANDAVANO BENE.
Era comunque uno spettacolo di primissimo livello, tanto che lo guardavano (quelli che ne captavano il segnale) anche i tedeschi dell'Ovest. Che pure avevano Musikladen.
In questo show est-berlinese del '75 abbiamo: al minuto 1 l'usignolo cecoslovacco Karel Gott, al minuto 20 il trio polacco 2 + 1 (Dwa plus jeden) col suo folk-pop tuttora apprezzato anche ad Ovest, al minuto 45 il piccolo cantante e trombettista norvegese Eivind Løberg, al minuto 58 lo schlager dell'idolo di Erfurt Peter Albert, a 1 ora e 12 ancora folk bucolico col duo Sandra Mo & Jan Gregor (i Sonny & Cher di Dresda), a 1 e 22 finalmente il momento rock con i (comunque innocui e zuccherosissimi) Rubettes, a 1 ora e 45 il bis di Karel Gott per l'ovazione, a 1 e 49 un tris di dive della ČSSR (Jitka Zelenková, Vlasta Kahovcová & Jarmila Gerlová), a 1 e 52 Karel Gott, che avrete capito quanto fosse apprezzato, per la terza volta.
In mezzo: sketch, balli di folklore e - segnalo - ballerini che fanno numeri coi cappelli a 1 e 08.



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Quest'oggi vi proponiamo una perla free-jazz: l'LP d'esordio del batterista ed etnologo senegalese Mor Dogo Thiam (n. 1941), "Dini Safarrar (Drums of Fire)" del 1973.

Buon ascolto.

Mor Thiam ‎- Dini Safarrar (Drums Of Fire) (1973) FULL ALBUM


Lao Tze
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Kid Blue - Louise Goffin
Oh My God (feat. Van Dyke Parks)

Capitolo FIGLI DI- .
Lei non c'è bisogno di specificare di chi sia figlia, sia per il cognome sia perché è la fotocopia della madre.
Cui somiglia pure in quanto a voce, e nel debutto su disco (registrato da teenager) in parte si cercò di enfatizzare questa somiglianza.
Nel possibile, perché in realtà quell'album era più vicino a certo AOR che non allo stile degli anni "classici" della mamma.
Complici la produzione e il coinvolgimento di alcuni nomi (Steve Lukather, David Paich, Mike Porcaro) che parlano da soli. Ma era un bel disco, per una diciannovenne che coi giusti - inevitabili - agganci avrebbe dovuto fare una certa carriera.
Senonché, ho poi dedotto che lei verosimilmente se ne fregava di diventare la nuova Pat Benatar o la nuova Stevie Nicks degli anni '80, e io direi: per fortuna.
Quindi pochi dischi (relativamente) in oltre quarant'anni d'attività, sempre lontano dai riflettori, qualche apparizione ad aprire i concerti della madre, zero operazioni ruffiane a campare di rendita.
Fino all'ultimo disco, autoprodotto e autopromosso dalla propria pagina Facebook, copertina che è un vecchio disegno di una certa Joni Mitchell, amica di famiglia.
Fra gli altri, un pezzo orchestrato da un certo Van Dyke Parks, amico di famiglia anche lui, che una pagina Facebook non ce l'ha nemmeno.


Caspasian
Caspasian |
Ahahahah! Non è cambiato un cazzo.
Grande grande grande Ugolino.
Ugolino - Omino


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Quest'oggi vi proponiamo alcuni dei primi lavori del DJ di Sapporo Kuniyuki Takahashi, ristampati in due raccolte da Music from Memory nel 2018 col titolo "Early Tape Works (1986 - 1993)".

Buon ascolto!

youtube.com/watch?v=ZOBAQkH2Wuk
Kuniyuki Takahashi - Day Dreams
Kuniyuki Takahashi - You Should Believe


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Quest'oggi vi proponiamo un classico: il "Live '75", unico prodotto musicale dell'effimero collettivo "Telaio Magnetico", composto da Juri Camisasca, Terra Di Benedetto, Franco Battiato, Mino Di Martino, Lino Capra Vaccina, Roberto Mazza e Vincenzo Zitello.

Buon ascolto.

TELAIO MAGNETICO - LIVE 1975


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Il quale mondo bislacco Cat Stevens e i Can possono andare mano nella mano? Il uno dei film più belli degli anni '70: "Deep End" (tradotto magnificamente come "La ragazza del bagno pubblico") del polacco Jerzy Skolimowski, il quale vede appunto, nella colonna sonora, "But I Might Die Tonight" di Cat Stevens e "Mother Sky" dei Can.
Per chi fosse curioso, in un altro film molto bello di Skolimowski, "Le Départ" (1967), con un giovane e stronzo Jean-Pierre Léaud, la colonna sonora originale, composta da Krzysztof Komeda, era suonata, fra gli altri, da Gato Barbieri e Don Cherry. Già che ci sono, vi metto anche questa.

Buon ascolto.

But I Might Die Tonight
Mother Sky
Le Depart (OST by Krzysztof Komeda)


Farnaby
Farnaby |
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Buongiorno
e ben sintonizzati su #radiocapish

Come appendice, spero gradita, della nostra rubrichetta estiva sul Jazz nel cinema Noir, vi proponiamo, quest'oggi, la colonna sonora suonata da Quincey Jones & Orchestra (n. 1933) del film di Sidney Lumet (1924 – 2011) del 1964 "L'uomo del banco dei pegni" (The Pawnbroker).

Buon ascolto!

Main Title: The Pawnbroker
Harlem Drive
The Naked Truth
Death Scene