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Picazzo, il pittore pazzo! [a.k.a. l'uomo che dipingeva la musica ascoltando i dipinti] [17 di 40] Anteprima Il cardellino - Carel Fabritius (1654) "Il cardellino" è una tavoletta di appena 33x18 cm, datata 1654, firmata Carel Fabritius e conservata al Mauritshius de L'Aia. Sullo sfondo di una parete intonacata di un bianco luminoso, un cardellino è legato, con una catenella, a un trespolo formato da due semicerchi di legno e da una cassetta di un un colore grigio-azzurro. Tutto qui. Eppure anche questa immagine racconta una storia, anzi più di una. Al di là di ogni virtuosismo e di ogni effetto illusionistico, l'attenzione di Fabritius si posa, quasi con rispetto, su quel cardellino che, grande quanto il reale, occupa la scena da protagonista e non è più confinato nelle parti secondarie di un episodio sacro o profano. La sua è una pittura essenziale, affettuosa e partecipe, resa più veritiera da quell'ombra sfumata proiettata sulla parete e dai riflessi luminosi del legno del trespolo. Mentre il cardellino spicca su quel candido muro un po' sbrecciato che non sfigurerebbe, come sfondo, in un quadro di Vermeer, di cui, del resto, Fabritius sarebbe stato- stando alla letteratura critica- se non maestro, almeno precursore. L'atmosfera intima e commossa della composizione fa sì che quel piccolo uccellino impaurito e prigioniero sembri diventare il simbolo stesso della fragilità, ma anche della crudeltà della vita. Nello stesso anno del dipinto, il 1654, in una calda mattina d'ottobre, l'esplosione di una polveriera scuote tutta Delft. Il gigantesco incendio che ne segue distrugge completamente il quartiere nord-est della città, con le sue case modeste, le sue dimore signorili e le sue chiese. Tra le macerie fumanti si contano più di cinquecento morti: tra questi c'è Carel Fabritius. Nella sua bottega, divorata dalla fiamme, sono andati perduti, insieme ai suoi sogni e alle sue speranze, tutti i dipinti che stava realizzando. Aveva, allora, trentadue anni. [fonte senzadedica.blogspot.com] AssociatoLPdel2003
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