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Demolition Doll Rods "Hey You" DEMOLITION DOLL RODS-Raw In un periodo notevole di “bentornate pippe” - ammetto che non mi tirava più - ho ascoltato, (ri)scoperto gruppi garage di anima e sangue con, come da regola, le influenze più diverse dal beat al punk, dalla psichedelia al R&B - dal power pop al folk, dal rockabilly al mod, anche soul e persino hard rock. Insomma l’essenza del Rocchenrolle da vere bestie all’urlo selvaggio di “fanculo le tue scale virtuosissime e velocissime di merda e le tue 4 ottave di estensione vocale del cazzo”. Dal 1990 in poi, con qualche ripresa di vecchie cariatidi, savansadir. #garagedintorni (53/1) Giornata con una delle mie band emozionanti in tutti i sensi. Uno scheletrico demente allucinato rispondente al nome di Dan Kroha, si quel Dan di quei Gories, si fa volutamente accalappiare da due fanciulle ai limiti della nobilissima sfrontatezza. Si va a prendere il meglio dal blues, garage gospel, punk in lofi modulescion. Tribali, peccaminosi, deviati, meravigliosamente sboccati e si aggiunga tutto il meglio a piacere… “Nemmeno i maestri Cramps avevano mai osato tanto” scrisse mi sembra il Guglielmi…
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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