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Sorry Seems To Be The Hardest Word Ecco un'altra di quelle che non si sentono nominare troppo spesso. L'ho incontrata molti anni orsono per serendipità, consigliata dal vecchio iTunes Store mentre stavo scaricando non ricordo cosa di Madeleine Peyroux: altra che l'ho scoperta io l'ho scoperta! Il pezzo? Ennesima cover di Elton John che preferisco all'originale, inserita in un album secondo me bellissimo, da gustare centellinatamente. "Un po' troppo Jazz", mi ha detto un tale che non capiva un cazzo, dopo aver ascoltato il disco. Ma poi, col tempo e i dovuti ascolti mirati, gli ho imparato che il Giass non è poi quella brutta, complicata cacofonica, incomprensibile, disarmonica accozzaglia di note stridenti che potrebbe sembrare. Almeno non sempre. Ora - sempre per parlare di Donne - se gli tocchi la Dea Joni del "Periodo Mingus" ti ammazza. A volte, inzomma, bisogna spiegarle, le cose. Lo so che al contrario di quanto accade riguardo all'arte in generale, nella musica in particolare gli "spiegoni" vengono visti di malocchio; ma la musica è pur sempre un linguaggio, che ha le sue regole, parasintattiche o meno che siano. Altrimenti si fa come quelli che parlano il maccheronese - pure dilettato - fottendosene di chi è costretto ad ascoltarli, e credendosi pure più intelligenti e arguti di loro. Ne vedete molti in giro, nel parlamento ad esempio. Ugh!
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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