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Costretto più o meno ai domiciliari - anche se non proprio coatti - a causa di un aggeggio scomodissimo e pesantissimo chiamato "Life Vest" che devo indossare notte&giorno, cerco di prenderla con filosofia e di vedere il bicchiere (due/tre al giorno posso, dicono i Medici che mi hanno salvato la pelle) mezzo pieno. E allora che c'è di meglio di mettermi a ravanare nei meandri del mio fido iMac per sistemare finalmente la mia sterminata libreria lasciata da tempo in stato semibrado? Bene: qual è il primo disco che non ricordavo di avere che mi capita a tiro?
Dovete sapere che c'è un gruppo che per me è "speciale". Non il mio gruppo - o artista - preferito ma una cosa a parte, che mi piace tenere per me, nell'intimo, senza schiamazzi autoemotivi. Loro si chiamano "The Cure", e li trovo incatalogabili, bizzarramente adorabili pur se a volte oscuri: una cosa meravigliosa a sé stante insomma, come ho già detto.
Ho scelto questo pezzo a caso ma vi assicuro che tutto il disco è come minimo sorprendente. Lo so che sulle Cover, almeno qui sul Debby, ognuno ha la sua ma anche l'altra, però veramente vi prego di ascoltarlo (nell'improbabile caso che non l'abbiate già fatto) perché c'è tutta una serie di cioccolatini assortiti che sono uno meglio dell'altro.
Sunday i'm in Cure.
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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