Atomic Rooster - In Hearing Of Atomic Rooster (1971) (Full Album)
"In Hearing of Atomic Rooster" del '71 fu il terzo album in studio del gruppo britannico "Atomic Rooster".
Gli "Atomic Rooster" furono la band tormentata di un leader tormentato, tale Vincent Rodney Cheesman alias Vincent Crane, talentuoso organista che grazie alle sue qualità tecniche, cementate in anni di studi tra boogie woogie e musica classica, con l’inconfondibile stile che coniugava progressive & hard rock ed una vena gotica e oscura, fu a lungo un punto di riferimento dell’intera scena inglese e continentale, raccogliendo consensi ed estimatori “nobili”, primo fra tutti Ritchie Blackmore, che mai nascose la sua stima nei confronti di Vincent.
Purtroppo, l’instabilità personale ed i problemi psicologici causati dal bipolarismo, mineranno in maniera definitiva sia la sua carriera che i suoi "Atomic Rooster", tra improvvise virate artistiche, continui cambiamenti di line up, silenzi e litigi, fughe con la cassa e tour maledetti, in un continuo saliscendi qualitativo ed emotivo, che dopo gli iniziali successi, porteranno il gruppo al quasi anonimato nel breve volgere di qualche anno.
Vincent stesso porterà avanti in modo disordinato e convulso la propria carriera , tra collaborazioni varie (tra cui i "Dexy's Midnight Runners") e una vita da session man, farà rinascere più volte la sua creatura, spesso anche senza alcuna continuità o testimonianza su disco, per poi incontrare una morte prematura, causata da suicidio con un'overdose di farmaci, a soli 45 anni, il giorno di San Valentino del '89.
#storie
"In Hearing of Atomic Rooster" del '71 fu il terzo album in studio del gruppo britannico "Atomic Rooster".
Gli "Atomic Rooster" furono la band tormentata di un leader tormentato, tale Vincent Rodney Cheesman alias Vincent Crane, talentuoso organista che grazie alle sue qualità tecniche, cementate in anni di studi tra boogie woogie e musica classica, con l’inconfondibile stile che coniugava progressive & hard rock ed una vena gotica e oscura, fu a lungo un punto di riferimento dell’intera scena inglese e continentale, raccogliendo consensi ed estimatori “nobili”, primo fra tutti Ritchie Blackmore, che mai nascose la sua stima nei confronti di Vincent.
Purtroppo, l’instabilità personale ed i problemi psicologici causati dal bipolarismo, mineranno in maniera definitiva sia la sua carriera che i suoi "Atomic Rooster", tra improvvise virate artistiche, continui cambiamenti di line up, silenzi e litigi, fughe con la cassa e tour maledetti, in un continuo saliscendi qualitativo ed emotivo, che dopo gli iniziali successi, porteranno il gruppo al quasi anonimato nel breve volgere di qualche anno.
Vincent stesso porterà avanti in modo disordinato e convulso la propria carriera , tra collaborazioni varie (tra cui i "Dexy's Midnight Runners") e una vita da session man, farà rinascere più volte la sua creatura, spesso anche senza alcuna continuità o testimonianza su disco, per poi incontrare una morte prematura, causata da suicidio con un'overdose di farmaci, a soli 45 anni, il giorno di San Valentino del '89.
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