NUCLEUS - WE'LL TALK ABOUT IT LATER 1971 Se i "Soft Machine" furono un gruppo rock che virava verso il "jazz rock", i "Nucleus" potrebbero esser visti come un gruppo jazz che virava verso il "jazz rock", poiché la maggior parte dei musicisti erano chiaramente musicisti jazz con la notevole eccezione di Peter Robinson alias Christopher John "Chris" Spedding (yes, il signor moto-punk/cammello del rock).
Se si può fare un confronto tra questi due gruppi, è anche ovvio che i "Nucleus" sono diventati un terreno fertile per quei musicisti prima di unirsi ai "Soft Machine" (circa dieci musicisti effettuarono il passaggio).
I "Nucleus" firmarono con la famosa etichetta progressive "Vertigo" e le prime due splendide copertine dei loro album son state disegnate da William Roger Dean, mica pizz'e fichi.
"Nucleus" fu il progetto del trombettista (e affermato jazzista and biografo) Ian Henry Randall Carr e la sua discografia è piuttosto confusa con le diverse denominazioni, dato che in alcuni album venivano chiamati "Ian Carr's Nucleus", "Nucleus With Ian Carr" o semplicemente "Ian Carr" (ma con tutti i membri dei "Nucleus").
Ciò non significa affatto che Ian Carr fosse il principale autore, la principale influenza o il principale solista.
Molti musicisti eccezionali contribuirono con tantissimo materiale, tra cui Sir Karl William Pamp Jenkins , Jeffrey Ovid Clyne, Chris Spedding, Alan Holdsworth, Brian William "Smitty" Smith e David Scott "Dave" MacRae.
La loro musica era un frenetico "jazz-rock" strumentale molto simile a quello di Miles Davis nella stessa epoca.
Molti strumenti a fiato, ma anche tastiera e ampio spazio per il chitarrista (la chitarra di Spedding è grandiosa e superba).
Chiaramente l'essenza innovativa dei "Nucleus" si apprezza al meglio nei primi album, dato che quelli successivi si limitarono a ripetere la stessa formula, senza più di tanto evolversi.
Rimasero attivi come gruppo in tour fino all'inizio degli anni '80, per poi riformarsi occasionalmente.
Vengono consigliati caldamente non solo ai fan dei "Soft Machine" successivi, ma pure a tutti gli appassionati di jazz rock/fusion e agli amanti del "prog"di Canterbury".
Ottima la recensione del 2009 ad opera di Hetzer
Nucleus - We'll Talk About It Later: jazz-rock denso e vibrante #unalbumalgiorno leva il medico di torno