Erik Satie ~1912~ Préludes Flasques (Pour un chien) Nasce a Honfleur in Normandia, Erik Satie, era il 17 maggio 1866, fu compositore e pianista, scherzosamente chiamato Erotik Satie per quella sensuale coloritura che si nasconde tra le note dei suoi spartiti.
Figura anticonformista, antiaccademica, stravagante ed enigmatica, Satie fu protagonista della vita culturale francese tra fine ‘800 ed inizio ‘900, non solo nella musica ma anche in letteratura, pittura, cinema e teatro.
La sua musica, pur attraversando gli stili dell’epoca, mantenne sempre un’inconfondibile impronta: essenziale, sospesa come fuori dal tempo.
Addentrarsi nella sua biografia significa perdersi dietro le sue non poche stranezze, mangiava solo cibi bianchi, non amava la luce, collezionava ombrelli.
Nella sua ricerca spirituale fondò "L'Église Métropolitaine d'Art de Jésus Conducteur", di cui fu l’unico adepto.
Ironico, colto, iconoclasta, fece della stravaganza la cifra del suo modo di vivere, per ciò in pochi lo presero sul serio, scelse una povertà volontaria, per coerenza e disprezzo verso corruzione e compromessi.
Fu amico di Achille-Claude Debussy e poi di Joseph Maurice Ravel, frequentò artisti e poeti come Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno Maria de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Picasso e Étienne "Stéphane" Mallarmé.
Nella sua produzione si distinsero due fasi: quella delle scoperte armoniche che anticiparono Debussy (tra il 1888 ed il 1895), con una staticità sospesa, in cui nacquero "Gymnopédies" e "Gnossiennes" per pianoforte, e quella con pezzi con titoli e didascalie paradossali/umoristiche dopo il 1895, con un atteggiamento dadaista ante litteram, il "Dadaismo" nascerà solo nel 1916.
“Non ho mai scritto una sola nota che non pensassi.” Éric Alfred Leslie Satie
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