Copertina di Pan American 360 Business/360 Bypass
joser

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Per appassionati di musica elettronica sperimentale, ascoltatori di ambient, fan di labradford e di sonorità minimaliste e ipnotiche.
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LA RECENSIONE

Questa è musica per cerebrolesi. Ecco perché mi piace tanto. Più l’ascolto e più mi si stampano in mente due parole solamente: elettroencefalogramma piatto. Elettronica minimale, liquida e cerebrale. Questa è in estrema sintesi l’essenza del progetto musicale di Mark Nelson, ai più noto come voce e chitarra dei Labradford, qui in veste solista nel secondo capitolo del progetto parallelo ribattezzato Pan American. La costante sonora che emerge è una sola: un flusso elettronico impalpabile ed etereo, continuo ed inesorabile, diviso in sei tracce distinte tra loro ma, in un certo qual modo, legate a doppio filo l’un l’altra fino ad intrecciare un solo tappeto sonoro.

Un’architettura elettronica lineare e ripetuta sino all’ipnosi. Fin dall’iniziale “Steel Stars”, un sibilo ossessivo di oltre dieci minuti su cui si innesta una base dub ripetuta all’infinito. Continuando con “Code”, unica traccia vocale dove spiccano le flebili voci dei Low, e ancora con il ritmo statico e serrato di “Double Rail”, sul quale fiati e percussioni si rincorrono per tredici interminabili minuti. Nelle conclusive “K. Luminate” e “Both Ends Fixed” flussi di ultrabassi e suoni asincroni danno vita a costruzioni vuote, si alternano, si intrecciano in sequenza e si fondono come il mare e il fiume alla foce, paradossalmente immobili come acqua stagnante.

 Geniale. Musica glaciale e silenziosa, fredda ma comunicativa. La colonna sonora ideale per il quotidiano quieto vivere o, meglio ancora, il sottofondo indicato per spegnere il cervello ed abbandonare i neuroni alle più subliminali divagazioni. Pensieri liberi.

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Riassunto del Bot

Il secondo album solista di Mark Nelson, Pan American - 360 Business/360 Bypass, offre un viaggio ipnotico attraverso un'elettronica minimale e liquida. Le tracce si intrecciano creando un unico tappeto sonoro continuo, freddo ma comunicativo, ideale come sottofondo rilassante. L'album è una fusione di suoni dub, ultrabassi e atmosfere statiche, capace di stimolare pensieri subliminali e momenti di quiete mentale.

Pan•American

Pan•American è il progetto solista di Mark Nelson (Labradford), attivo dalla fine degli anni ’90, in cui ambient, dub e minimalismo elettronico si intrecciano a chitarre e texture ipnotiche.
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