Copertina di Paolo Fresu Live @ Dokkuset Trondheim 30.11.07
Surferkangaroo

• Voto:

Per amanti del jazz,appassionati di musica live,musicisti e studenti di tromba,estimatori di improvvisazione musicale,pubblico interessato a performance acustiche ed emozionali
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Una corda di contrabbasso pizzicata, spatole che accarezzano rullante e charleston, dita veloci su un sax-baritono e una tromba brandita come fosse una lama. Giudicare tecnicamente il jazz richiede anni di studio, giudicarlo emozionalmente richiede sensibilità.

Se una vibrazione acustica è capace di procurare una vibrazione interiore, vuol dire che ci siamo.

E' il caso che mi ha portato a vedere Paolo Fresu nella sua esibizione a dokkhuset a Trondheim. Il caso che ha portato 2 conterranei che hanno percorso strade totalmente diverse ad incontrarsi di fronte ad un bicchiere di vino per scambiarsi opinioni e far due risate insieme ai norvegesi riguardo al celeberrimo casu martzu (il formaggio con i vermi). Casu martzu che, sotto lo pseudonimo di "the jumping cheese", ha dato il titolo alla performance dei subtrio e Paolo Fresu.

Un'ora e mezza "tirata", intervallata solo da saltuari breaks. Nonostante lo scarso tempo a disposizione per le prove (10 minuti tra una birra e l'altra a detta dello stesso trombettista) la tromba di Fresu si è integrata perfettamente nella trama tessuta dal trio norvegese, duettando col sax di John Pål Inderberg e regalando all'audience momenti di jazz di alta scuola.

Il susseguirsi dei temi dettati dal trio e la naturalezza nel suonare di Fresu hanno dato al concerto quell'aria un po' naive che ha fatto sembrare il tutto di una semplicità estrema, fluido come acqua, raffinato nella sua natura intrinsecamente complessa.

A metà concerto Paolo è salito da solo sul palco da solo. Un uomo e la sua tromba, come denudato del vestito musicale tessuto precentemente dal trio scandinavo. Quindici minuti ininterrotti di puro sentimento modulato con tre dita, alternando tonalità ora stridule e fredde, ora solide e calde in un andamento sinusoidalmente decorato; dieci minuti di eros tra un uomo e il suo stumento in un crescendo emozionale che ha scaldato i cuori della platea presente, fino a culminare in un applauso liberatorio che ha avuto il sapore di un grazie, il significato del voler restituire almeno in parte le vibrazioni ricevute.

E solo ora capisco le parole spese per Fresu da ben più noti giornalisti, che lo descrivevano ora incruvato all'indietro con la sua tromba come a ricercare il cielo ora raccolto in posizione quasi fetale quasi stesse comunicando con il palco tramite le vibrazioni sonore. Solo ora capisco.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Il live di Paolo Fresu al Dokkuset di Trondheim è un'esperienza musicale intensa e raffinata, caratterizzata da una perfetta integrazione con il trio norvegese e momenti di puro sentimento durante la performance solista. Nonostante le prove limitate, la spontaneità e la sensibilità degli artisti hanno creato un’atmosfera musicale fluida, elegante e coinvolgente. Una dimostrazione di jazz di altissima scuola, capace di toccare profondamente il pubblico.

Paolo Fresu

Paolo Fresu è un trombettista e flicornista italiano nato a Berchidda (SS), figura di spicco del jazz europeo. Direttore artistico del festival Time in Jazz, guida storici progetti come il suo quintetto e il Devil Quartet, e collabora con artisti come Uri Caine. È apprezzato per lirismo, eleganza e intensità nei live.
11 Recensioni