E pensi al ritmo, ai riff graffianti e ipnotici ripetuti all'infinito, al groove che ti succhia l'energia e l'adrenalina fino a lasciarti indifeso e disarmato. Pensi ancora una volta all'Africa e alle danze tribali, alla bamboula e ai tamburi, ma la verità è che non pensi proprio a niente.
Potrebbe essere il frutto di tanta storia, di tante grida, di tanto sudore. Ma non lo sapremo mai, o almeno, non vorremo mai saperlo. Basta con elucubrazioni, con riflessioni, con rimandi al passato e progetti sul futuro. Il Funk spazza via ogni pensiero. E' pulsione che strappa ai nervi quella scossa violenta ed estatica. Nessuno si salva, e chi ci riesce ha qualcosa di sbagliato o di contorto dentro.
Ti senti esageratamente "dentro", come se quelle vibrazioni le stessi producendo proprio tu, in quell'istante. Un paradiso di groove e di vibrazioni positive prodotte empaticamente dalla folla disarmata ed estasiata che si ritrova all'unanimità nei cori ricchi ed esplosivi. Come quelli di "Bop Gun (Endangered Species)", o le voci persino teatrali di "Sir Nose D'Voidoffunk (Pay Attention-B3M)". Ti senti continuamente condotto a braccetto dal basso, il Signor Basso, la divinità imperante del nuovo mondo prodotto da questi bizzarri individui in maschera e tutina rossa.
Si, parafrasando un passato scritto "non si parla più di forma-canzone". Ed è vero. E' la nuova dimensione della musica e del sangue che ti scorre dentro e che riesce a bollire e a comprimersi, e non pensi più a niente. Anche quando incontri la ternaria ballata "Wizard of Finance", e le sei grato per quei 4-5 minuti di respiro, dove altro non senti che quell'"uno" sicuro e profondo che ti arriva dentro come un pugno gradito e virulento dall'olimpo dei nuovi Dei che altro non è che la "sezione ritmica".
Ma si può ancora parlare di "sezione ritmica" con "Funkentelechy"? No. Non puoi ridurre in due parole obsolete e sbiadite ciò che succede in questo pezzo: senti le vibrazioni arrivarti dentro e impossessarsi di te come quelle onde rosse della copertina che si propagano autarchiche nello spazio. Sei grato a questa dittatura, sei grato a tanta gentile violenza, forse perchè anche tu sei diventato uno di loro, ci sei riuscito. Una sorta di "effetto placebo", o di "Placebo Syndrome".
E dopo esserti immerso in queste onde mistiche è il momento di ballare ancora un po', metti su "Flash Light" e ti godi la chiusa trionfale.
Che viaggio ragazzi.