Copertina di Pasquale Scimeca La Passione di Giosué l'ebreo
macaco

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Per appassionati di cinema religioso e storico, spettatori critici, amanti del cinema italiano e documentari sulle radici culturali e religiose.
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LA RECENSIONE

Negli ultimi decenni del XV secolo, la Spagna viene unificata nel nome del cattolicesimo. Gli ebrei ed i musulmani, vengono così costretti all'esilio forzato. Fra di loro si trova anche Giosué, che secondo l'interpretazione che il rabbino dá, ad alcuni fenomeni naturali, dovrebbe essere il messia, colui che guiderà il popolo d'Israele verso la terra promessa. Il viaggio dell'esodo, naturalmente difficile e pieno di avversità, termina in Sicilia. (Questa prima parte occupa sessanta dei novantacinque minuti del film).

Un giorno poi, recatosi in una cittá, si ritrova coinvolto in un interrogazione sulle sacre scritture da parte dei "boss" della chiesa locale. Ineccepibile nelle sue risposte si trova cosí invitato ad indossare la "casazza", una tunica bianca, e a rappresentare Gesú nella recita della sua passione. Il Clero, geloso della sua sapienza e della sua "lingua sciolta", da in premio, libertá e denaro, a due galeotti che, interpretando due soldati romani, devono picchiarlo e crocifiggerlo sul serio. Giosué, cosí, muore per davvero in croce allo stesso modo di colui che doveva rappresentare.

Il film si chiude con una citazione di Giovanni XXIII: "perdonaci per le maledizioni che abbiamo ingiustamente attribuito al loro nome di ebrei. Perdonaci per averti una seconda volta crocefisso in essi, nella loro carne, perché non sapevamo quello che facevamo."

Mi incuriosiscono i film religiosi, spero sempre di trovare degli spunti di riflessione, purtroppo qua neanche l'ombra. Non solo per questo l'ho affittato, ma anche perché vivendo oltreoceano, guardo con piacere un film della mia terra. Questo é stato deludente, quindi deduco che l'ho trovato perché deve essere un dvd a basso prezzo e perché tratta di religione che da queste parti si vende bene.

Tecnicamente il film non mi é piaciuto nella recitazione, spesso troppo enfatica, teatrale. Buona invece la scenografia e la colonna sonora scritta e interpretata da Miriam Meghnagi.

Dopo qualche ricerca, ho scoperto che Pasquale Scimeca decise di girare questo film dopo essere venuto a conoscenza delle sue origini ebraiche. Vorrebbe essere, quindi, una sorta di omaggio personale alle sue radici giudaiche? O per porre le sue scuse da cristiano? Sinceramente, non lo so, ma mi ritrovo perplesso, perché di film brutti ce ne sono a centinaia, ma hanno almeno la scusa di dover essere commerciali, questo neppure quella.

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Riassunto del Bot

Il film di Pasquale Scimeca racconta l'esilio degli ebrei in Spagna e la storia di Giosuè, ma delude per recitazione teatrale e mancanza di spunti riflessivi. Scenografia e colonna sonora sono invece apprezzate. Il senso dell'opera resta perplimente, non giustificando la sua esistenza commerciale.

Pasquale Scimeca

Regista italiano; tra le opere recensite su DeBaser figura "La Passione di Giosuè l'ebreo".
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