Copertina di Paul Gilbert Space Ship One
Matt7

• Voto:

Per appassionati di rock chitarristico, fan di paul gilbert, ascoltatori di album solisti rock, musicisti interessati a virtuosismi e atmosfere giocose
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LA RECENSIONE

Che strano ascoltare questo "Space Ship One", ultimo disco solista del funambolico e strampalato Paul Gilbert. Chiunque, da un virtuoso chitarrista come lui, si aspetterebbe un disco strumenatle, pieno di feel ma anche di sanguinei virtuosismi.

E invece no: Gilbert ci ha abituati a dischi solisti davvero strani e fuori dagli schemi. Tutto è incentrato sulla sua figura di cantante, di rocker, come forse lui ha sempre voluto essere inteso. Lasciati quindi i Mr. Big, ha potuto concentrarsi sulle proprie doti, e diciamocelo, il risultato è buono. Ma nulla di più.
Ciò che caratterizza Gilbert, da sempre, è sempre stata la sua attitudine un pò pazza e giocosa e la sua voglia matta di divertirsi. E di far divertire. E lo si nota, ma molto, in questo "Space Ship One". Come definirlo? Un disco da festa. Di quelle feste americane che tanto riempiono i film alà 'American pie'. Ci troviamo di fronte quindi ad un disco di Rock&Roll ricco di sfuriate soliste e passaggi ultra veloci. ma tiene banco la voce di Paul: non una grande voce, non è coinvolgente ma è di una simpatia enorme.

Il disco si apre con la title track, che è la più "virtuosa" del lotto, bella ed è la meno adatta per "far festa"!!!. L'atmosfera giocosa e festosa arriva con le seguenti canzoni: "Every Hot girl is a rock star", "On the way to hell", "SVT". Belle canzoncine, non c'è che dire, ma rimangono canzonette che davvero non rimangono molto nella smemoria a lungo. Diciamo che perma un pò l'atmosfera alà Mr. Big, anche se Gilbert da solo non ne riesce a creare la magia. "jackhammer" è invece interessante: esclusivamente strumentale, con furiosi assoli di chitarra e uno spettacolare di batteria.
"Terrible man" è veramente evitabile. È superfluo dire quanto sia banale una canzone del genere, fatta giusto per intrattenere. "Interaction" presenta una maggior aggressività, ma l'intento non cambia. "G9" è l'antitesi di "jackhammer". Una strumentale acusica, dolce, forse adatta per un lento in una... festa... !
Si ritorna in un'atmosfera abbastanza banale con "Mr. Spock" mentre è dolce e abbastanza originale "Boku no atama". E ricomincia la banalità con "Good man", antitesi di "Terrible man". Senza infamia nè loda la seguente canzone "wash my car", mentre abbastanza godibile, seppur molto lunga (oltre 6 minuti) l'ultima "It's all too much".

Che dire. paul Gilbert ci aveva abituati a dischi un pò allegri. Questo lo è sicuramente, e molto anche. Gilbert vuole divertirci, nessuno ne rimane scontento, ma da un talento come il suo è lecito aspettarsi di più di un disco di canzoni da college movie. per carità, il disco è godibile, ma non può andare oltre la sufficienza proprio per la sua attitudine superficiale e poco impegnata.

Buon disco, ma sotto sotto c'è tanta sostanza usata maluccio.

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Riassunto del Bot

Space Ship One è l'album solista di Paul Gilbert che mostra un lato più rock e cantante, lontano dagli strumentali virtuosistici a cui eravamo abituati. L'atmosfera è festosa e giocosa, ma molte canzoni risultano banali e poco memorabili. La voce di Gilbert è simpatica ma non eccellente, mentre qualche strumentale si distingue positivamente. Un disco godibile ma che non mantiene le aspettative di un talento come il suo.

Tracce

01   Space Ship One (05:58)

02   Every Hot Girl is a Rockstar (03:05)

03   On the Way to Hell (02:52)

05   Jackhammer (05:07)

06   Terrible Man (03:21)

07   Interaction (04:19)

09   Mr. Spock (04:52)

10   Boku No Atama (02:30)

11   Good Man (03:58)

12   Wash My Car (04:14)

13   It's All Too Much (06:48)

14   We All Dream of Love (03:15)

Paul Gilbert

Chitarrista statunitense, cofondatore dei Racer X e membro dei Mr. Big, noto per tecnica virtuosistica e gusto melodico. Ha pubblicato numerosi album solisti e partecipato al tour G3.
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