Copertina di Pearl Jam Ten
Mariaelena

• Voto:

Per amanti della musica rock e grunge, appassionati di anni 90, fan di pearl jam e chi cerca album emotivamente intensi.
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LA RECENSIONE

“Ten” – Pearl Jam – e si è detto tutto.
Album di esordio (1991) a dir poco epistolare di congiunzione tra uomo e il suono.
Influente e tutt’altro che superficiale e direi fondamentale è la capacità dimostrativa di ciò che la musica può trasmettere nella realizzazione di brani come questi.

“Ten” Album di straordinaria e continua bellezza, 11 solchi che racchiudono lo sfondo problematico di situazioni perenni e purtroppo ancora attuali, che si vivono in tutto il nostro globo, omicidi, suicidi, incomprensioni familiari, maltrattamenti minorili e non, bugie, repressioni, povertà, ragazzi che scappano, pestaggi, droga, senzatetto etc etc, che in questo caso hanno toccato personalmente anche i componenti del gruppo, non sto a raccontarvi le loro storie già descritte spesso e che potrebbero annoiare anche perché sono problemi oramai ben conosciuti, ma mi preme esprimere “l’unione” , come dicevo all’inizio della recensione, tra uomo e suono.
Ed è incredibile quanto possa essere difficile poter commentare, un album come questo, ma farlo fa la differenza, e dove sta la differenza? Sta nel saper essere grandi artisti e riuscire a farlo attraverso la musica…, nonché strumento perfetto per creare e trasmettere lo sfogo di una situazione trascendentale repressa e trasportarla nell’anima di chi l’ascolta.

Non c’è niente da discutere su questo, essere grandi, vuol dire questo!
L’urlo di rabbia della voce incredibile e perfetta di Eddie Vedder non scalfisce o appanna neanche che dopo 14 anni dall’ uscita, ascoltarlo ora, è come se non fosse passato il tempo.
Un Hard Rock e un Grunge Rock forte dalle sfaccettature violente e aggressive che introducono altrettanti brani leggeri e dolci ma interamente puri, io adoro “Even Flow”, ti inchioda quella voce che cala e poi si alza, ma devo dire che tutti e quattro i primi brani sono della stesso spessore, li senti penetrare nella pelle e scorrere nel sangue, come una scossa elettrica attraversano il corpo e sfociano in un orgasmo musicale multiplo che vanno dal platonico al concreto, dove ti viene solo voglia di allargare le braccia e le dita come se una forza magnetica ti paralizzasse al muro, nell’attesa dell’arrivano di brani come “Black” e “Release” (che chiude in modo straordinario l’ lbum) dove sono carichi di una dolcezza unica, e poi “Jeremy” e “Oceans” bellissime, non c’ è che dire…

La voce di Eddie ipnotizza e seduce i bollenti spiriti, ti strappa le budella, racconta i fatti e ti fa innamorare, in poche parole sono animali allo stato puro, che creano emozioni da viverle ogni volta che le si vuole provare. Anche in questo caso, come già detto, anche la copertina è un segnale di buon auspicio, l’intreccio e l’unione ben salda delle braccia innalzate al cielo.

Un disco che bisogna avere sicuramente ed è il più bello dei Pearl Jam.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Ten', album di debutto dei Pearl Jam, definendolo un capolavoro grunge e hard rock che ancora oggi conserva la sua forza emotiva e musicale. I brani, carichi di tematiche sociali difficili, vengono descritti come intensi e profondi, con l'interpretazione vocale di Eddie Vedder che cattura l'anima degli ascoltatori. Un disco imprescindibile che unisce potenza e dolcezza in modo unico.

Pearl Jam

Pearl Jam, formazione nata a Seattle all'inizio degli anni '90, è tra le band più rappresentative del movimento grunge e del rock alternativo. Il gruppo è composto stabilmente da Eddie Vedder, Stone Gossard, Jeff Ament, Mike McCready e Matt Cameron, ed è noto per l'intensità dei live e per una discografia che include Ten, Vs. e Vitalogy.
71 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 "Questo sicuramente è uno degli album cardini dell'era grunge"

 "L’assolo di circa due minuti contenuto in 'Alive' è da brividi… il testo di 'Jeremy' è molto duro, crudele…"


Di  Castaldo

 Questo non è un disco "grunge", in qualsiasi modo vogliate voi intendere l'aggettivo "grunge".

 Se non ce l’avete siete degli sciocchi... se invece lo considerate "grunge" siete solo disinformati.


Di  joe strummer

 Se il disco dei Nirvana era la contemplazione del dolore, questo è la via per uscirne.

 Se vi chiedono cosa sia il Grunge fate sentire il finale di 'Jeremy' e capiranno tutto.


Di  STIPE

 Ten rimane per molti versi un disco insuperato, simbolo assoluto del suono di Seattle e di quel movimento che si è soliti chiamare grunge.

 Sono ancora vivo: un urlo di resilienza che attraversa tutto l’album, specchio della società americana deformata.