Copertina di Peter Hammill Chameleon In The Shadow Of The Night
alan clark

• Voto:

Per appassionati di rock progressivo, fan storici di peter hammill e van der graaf generator, ascoltatori interessati a musica d'autore e album di transizione
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LA RECENSIONE

È il 1973, e Peter Hammill ha da poco lasciato i Van Der Graaf. Dopo "Fool's Mate", primo suo album solista in cui riproponeva vecchie canzoni dei Vdgg mai pubblicate, ora Peter torna con il suo secondo album da solista che dovrebbe essere il "primo" vero album.

Dovrebbe , poichè questo cd è veramente molto, forse troppo, eterogeneo, con canzoni che sono simili, solo, a blocchi di due-tre... Ma andiamolo ad descrivere.
"German overalls", "Dropping the torch", "Slender threads" e "What is it worth" sono canzoni appunto simili, tutte voce\chitarra acustica (qualche volta interviene sparutamente il sax di Jackson qua e là come in "German overalls" ma per il resto regna la rigida formula voce-chitarra). Discorso uguale ma opposto per "In the end" ed "Easy to slip away", in cui invece passiamo alla formula voce-pianoforte.

E questi sembrano essere proprio gli episodi più riusciti del disco: soprattutto "In the end" è un pezzo eccezionale in cui dopo le prime strofe la voce di Hammill nel ritornello si eleva nell'aria volando e facendo volare insieme al suo crudele piano. Quasi altrettando bella è "Easy to slip away" proiettata "in viso" direttamente con un giro di piano cattivo e bellissimo, eppoi proseguita con un'invocazione ancora una volta ai vecchi amici Mike e Susie della celeberrima "Refugees" dell'album "The least we can do...".
È una supplice preghiera questo ritornello, che Hammill, perduto e disperato, getta al cielo in nome di una salvezza di cui è sempre alla ricerca... Disperatamente bello "Rock and role", che, come il titolo fa presupporre, è un pezzo rock, il più devastante del disco, l'unico forse insieme a "In the black room", in cui hammill usa la formazione al completo (evans alla batteria, potter al basso, jackson al sax e banton alle tastiere). Suggestiva la parte in cui hammill canta "At impossible speeeeed..."
"In the black room" è l'unico pezzo veramente prog dell'opera, ed inizia facendoci letteralmente sobbalzare, poichè segue una tranquillissima "Dropping the torch" ed inizia senza stacco con quest'ultima ma con un mostruoso riff di sax per poi continuare con un martellante giro di piano. La canzone poi si evolve nella seconda parte "The tower" in cui in cui Hammil si diverte ancora a farci venire degli "infarti" urlando all'improvviso "Rats run", "Snacks coil". La canzone si chiude con "In the black room II" con il flauto suadente di Jackon.

In conclusione un album come ho detto "a blocchi", che è ancora di transizione nella carriera del musicista di Manchester, almeno secondo me. Un pò di omogeneità in più avrebbe fatto senz'altro bene all'insieme.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il secondo album solista di Peter Hammill, 'Chameleon In The Shadow Of The Night', pubblicato nel 1973 dopo l'abbandono dai Van Der Graaf. L'album è descritto come molto eterogeneo, diviso in blocchi con due formule sonore principali (voce-chitarra e voce-pianoforte). Alcuni brani, come 'In the end' e 'Easy to slip away', sono apprezzati per la loro intensità emotiva e vocale, mentre i pezzi rock e progressivi offrono momenti più dinamici. Nel complesso, si presenta come un disco di transizione nella carriera di Hammill, con qualche incoerenza stilistica che ne limita l’omogeneità.

Tracce testi

01   (In The) Black Room (00:00)

02   German Overalls (00:00)

03   Slender Threads (00:00)

04   Rock And Rôle (00:00)

05   In The End (00:00)

06   What's It Worth (00:00)

07   Easy To Slip Away (00:00)

My friends, I never really thought you'd go,
but, then, we know that's the way it happens here.
Now time is like cat's cradle in my hands:
I gather up the strands much too slowly.

The refugees are gone...they take their separate paths,
obliterate the past, figures in an ash shroud.
Susie, I guess you're on your way to be a star,
but I don't know where you are;
the only time I seem to see you is on the TV
It's so easy just to slip away....

Mike!
It's a year or two since I've seen you....
I might have dropped you a line
if I'd had time
or the will.

It's my fault too: I play a hermit's role
of cars and stages, wages, supersoul,
hardly ever seem to get outside these days.
So, dear friends, as we grow on we feel to grow away,
can only live in the hope that some day
it will all return.
It's so easy to slip away....

08   Dropping The Torch (00:00)

09   In The Black Room (I) (00:00)

10   The Tower (00:00)

11   In The Black Room (II) (00:00)

Peter Hammill

Cantautore e polistrumentista inglese, noto anche come leader dei Van der Graaf Generator e per una lunga carriera solista spesso associata a un progressive rock intimista, drammatico e sperimentale.
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