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Peter Sollett
Metal Lords

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Voto:

Metal Lords - Coming of age a suon di Hard&Heavy

In principio, era solo un'indistinta distesa di cielo notturno e ignoto. In quell'inquietante oblio turbinavano i segreti della storia rimasti senza risposta, animati da forze antiche quanto la civiltà stessa. Tutto era fumante, argenteo, religioso e cupo. Quelle correnti impetuose rimanevano spesso sopite e dimenticate, fin quando le occasioni di guerra, di crisi e di angoscia non rivelavano il loro tremendo potere. Non avevano un suono o una definizione specifica, finché non vennero intrappolate e soggiogate nell'epifania dei Black Sabbath, gli ingenui saggi, gli iniziatori dell'heavy metal.

Da Sound of the Beast di Ian Christe, bibbia dei metallari uscita in Italia nel 2009.

E non è un caso che proprio un pezzo del seminale gruppo di Ozzy Osbourne e Toni Iommi, War Pigs, sia quello centrale all'interno di questo film.

Tra leggerezza e ingenuità dell'adolescenza

Diretto da Peter Sollett (Freeheld) e scritto da D.B. Weiss (anche produttore assieme al sodale David Benioff e, tra gli altri, anche Tom Morello), Metal Lords è forse il film perfetto sia per il giovane appassionato metallaro del liceo - pieno di ingenuità e velleità tipiche dell'adolescenza - che per il trentenne nostalgico di quello stesso periodo che molti abbiamo vissuto.

Ricco di riferimenti, citazioni, brani originali, richiami a tutta l'iconografia dell'heavy metal più classico e decodificato, il film è una commedia musicale divertente e ricca di sana leggerezza. Gli ingredienti sono quelli visti in centinaia di altri coming of age; dall'unione di ragazzi reietti "sfigati" e problematici, ai riti scolastici tipicamente americani di passaggio (la battaglia delle band, in questo caso); anche le figure sono quelle tipiche, adolescenti relativamente emarginati, famiglie complicate, assenti se non disfunzionali, bulli... Di certo non è l'originalità a marcare la riuscita di Metal Lords. Quanto la positiva e felice miscela di questi elementi, che compongono un piccolo film di sentito e genuino omaggio alla musica Hard&Heavy.

UN OMAGGIO ALL'HEAVY METAL COME NON SPESSO ERA CAPITATO

Se, in passato, i film ad omaggiare la cultura rock - dal binomio School of Rock - Tenacious D. con protagonista Jack Black, ai film più autoriali come Quasi Famosi - erano stati diversi, a parlare invece di metal con lo stesso spirito scanzonato (il film di Sollett si avvicina più al film di Linklater che non a quello di Crowe) non erano invece stati poi in molti.

L'appassionato, un po' di tutte le età, come si diceva troverà materiale in abbondanza per divertirsi e rievocare vecchi fasti. Black Sabbath, Iron Maiden, Judas Priest, Metallica, Mastodon, Pantera, Anthrax, Slayer... Solo i gruppi più celebri ad essere omaggiati/citati. Nel momento forse più riuscito e cult del film, il protagonista vivrà un incontro onirico con quattro icone come Scott Ian, Kirk Hammett, Rob Halford e il sopracitato Tom Morello.

Si tratta di un lavoro adatto a passare una serata senza impegno, e come tale va giustamente preso questo film Netflix disponibile da poche settimana sulla piattaforma americana.

Nel suo piccolo, un film piacevole e che non manca mai di rispetto allo spettatore. E non è una qualità da poco.

Commenti (Quattro)

sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Me lo sono scaricato (portualmente) in virtùte del fatto che da giovine ero un avido lettore di H/M, Metal Shock e Flash.
E anche di Hard'n'Heavy di Beppe Riva.
Oggi me lo guardo.
Ecco.


Falloppio
Falloppio
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Metà maggio lo vedrò anche io in virtù del fatto che da giovane seguivo @[sfascia carrozze]


snes
snes
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Morello avrà pure fatto da consulente, ma io un metallaro che dice sì ai guns n roses e no ai white stripes devo ancora incontrarlo.
Il film passa più volte dalla commedia al dramma e viceversa senza soluzione di continuità.
Esclusi i tre protagonisti, non esiste un solo altro personaggio caratterizzato in maniera decente. Il bullo fighetto è preso e inserito a forza nella trama. La comparsata di ian scott, morello ecc è puro imbarazzo.
La scena splatter finale è grayuita come la merda. Una scena splatyer in un "growing age"... La prossima sarà una scena porno in un documentario sull'universo?
Peccato perché due o tre cose buone ci sono (a cominciare dalla recitazione pazzesca dei due innamoratini). Netflix ha problemi ho letto, e considerato che da almeno 4 anni produce film che definirli "scritti di merda" è un eufemismo, forse se li merita anche.


Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Io ho iniziato a guardarlo qualche sera fa. Sicuramente è colpa mia, del lavoro, della famiglia, del caldo, della guerra etc etc, però magari è anche che è di una leggerezza e di una prevedibilità a tratti fastidiose. La formula è frusta, l'argomento (sia riguardo al rock/metal, che riguardo al "diverso", al nerd, alle fragilità adolescenziali etc), a ben vedere, è già stato trattato diverse volte, con risultati mi pare migliori e con perlomeno un tentativo di maggiore profondità. Non mi piacciono i personaggi macchiettistici, tagliati con l'accetta, non mi piace l'essere sfigati a tutti i costi, il disagio grossolano. Volendo proprio scivolare nella macchietta metallara, anche l'aspetto musicale è in diverse occasioni opinabile Non l'ho finito e non ho alcuna voglia di finirlo.


sfascia carrozze: Anch'io ne ho visto mezzoretta (pedalando) e devo dire che mi ha fatto passare la voglia di andare avanti.
In tutti i senzi.

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