Questa sarà una recensione più breve del solito, per parlare di un film tra i più radicali e difficili degli ultimi anni.

Dal seme infetto di un Dio malvagio e vendicativo, nasce un mondo di orrore e abiezione. Un'oscurità densa e illimitata. Cosmica.

Non si può dire che Mad God abbia una trama. Mad God è un'esperienza terrificante e raccapricciante all'interno di un mondo su più livelli, solamente a scendere.

Un'opera enigmatica e per pochissimi, sperimentale, estrema.

Una sinfonia dell'orrore, di sole immagini e suoni. Le parole non servirebbero a esprimere alcunché.

È cinema puro. Cinema dell'incubo.

Un'impresa visionaria che è costata trent'anni complessivi di lavorazione al suo autore, uno dei più importanti e rinomati effettisti di Hollywood. E che infine consegna immagini di orrida bellezza, strazio e disgusto, nonché di indefinibile fascino.

Per vederlo serve predisposizione e pazienza, e preparazione.

Un film che fa viaggiare. Ma non in luoghi dove ti piacerebbe andare.

Consigliata solo ai più coraggiosi cultori di quel che Nanni Moretti avrebbe definito pus underground.

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