Copertina di Pink Floyd The Best Of Pink Floyd: A Foot In The Door
pisquano94

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Per appassionati di musica rock, fan storici dei pink floyd, collezionisti di album, ascoltatori interessati a compilation di qualità
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LA RECENSIONE

Probabilmente alla EMI non bastano le vendite di Katy Perry per far cassa, ogni occasione è buona per far resuscitare vecchi gruppi e allora era evidentemente necessario proporre un "Echoes part 2", un altro best-of che non è altro che la riproposizione dei brani che dieci anni fa entrarono a far parte del mastodontico greatest-hits che ebbe un successo non indifferente. Insomma, "A Foot In The Door" è un copione del disco del 2001, solo un po' snellito per far entrare tutti i brani in un unico CD.

Le scelte dei pezzi sono, a dire il vero, un po' infelici. Viene dato ampio spazio ai grandi successi post "The Dark Side Of The Moon" (1973); nove canzoni delle sedici presenti sono estratte o da "The Dark Side Of The Moon" o da "The Wall" (1979); un ruolo inesistente invece hanno le canzoni un po' meno commercialotte e più sperimentali contenute nei primissimi dischi (l'unica eccezione è appunto "See Emily Play").

Accanto ai classici, evergreen "Time", "Money", "Another Brick In The Wall", "Wish You Were Here", c'è spazio anche per gli ultimi lavori della band (che, per la verità, valgono pressoché nulla), rappresentati da "High Hopes" (contenuta in "The Division Bell" - 1994) e "Learning To Fly" (presente in "A Momentary Lapse of Reason" - 1987). Lo stesso Roger Waters, interrogato su questi ultimi lavori quando oramai aveva abbandonato Gilmour e compagni a se stessi, li definiva "just rubbish", che credo essere un conciso ma efficace giudizio. "The songs are poor in general" continuava poi Waters, ed è vero, sia dal punto di vista del testo che della parte strumentale, lontana anni-luce dai capolavori degli anni '70.

Non c'è molto altro da dire, la compilation è, per trarre le somme, inutile perché una ripetizione di "Echoes: The Best Of Pink Floyd"; il vivo consiglio è quello di non acquistare il disco, soprattutto per una scelta infelice di pezzi. La raccolta del 2001 è sicuramente più efficace sotto questo punto di vista, ma, dovendo spendere dei soldi, li impiegherei in uno dei classici che hanno reso grande e memorabile questo gruppo. (5/10)

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Riassunto del Bot

La compilation "The Best Of Pink Floyd: A Foot In The Door" viene considerata una ripetizione inutile di un best-of precedente del 2001 con scelte poco azzeccate dei brani. Si dà troppo spazio ai successi più commerciali e pochissimo ai pezzi sperimentali. La qualità dei brani recenti è giudicata scarsa, confermata anche dalle parole di Roger Waters. Consiglio di rivolgersi direttamente ai classici della band piuttosto che acquistare questa raccolta.

Pink Floyd

Formati a Cambridge nella seconda metà degli anni Sessanta, i Pink Floyd sono tra i gruppi britannici più influenti del rock, noti per le produzioni psichedeliche iniziali con Syd Barrett e per i successivi concept album guidati da Roger Waters e David Gilmour.
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