Copertina di Pink Military Do Animals Believe in God?
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Per appassionati di musica post-punk, new wave e scena indipendente anni '80, cultori della musica alternativa e storici del rock
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LA RECENSIONE

Nella storia del rock la città di Liverpool viene immediatamente associata al nome "Beatles" e a quel luogo salvifico, come fosse una novella Lourdes, che è stato il Cavern Club.
Ma all'incirca quindici anni dopo i fasti beatlesiani, la città inglese fu ancora una volta la culla di una scena vivissima e per molti versi seminale.
La facciamo breve: intorno ad un club chiamato "Eric's", che si trovava nella stessa strada del Cavern, si formarono in breve tempo, fra la fine del 1977 e il 1979, numerose band destinate al successo, quasi sempre unito ad una qualità non indifferente (Teardrop Explodes, Echo and the Bunnymen, Wah! Heat, ma anche Frankie Goes to Hollywood e Dead or Alive). Fra queste una vera fucina di talenti furono i Big in Japan di Jayne Casey, di cui rimangono solo una manciata di brani, perlopiù pubblicati postumi.
Chiusa l'esperienza dei Big in Japan, Jayne Casey formò i Pink Military, che esordirono nel 1980 con questo LP uscito per la Eric's Records.

Il disco si inserisce comodamente nell'affollato filone del post punk di natura crepuscolare, ma si caratterizza fin dai primi ascolti per un alternarsi di suoni e atmosfere che vanno da brani crudi e stranianti ad altri piacevolmente facili (beninteso, per orecchie avvezze a questi suoni). L'originalità del disco fa si che difficilmente i Pink Industry vengono catalogati nel non genere comunemente definito "dark", con grande sollievo nostro e, immaginiamo, della brava Jayne.
Le undici tracce spaziano dalla new wave ossessiva ed elettronica di "Degenerated Man" alla ballata "I Cry", da brani più tradizionali ("Back on the London stage") ad atmosfere che definirei "etno-sintetiche" (la title track, o anche "Dreamtime"). Il risultato è un ascolto sempre stimolante, che si arricchisce ad ogni ripetizione e che testimonia come i germi di numerosi generi e tendenze rivelatesi negli anni successivi fossero già presenti in gruppi tutto sommato minori come questi Pink Industry.

Dopo questo LP ed una manciata di singoli i Pink Military cambiarono nome in Pink Industry, continuando a produrre ottimi lavori, su cui varrà la pena spendere qualche parola in futuro.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'Do Animals Believe in God?' dei Pink Military, una testimonianza significativa della scena post-punk di Liverpool alla fine degli anni '70. Il disco si distingue per un mix originale di suoni, dall'elettronica ossessiva a ballate più accessibili, offrendo un ascolto stimolante e ricco di influenze future. Il lavoro anticipa le successive evoluzioni della band che diventerà Pink Industry, confermando la qualità artistica di Jayne Casey e la vivacità di quel periodo musicale.

Tracce video

01   Degenerated Man (04:29)

02   I Cry (03:37)

03   Did You See Her? (03:13)

04   Wild West (02:03)

05   Back on the London Stage (03:09)

06   After Hiroshima (03:08)

07   Living in a Jungle (03:55)

08   Dreamtime (02:45)

09   War Games (02:53)

10   Heaven/Hell (03:40)

11   Do Animals Believe in God? (04:09)

Pink Military

Band post-punk di Liverpool guidata da Jayne Casey; esordirono con l'LP Do Animals Believe in God? pubblicato nel 1980 per Eric's Records e in seguito il progetto evolse nel nome Pink Industry.
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