Copertina di Pj Harvey Rid of Me
tank

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Per appassionati di rock alternativo, fan di pj harvey, amanti della musica intensa e autentica
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LA RECENSIONE

Sembra quasi un gioco.

Imbracciare la chitarra come rimedio alla noia e lasciarsi trascinare dai sentimenti, dall'istinto.
Rid of Me è figlio di quegli ottanta appena terminati, manifesto del nuovo decennio, grazie anche ad una immagine di copertina estremamente evocativa. Un bianco e nero gelido, scarno come il viso di Polly Jean, carico di passione come le sue labbra; e così è la produzione di Steve Albini, asciutta ed elaborata al contempo. Le asperità sonore si fanno più ardue proprio quando è la cantautrice a prendere in mano la produzione, in quella "Man-Size Sextet" arricchita si dagli archi, ma anche più caotica e scombinata rispetto al resto del disco.
E' come sentire Patti Smith filtrata attraverso le distorsioni dei Jesus and Mary Chain ("Dry" su tutte). Un blues contorto, intriso di punk, come in "Me-Jane", ironica esposizione del rapporto tra Tarzan e la sua compagna.
Dodici anni fa, ma tutto è ancora così attuale e a ripensarci nulla è cambiato, le tendenze odierne sono le stesse.
Pj è ancora lì, nel deserto polveroso, baciata dal sole rosso. Lontana da casa, ma vicina al cuore.

"I'd burst in
full to the brim"

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Rid of Me' di Pj Harvey come un album ancora attuale e intenso, prodotto da Steve Albini con una forte componente emotiva e sonorità tra punk e blues. La copertina in bianco e nero riflette la passione e l'asprezza dell'opera. Un lavoro che unisce istinto e tecnica, evocando riferimenti a Patti Smith e Jesus and Mary Chain. Nonostante siano passati dodici anni, l'album mantiene una sorprendente attualità.

PJ Harvey

PJ Harvey, al secolo Polly Jean Harvey, è una delle musiciste più celebrate e innovative del rock inglese. Attiva dagli inizi degli anni '90, ha attraversato generi e stili con dischi memorabili e un approccio intenso e cangiante tanto nella scrittura quanto nel suono.
28 Recensioni

Altre recensioni

Di  markocc

 Un artista di ampia veduta che guarda al presente affondando però le radici in un solido passato.

 Album veramente stupefacente, forse un pò aspro al primo ascolto ma va ascoltato attentamente e compreso, ne vale veramente la pena.