Copertina di Placebo Once More With Feeling
enryka

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Per fan del rock alternativo, appassionati di placebo, amanti delle raccolte musicali e chi cerca testi profondi e atmosfere malinconiche
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LA RECENSIONE

Brian Molko, frontman dei Placebo, riguardo Once More With Feeling, un'antologia, che raccoglie i pezzi degli ultimi otto anni di carriera, ha dichiarato: "Compilare un best è un po' rileggere le poesie che scrivevi quando avevi sedici anni: è una cosa molto dolorosa, per certi versi. Poi i Placebo non sono mai stati un gruppo da 'singoli': noi scriviamo album, non hit. Oltretutto, se fosse per noi, avremmo preferito pubblicare una raccolta con b-sides e pezzi strumentali, con qualcosa che suonasse diverso dalla nostra produzione usuale".

Ebbene questo quinto lavoro è un disco ben congegnato, in cui il caratteristico sound rock della band si fonde perfettamente con testi malinconici ed inquieti, che ricordano il concetto di spleen (la noia esistenziale cui è soggetta la natura umana) decantato da Charles Baudelaire. Si tratta di un album dal quale si può tracciare l'excursus artistico e l'evoluzione musicale di un gruppo molto amato a livello internazionale.
Si parte infatti con i singoli del primo lavoro, un album edonistico tra cui spiccano 36 Degrees, con il suo ritornello martellante, e Teenage Angst. Poi è la volta delle canzoni estratte da Without You I'm Nothing, che contiene dei veri e propri gioielli: è il caso di Pure Morning, un pezzo ipnotico, in cui la voce di Molko accompagna in un universo parallelo, You Don't Care About Us che riesce a toccare le corde più profonde, e la title-track Without You I'm Nothing in cui il frontman duetta con il padre del glam rock: David Bowie.
Dal terzo disco, Black Market Music, caratterizzato da pezzi energici, dinamici ed innovativi, emergono Slave To The Wage e Special K, una canzone allucinante in cui Molko canta: "No hesitation, no delay, you come on just like special K, just like I swallowed half mystash, I never ever want to crash, no hesitation, no delay, you come on just like special K, now you're back with done demand, I'm sinking sand, gravity, no escaping gravity, no escaping, not for free, I fall down hit the ground, make a heavy sound, every time you seem to come around".
Il quarto lavoro, Sleeping With Ghosts, è un disco diverso dal precedente, poiché caratterizzato dal ritorno di una musica malata, ossessiva e quasi morbosa; le sue canzoni hanno, infatti, il grande potere di condurre l'ascoltatore in un'eccezionale spirale sonora: è il caso di English Summer Rain, dove viene ripetuto in maniera ossessiva "Start again, start again". Molto particolare risulta essere Protege Moi, il rifacimento in francese di Protect Me From What I Want, in cui la voce del cantante, a volte suadente, a volte fastidiosa, chiede di venir protetto da ciò che desidera.
Le ultime tracce sono inediti. I Do è contraddistinta dall'uso di chitarre che riescono non solo a distorcere il suono, ma anche l'atmosfera sonora; Tweny Years, invece, lascia spazio ad un'atmosfera più cupa e malinconica, provocata dalla caducità dell'esistenza.

Il disco, a mio avviso, presenta una sola "nota stonata", ovvero la mancanza di uno dei pezzi migliori della band inglese: I Know.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Once More With Feeling', l'antologia dei Placebo che racchiude otto anni di carriera e mostra l'evoluzione del gruppo con pezzi iconici e atmosfere malinconiche. Caratterizzato da un sound rock intenso e testi ispirati allo spleen, il disco evidenzia singoli indimenticabili e collaborazioni di spicco, pur lamentando l'assenza del brano 'I Know'. Un lavoro apprezzato per la sua coerenza e profondità emotiva.

Tracce testi video

06   You Don't Care About Us (04:01)

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07   Every You Every Me (03:34)

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08   Without You I'm Nothing (feat. David Bowie) (04:14)

10   Slave to the Wage (03:46)

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15   Special Needs (03:29)

16   English Summer Rain (03:10)

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17   Protège-moi (03:14)

18   I Do (02:27)

Placebo

Placebo è un gruppo alternative rock britannico fondato a Londra nel 1994 da Brian Molko e Stefan Olsdal. Noti per le loro sonorità malinconiche e l'approccio androgino del frontman, si sono distinti nella scena rock europea degli anni Novanta e Duemila.
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