Copertina di Poco Crazy Eyes
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Per appassionati di country rock, fan di gram parsons, amanti della musica anni '70, collezionisti di album cult
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LA RECENSIONE

Prima che i Pink Floyd dedicassero il famoso album al loro diamante pazzo, i Poco avevano già fatto qualcosa di simile per un altro, grande, pazzo del rock: Gram Parsons.

Parsons è stato uno dei padri fondatori del Country rock. La sua fugace militanza nei Byrds, e nei Fliyng Burrito Brothers è stata fondamentale per la definizione del genere (che in seguito lui stesso cesellerà con gli album solo).

Ma Parsons ha anche incarnato, come pochi, la figura dell'artista maledetto che brucia la propria vita ed il proprio talento con eccessi di ogni tipo. Un talento riconosciuto da gente come U2, Elvis Costello e Norah Jones (per non parlare degli Stones).

Era il 19 Settembre 1973 quando un'overdose lo stroncò ponendo fine ad un'esistenza tormentata. Il "Cowboy Cosmico"aveva 27 anni e proprio qualche giorno prima era stato pubblicato "Crazy Eyes", l'album che i cinque Poco gli avevano dedicato.

"Crazy Eyes" è un buon disco. Collocato sostanzialmente nell'alveo tradizionale del Country Rock riesce ad essere convincente. E a donarci qualche perla inaspettata.

Così assieme a brani canonici come Let's Dance Tonight, Blue Water e Fools Gold (quest'ultima scritta da Cotton ma resa frizzante dalla steel guitar e dal banjo di Rusty Young) e a ballate come Here We Go Again e Magnolia (cover del brano di J.J. Cale) trovano posto anche pagine che elevano la qualità del disco 

Come Crazy Eyes, lunga suite che si snoda fra atmosfere country, pesanti orchestrazioni dal vago sapore psichedelico e intermezzi percussivi che galleggiano qua e là.

Insomma una scrittura insolitamente articolata per un album Country Rock (quasi Progressive) che esalta le doti compositive di Furay in evidente stato di grazia.

Il brano, cantato dallo stesso Furay, intreccia la leggenda di Corvo Rosso (un indiano Navaho che divenuto pazzo per la perdita della famiglia si uccide trasformandosi in aquila) con una delicata riflessione sull'amico, e finisce così per diventare un commosso omaggio postumo.

L'altra perla del disco è la cover di Brass Buttons, brano contenuto nel secondo album solo dello stesso Parsons, "Grievous Angel", pubblicato postumo nel 1974. La rilettura è davvero degna di nota. Il semplice impianto compositivo è arricchito di nuove sfumature, cosicché la nuova versione risulta più colorata dell'originale.

Purtroppo anche questo disco, come i precedenti, non sarà un successo commerciale, e forse anche per questo motivo Furay lascerà il gruppo. Con la sua dipartita i Poco si stabilizzeranno in un quartetto e vireranno decisamente verso un country rock più melodico e di successo.

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Riassunto del Bot

Crazy Eyes dei Poco è un album emozionante dedicato a Gram Parsons, figura chiave del country rock e artista maledetto. Il disco unisce brani tradizionali a composizioni più complesse, come la suite psichedelica che dà il titolo all'album. Notevole anche la cover di Brass Buttons. Nonostante la qualità, il successo commerciale mancò, segnando l’uscita di Furay dal gruppo.

Tracce testi

01   Blue Water (03:07)

03   Here We Go Again (03:29)

Leggi il testo

04   Brass Buttons (04:18)

06   Crazy Eyes (09:39)

07   Magnolia (06:19)

08   Let's Dance Tonight (03:57)

Poco

Poco sono un gruppo country rock statunitense nato a Los Angeles nel 1968 dall’incontro tra Richie Furay e Jim Messina (ex Buffalo Springfield) e il polistrumentista Rusty Young, con George Grantham e Randy Meisner. Pionieri del genere, hanno unito armonie vocali e steel guitar, vivendo vari cambi di formazione: Paul Cotton sostituì Messina nel 1970, Timothy B. Schmit subentrò a Meisner e poi passò agli Eagles. Tra i maggiori successi: l’album Legend (1978) con Crazy Love e Heart of the Night e la reunion di Legacy (1989) con Call It Love. L’attività termina di fatto nel 2021.
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