Copertina di Poco From the Inside
pier_paolo_farina

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Per appassionati di musica country rock, fan dei poco, curiosi delle dinamiche interne alle band degli anni '70.
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LA RECENSIONE

Curiosamente prodotto da Steve Cropper il recentemente scomparso chitarrista rock’n’roll presente anche nel film “Blues Brothers” a fianco dei protagonisti Aykroyd e Belushi, il quarto album (1971) dei country rocker Poco segna l’ingresso in formazione di Paul Cotton in qualità di chitarrista, compositore e cantante al posto del defezionario Jimmy Messina.

Cotton è una specie diversa di musicista rispetto ai suoi nuovi compagni: proveniente dalla fredda, ventosa e rhythm&bluesofila Chicago, in lui l’equilibrio fra country e rock pende indubbiamente verso quest’ultimo. Con Cotton al posto di Messina perciò il sound del gruppo si sposta percettibilmente verso atmosfere più grintose, più ritmiche, più elettriche, fatto salvo in ogni caso il collocamento della musica della band in area semi-soft.

Il nuovo venuto contribuisce subito con tre brani alla causa del gruppo, il migliore dei quali mi appare essere “Bad Weather”: una ballata certo non immortale ma di classe, buona vetrina per il timbro baritonale ma abbastanza chiaro del nuovo arrivato, a ben vedere una novità e un completamento per quella compagine sin lì farcita di voci tenorili.

La ballata che intitola l’album viene invece portata al gruppo dal bassista Tim Schmit. La sua voce estremamente alta e setosa, intonata all’inverosimile e buona per molte situazioni, gli consentirà ben presto di collaborare come corista ad un numero di dischi che diverrà quasi irreale. Tenendo a parte la futura, lunga ed arricchente carriera con gli Eagles compresi i loro album solisti questo signore ha messo becco, anzi fiato, su produzioni di Steely Dan, Bob Seger, Toto, Crosby Stills & Nash(!), Richard Marx, Dan Fogelberg, Sheena Easton, Stacey Q, America(!), Ringo Starr, Elton John, Sheryl Crow, Jackson Browne, Jimmy Buffett, Vince Gill, John Fogerty, Julian Lennon, Warren Zevon, Clint Black, Twisted Sister(!), Randy Newman, Firefall… Ma di ulteriori nomi ve ne sono sicuramente altrettanti se non di più, anche se adesso non mi sovvengono.

Quest’opera in ogni caso è fra le meno interessanti della discografia dei Poco: l’ottimo Messina s’è tolto di mezzo e quindi vi spadroneggia la spesso mediocre vena compositiva di Richie Furay nonché la sua tediosa, anche se squillante, vocalità. Rusty Young deve ancora rendersi conto che Cotton è un chitarrista solista, ed un uomo, capace di maggiore democrazia rispetto a Messina tanto da concedergli ben più spazio, sia compositivo che esecutivo.

L’addio di Furay dopo il settimo album e, cinque dischi più in là, anche del cantante migliore ossia Timothy B. Schmit (B. sta per Bruce, il secondo nome) metterà a fuoco definitivamente la composizione dell’asse principale su cui poggia la storia dei Poco ossia l’affiatamento, la collaborazione e la serena suddivisione di responsabilità ed onori fra i due chitarristi Paul Cotton e Rusty Young.

I due sono pure morti nello stesso anno, il 2021… Proprio amiconi, pur nella loro (fruttuosa) difformità artistica.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'From the Inside', quarto album dei Poco, soffermandosi sull’arrivo di Paul Cotton e il cambiamento nel suono del gruppo verso toni più rock. Si discute la qualità compositiva dei membri e il contributo di Tim Schmit, evidenziando come l'album sia considerato tra i meno rilevanti del repertorio della band.

Poco

Poco sono un gruppo statunitense di country rock nato a Los Angeles nel 1968 da Richie Furay e Jim Messina (ex Buffalo Springfield) con Rusty Young, George Grantham e Randy Meisner. Hanno definito il versante più melodico del genere grazie alle armonie vocali e alla pedal steel di Young. Tra i membri chiave anche Paul Cotton e Timothy B. Schmit (poi negli Eagles). Successi noti includono Crazy Love e Call It Love; Keep On Tryin' resta un classico dal vivo. Attivi per oltre cinque decenni, la band è stata guidata a lungo da Rusty Young fino alla sua scomparsa nel 2021.
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