Copertina di Poco Legend
pier_paolo_farina

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Per appassionati di country rock, fan della musica anni '70, ascoltatori di classic rock, collezionisti e curiosi di storia musicale americana.
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LA RECENSIONE

Una minimalista e accattivante copertina racchiude l’opera largamente di maggior successo del quartetto country rock californiano, pubblicata nel 1978. A mio gusto di album targati Poco ne esistono tre o quattro migliori di questo, ma tant’è… In ogni caso sono intuibili le ragioni di questa pole position a dispetto di lavori più affascinanti e densi come “Cantamos”, “Head Over Heels”, “Seven”, “A Good Feelin’ to Know”.

Tanto per cominciare la musica del quartetto qui si fa un tantino più… ruffiana, accostandosi maggiormente ad un certo mainstream “adulto”, stemperando la vena country coi suoi mandolini e banjos ed allargandosi invece in direzione di palati meno fini, dalle parti di certo rhythm&blues che tanto piace agli americani.

Seconda cosa, questo è uno di quei dischi per così dire in chiaroscuro, che cioè contengono tre quattro canzoni molto ben riuscite e svettanti mentre le altre fanno più o meno da riempitivo; e alla lunga, conviene sempre piazzare due o tre numeri di alto livello e il resto mancia, rispetto al mantenersi in un’aurea mediocrità, con niente da buttar via ma pure nulla in grado di assurgere ad evergreen, a simbolo imperituro dei propri sforzi artistici.

In altre parole “Legend” contiene due canzoni magnifiche, probabilmente le più conosciute della loro intera carriera: mi riferisco al gioiellino arpeggiato “Crazy Love” e al robusto rhythm&blues “Heart of the Night”. Poi vi sono altri due contributi notevoli: la felpata, seducente “Spellbound” e la vigorosa chiusura rock che intitola l’album.

Tra le mezze “sòle” si annoverano peraltro l’apripista “Boomerang” un rock blues galoppante ma poco incisivo, poi la sciapa “Barbados” con ritornello telefonato, l’innocuo soft rock “Little Darlin’”, l’asfittica ballata “Love Comes Love Goes” con fastidiosi echi sanremesi. Buono invece il notturno, magari un tantino edulcorato duetto fra i due leader Rusty Young e Paul Cotton in “The Last Goodbye”.

I due capolavori di questo disco non potrebbero essere più diversi e infatti il primo è firmato da Young e il secondo da Cotton, due musicisti dissimili e complementari. Che dire di “Crazy Love”…: arpeggio celestiale, la delicata voce dell’autore Young a tessere l’ennesima descrizione di un amore difficile, cori sospirati e musicalissimi. Al contrario “Heart of the Night” gode di una scultorea intro di steel guitar a tutta manetta, di un bell’andamento soul pop, pure di un sonoro assolo di contralto grazie all’ospite di lusso il potentissimo Phil Kenzie, quello di “Year of the Cat” e di tanti altri successoni caratterizzati da una bella sfiatata di sax in mezzo.

Con questo disco i Poco entrano, purtroppo per breve tempo, nel giro grosso e ad esempio una perfetta resa sul palco di “Heart of the Night” può essere ammirata sul doppio dal vivo “No Nukes”, testimonianza di quattro concertoni contro l’escalation nucleare tenutisi nel 1979 al Madison Square Garden e organizzati da Graham Nash, Bruce Springsteen, Bonnie Raitt e Jackson Browne.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Legend', l'album di maggior successo dei Poco, sottolineando la svolta mainstream e l'alternanza tra brani memorabili come 'Crazy Love' e 'Heart of the Night' e altri considerati minori. Emerge un disco in chiaroscuro, con alti molto apprezzati dal pubblico ma un complesso giudizio di valore rispetto ad altri lavori della band.

Tracce video

01   Boomerang (03:52)

02   Spellbound (05:16)

03   Barbados (03:34)

04   Little Darlin' (03:46)

05   Love Comes Love Goes (03:59)

06   Heart of the Night (04:54)

07   Crazy Love (02:56)

08   The Last Goodbye (05:43)

09   Legend (04:17)

Poco

Poco sono un gruppo country rock statunitense formato a Los Angeles nel 1968 da Richie Furay e Jim Messina con Rusty Young, George Grantham e Randy Meisner. Nel tempo si sono uniti Paul Cotton e Timothy B. Schmit. Noti per armonie vocali e uso esteso di pedal steel, hanno firmato brani come Crazy Love, Heart of the Night e Keep On Tryin’.
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