Copertina di Point Blank The Hard Way
pier_paolo_farina

• Voto:

Per appassionati di southern rock, cultori di hard rock vintage, amanti delle performance live e collezionisti di album rari
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Titolo esplicativo per il quarto album dei texani Point Blank (su sette totali, anno di uscita 1980): il loro southern rock, già fra i più tosti sin dagli inizi, qui si spoglia del tutto delle componenti country rock e swing (mantenendo necessariamente quella blues) per far prevalere risolutamente la componente hard.

A simbolo di ciò sta il brano più in evidenza di questo disco, l'efficacissima riproposizione dal vivo della Purpleiana "Highway Star". Il dotato frontman del sestetto John O'Daniel non ha soverchi problemi a emulare le gesta di Ian Gillan, aggredendo il brano dall'inizio alla fine, comprese le indispensabili urla belluine qua e là. La coppia di chitarristi si diverte ed esalta, coesa e decisa; d'altronde l'immortale solo di Blackmore, ciliegiona sulla torta della canzone, era già costruito in studio con una seconda chitarra sovraincisa in armonia. Il mancino Rusty Burns ed il povero Kim Davis (se n'è andato due anni fa, neanche sessantenne) eseguono bellamente, nota per nota, le micidiali terzine puntate sulle quali milioni di chitarristi al mondo hanno studiato, e goduto una volta dominatele; il pubblico apprezza e si spella le mani.

A riprova che i Point Blank, da veri rockers, rendono meglio sul palco che fra le quattro pareti di uno studio, ci stanno le altre due perle dal vivo messe in scaletta una dopo l'altra a chiusura dell'album: "Wrong To Cry" è un blues canonico, caldo e con buona anima, trampolino di lancio per il boogie sfrenato "Thank You Mama" nel quale si avvicendano gli assoli di tutti gli strumentisti (molto brevi quelli di basso e batteria, com'è giusto che siano) e poi gran finale con la potentissima ed estesa ugola di O'Daniel, che si esibisce in scat, gorgheggi vari e per finire un paio di tremendi urli sputa tonsille. Il bello è che la resa, sia sonora che strumentale, dei tre brani presi in concerto è assai migliore di quella dei restanti cinque, registrati in studio! Più che giusta quindi la scelta di un album "misto", anzi se c'erano più episodi dal vivo era meglio.

Fra le canzoni in studio svettano quella che intitola il lavoro nonché, soprattutto, "Guessing Game", con il lucido procedere in arpeggio del tastierista Karl Berkebile a legare molto bene con le due chitarre le quali in coda si prendono, curiosamente ma molto efficacemente, un assolo... parallelo!: Davis a sinistra e Burns a destra dell'immagine stereo prendono a svisare pieni di gusto e feeling, costruendo fraseggi del tutto distinti che solo un paio di volte si incontrano, fino allo stop finale. E' il migliore "assolo contemporaneo" di chitarre che io conosca! Veramente da ascoltare.

Per chi fosse ancora interessato ai cd, "The Hard Way" è piuttosto raro da trovare nei negozi specializzati o nelle fiere, e costoso da ordinare via internet. Nell'ultima riedizione, di qualche anno fa, sono stati aggiunti altri brani dal vivo, purtroppo non appartenenti alla stessa, magica serata dei tre originali: l'epoca è differente, la formazione che vi suona è diversa, i suoni soprattutto, assai meno bilanciati e caldi, non reggono il confronto. Peccato.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Il quarto album dei texani Point Blank segna un passaggio deciso verso un southern rock più duro, eliminando country e swing. Le tracce live, soprattutto la cover energica di "Highway Star", superano in qualità e emozione quelle in studio. La doppia chitarra e la voce di John O'Daniel si distinguono per talento e dinamismo. Un album raro, apprezzato sia per la tecnica che per la potente resa dal vivo.

Tracce

01   Turning Back (03:14)

02   The Hard Way (03:26)

03   On the Run (05:43)

04   Highway Star (06:26)

05   Rock'n'Roll Soldier (03:28)

06   Guessing Game (04:56)

07   Wrong to Cry (03:54)

08   Thank You Mama (06:44)

Point Blank

Point Blank è un gruppo texano attivo dalla scena southern rock degli anni settanta. Nelle recensioni di DeBaser emergono le loro doti live, la presenza di due chitarristi di spicco e un cambio di direzione verso sonorità AOR agli inizi degli anni Ottanta che portò a tensioni e alla perdita del contratto discografico. In anni recenti la band è tornata ad esibirsi negli Stati Uniti e occasionalmente in Europa, secondo le recensioni.
02 Recensioni