Ancora un grande album. Il gruppo floridiano ritorna alla grande e dopo la furia, la violenza e le emozioni di "The Opposite Of December" sforna un altro album di grandissimo ed originale metal hardcore come solo lui sa fare. Inizio subito con il dire che quest'album si differenzia notevolmente dal precedente in fatto di stile, infatti vediamo i nostri avvicinarsi ancora di più nella ricerca di sonorità melodiche, soprattutto nell'emo... Ora non fraintendetemi, non è affatto vero che si sono rammolliti come molti credono, anzi, non hanno perso neanche un po' la loro vena incazzata. Moreira nelle parti urlate è ancora il mostro che conosciamo e lo stesso dicasi per gli altri del gruppo che, anzi, a livello di tecnica sembra essere quasi migliorata. Il fatto è che, proprio perchè la band cerca di rendere più melodiche le canzoni, non troviamo più tanto la goduria nell'ascoltare i piccoli sprazzi di luce di "The Opposite Of December" appunto perchè le canzoni sono deliniate in modo diverso. Ma regalano ancora emozioni, e lo fanno alla grande. Prendete "Botchla", è l'iniziale perfetta per la nuova era Poison The Well, riesce a riassumere benissimo l'attitudine del gruppo. Inoltre riescono ancora a farci strappare qualche lacrima, prendete lo splendido e commovente finale di "Turn Down Elliot", o l'acustica "Horn And Tails", o i caldi refrain melodici, giocati sul filo dell'alternanza umorale, di "Stick And Stones...". Insomma, ancora un disco geniale. I nostri non hanno perso la loro genialità e la loro attitudine, seppure in questo secondo lavoro cercano soluzioni diverse, prendendo un po' più dal classico metalcore e dall'emo ("Moments Over Exaggerate" e "Pieces Of You In Me" rendono l'idea). Insomma, che dire? Pur non raggiungendo i livelli del disco precedente, anche qui si sente la genialità di questo grande gruppo e la loro dannatissima tendenza a creare capolavori sembra non volersi proprio fermare.