Copertina di Pond The Practice Of Joy Before Death
ProgRock

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan del grunge, cultori della musica anni '90, ascoltatori interessati alle produzioni sub pop e agli album d'autore
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LA RECENSIONE

Strana cosa le omonimie nella storia della musica, ma neanche più di tanto. La più lampante è forse quella dei Kaleidoscope britannici e di quelli statunitensi, entrambi protagonisti della rispettiva scena psichedelica dell'epoca.

Vi ricorderete sicuramente anche degli Oasis americani e dei Nirvana britannici.

Nella speranza di non aver sconvolto la giornata, il mese, l'anno corrente o la vita a coloro che han letto queste prime righe, qui si parla dei Pond, non quegli australiani, apprezzati piuttosto recentemente (assieme ai Tame Impala), e nemmeno degli altri con il medesimo nome provenienti dalla Germania.

Siamo su lidi ed epoche differenti, i Pond in questione provengono dall'Oregon.

Il loro è un Rock "viscerale", che non significa che li consiglia il macellaio più vicino a voi, o almeno non necessariamente. Una musica che riesce a coniugare cuore e cervello, istinto e razionalità, è sufficiente ascoltare il brano "Rock Collection" per capirlo, il momento più emblematico della loro discografia.

Non a caso nati in un periodo che rappresenta l'apice per vari storici gruppi statunitensi, e non a caso prodotti dalla Sub Pop.

L'influenza Pixiesiana che incontra a tratti l'umore dei Codeine, è un po' questo il suono di "The Practice Of Joy Before Death", il loro secondo lavoro, pubblicato nel 1995. Un Album che arricchisce e allo stesso tempo rende più vario lo stile del loro esordio omonimo, pubblicato due anni prima.

Il trio dimostra di soddisfare l'ascoltatore sia con suoni  più dilatati che con brani più diretti come "Union", "Sideroad", la splendida "Van", e momenti come "Ol' Blue Hair",  che li pongono per certi versi al limite delle liriche dell'immaginario Grunge. A risolvere i vostri turbamenti ci penserà la scacciapensieri "Magnifier".Un lavoro a cui non manca niente, una sorta di summa degli umori del Rock della prima metà degli anni novanta, dove ogni intermezzo nei 14 pezzi che lo compongono non è mai inserito casualmente.

Se questi sono i Pond "per eccellenza" sta a voi deciderlo.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora l'album del 1995 dei Pond, band dell'Oregon, definendolo un esempio di rock viscerale e variegato. L'influenza dei Pixies e del Grunge emerge chiaramente, con brani capaci di alternare sonorità dilatate a forme più dirette. Prodotto dalla Sub Pop, il disco rappresenta una sintesi raffinata del rock americano della prima metà degli anni '90. Raccomandato agli appassionati di musica alternativa e storica.

Tracce video

01   Sideroad (03:42)

02   Mubby's Theme (03:30)

03   Union (03:53)

04   Magnifier (03:51)

05   Patience (01:50)

06   Ol' Bluehair (02:12)

07   Sundial (04:21)

08   Glass Sparkles in Their Hair (03:00)

10   Happy Cow Farm Family (05:15)

11   Carpenter Ant (02:43)

12   Artificial Turf (03:30)

13   Rock Collection (09:44)

14   Gagged & Bound (02:44)

Pond

“Pond” è un nome condiviso da più gruppi: un trio alternative rock di Portland (Oregon) attivo negli anni ’90 su Sub Pop; un collettivo psichedelico di Perth legato ai Tame Impala; e un omonimo progetto tedesco.
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