Copertina di Porches Pool
kloo

• Voto:

Per amanti della musica indie, appassionati di synth anni '80, fan di dream pop e disco-funk
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LA RECENSIONE

Dischi del 2016 Parte 2:

State percorrendo un autostrada alle in un freddo inverno di fine anni 80 alle 4 anti meridiane. Le luci sintetiche delle gallerie appeniniche illuminano a giorno l'abitacolo, in una psichedelia d'ombre. Porches è lo-fi, riporta in auge un uso basilare del synth nella sua deviazione disco-funk, il basso sta sotto la coltre atmosferica e ipnotizza le stanche membra. Non mancano i momenti spiccatamente dream (Beach House) e qualche reminescenza folk (Grizzly Bear). Stavolta la macchina invece di finire in mare come in Kill For Love (Chromatics) se la cava gettandosi in una piscina. Canzoni da sentire sotto pelle: Be Apart, Hour, Car

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Pool' di Porches come un raffinato album synth lo-fi che evoca i tardi anni ’80 con atmosfere dream e influenze disco-funk. Le sonorità ipnotiche, unite a una vena folk sottile, creano un viaggio sonoro adatto a momenti intimi e riflessivi. Brani come 'Be Apart' e 'Hour' sono sottolineati come da ascoltare intensamente, trasportando l’ascoltatore in paesaggi evocativi.

Porches

Porches è il progetto musicale dell'artista americano Aaron Maine, noto per un approccio synth-driven e sonorità lo-fi e dream-pop.
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