Copertina di Portion Reform The Supreme Negative
Rocky Marciano

• Voto:

Per appassionati di musica elettronica industriale, fan del suono downwards, ascoltatori di musica sperimentale e ambient minimalista, cultori di atmosfere cupe e urbane
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LA RECENSIONE

Ripetizione, esistere nella pratica della ripetizione, un' ossessivo reiterararsi di forme maniacalmente malate atte al controllo, il suono Downwards non si espone a desuete dicotomie uomo-macchina futuriste Kraftwerkiane o ad asettici intellettualismi Autechriani, l' uomo macchina è nato morto e deforme, l' intellettualismo asettico morirebbe di morte violenta tra i calcinacci e i palazzoni grigi di Birmingham.

La negazione di ogni cosa pare essere l' unico aspetto preponderante, un qui ed ora infinito, un vuoto totale ed avvolgente, come quel grigio scabro e opaco generato da questi suoni, il rigetto per qualsiasi tipo di estetizzanti orpelli, erigere impenetrabili barriere d' acciaio per tenere lontano tutto, isolazionismo forzato, violento e iper-realista.

Non c' è bisogno quindi di nessun altisonante proclama stile Detroit, nessuna adesione a stilemi caleidoscopici neo-psichedelici per robot stanchi Warpiani, nessun fluttuamento dub technoide siderale made in Berlin, un' austera estetica in bianco e nero fatta di metallo, mura nude ed ingranaggi pare essere l' unico vero rimando estetico di "The Supreme Negative"

L'impatto tramortisce, ma bisogna andare oltre, si deve andare oltre, e pian piano, in un labirinto costituito da ciminiere, montagne di ferraglie arrugginite, edifici in rovina e quel vuoto opprimente ci si ritrova faccia a faccia con la consapevolezza di ascoltare un suono vivo e vitale, fatto di beat devastanti ma pieni di groove, intrappolati in ripetitivi loop affilati come bisturi che paiono rantoli di macchinari morenti.

Straripante e carnale, il suono Downwards finisce per rivelare la sua vera natura, si mimetizza con il grigiore circostante, ci fa credere di esserne l' essenza stessa, non offre appigli, ne chiavi di lettura, bastona duro, ti prende per il collo e di forza ti mette con le spalle a quei fatiscenti muri, sta a te lasciarti cadere in mano sua, lasciarti trasportare, e forse, quando verso la fine del disco partirà "Shift Worker" sentirai anche dei cazzo di brividi lungo la schiena.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta The Supreme Negative di Portion Reform come un album oscuro e potente, che rappresenta appieno il suono Downwards con ritmi ripetitivi e incisivi. L'atmosfera è asfissiante e malinconica, con un’ambientazione industriale che riflette il grigio opprimente di Birmingham. L’opera sfida le tendenze elettroniche contemporanee proponendo un minimalismo che colpisce con groove e beat forti. L'ascolto è descritto come un’esperienza intensa, quasi fisica.

Tracce

01   Closing In (00:00)

02   Suffocate (00:00)

03   Shrine (00:00)

04   Burn (00:00)

05   Position (00:00)

06   Warning (00:00)

07   Front (00:00)

08   Screaming The Truth (00:00)

Portion Reform


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