Copertina di Protomartyr The Agent Intellect
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Per appassionati di post-punk, musica alternativa, fan di band indie e chi cerca sonorità intense e riflessive
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LA RECENSIONE

Alla terza uscita discografica, dopo "No Passion All Technique" del 2012 e l'acclamato "Under Color of Official Right" del 2014, i Protomartyr si ripresentano a Ottobre 2015 in splendida forma con "The Agent Intellect", lavoro che non si allontana significativamente dalla loro classica estetica post-punk allentando però la tensione nervosa/furiosa degli album precedenti. Il gruppo di Detroit, capitanato come sempre dalla voce sbilenca e ubriaca di Joe Casey, riesce nella mirabile impresa di regalarci 12 pezzi dalla facile assimilazione (naturalmente per chi, come me, gradisce certe sonorità) dove, alla sempre vigorosa e trascinante e precisa sezione ritmica (mi verrebbe da dire post-punk ma, per non ripetermi, preferisco non scrivere post-punk), si accosta il lavoro variegato della chitarra di Greg Ahee. La sofferenza e il fastidio della vita quotidiana a Detroit, come nel resto del Mondo, sembra emergere a fatica nel lavoro di Greg, i suoni sono più compassati e meno scattanti, molto più razionali e meno emotivi. La band pare oramai consapevole dell'ineluttabilità della crisi odierna trascinando nei pezzi ossessioni meno marcate e feroci. Le tensioni si accumulano e raramente deflagrano in impeti di violenza. La gente si abitua a tutto, anche a star male.

Un lavoro esemplare per chi ancora crede nella genuinità del post-punk-revival, per chi necessita periodicamente di una sferzata musicale aggressiva ma ragionata, per chi va alla ricerca di voci scazzate/malate ma vigorose e declamatorie. Un album che non farà gridare al miracolo (ma, intendiamoci, di questi tempi chi riesce ancora a credere ai miracoli melodici?), che si fa ascoltare alla grande dall'inizio alla fine e che si fa riascoltare più e più volte, senza alcun cedimento. "The Agent Intellect" è la chiara dimostrazione che i Protomartyr valgono, che non sono il millesimo gruppo "mordi e fuggi" degli ultimi vent'anni.

Se, come si dice, la vera "prova del nove" per un gruppo musicale è il terzo album, dal basso della mia cattedra scalcinata non posso che dare un giudizio positivo. Esame superato, ragazzi, il diploma lo avete messo in bacheca, ora vi tocca affrontare il mare magnum dell'università per raggiungere la laurea. Ma-va-bene-così, continuate-così, come direbbe un italico cantante......

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Riassunto del Bot

Con "The Agent Intellect" i Protomartyr confermano la loro posizione nella scena post-punk con un album più meditato e meno nervoso rispetto ai precedenti. La voce di Joe Casey e le chitarre di Greg Ahee creano un’atmosfera riconoscibile ma più razionale, riflettendo le difficoltà quotidiane. Un lavoro che si fa apprezzare riascolto dopo riascolto, ideale per chi ama un post-punk genuino e vibrante.

Protomartyr

I Protomartyr sono una band post‑punk di Detroit, attiva dal 2008, guidata dal cantante Joe Casey con Greg Ahee, Scott Davidson e Alex Leonard. Hanno pubblicato album acclamati come Under Color of Official Right, The Agent Intellect, Relatives In Descent, Ultimate Success Today e Formal Growth in the Desert.
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