Copertina di Punkreas Quello che sei
RoadDogg

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Per appassionati di musica punk e rock, ascoltatori critici, fan del punk italiano interessati a opinioni sincere e oneste.
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LA RECENSIONE

Un po' di settimane fa un mio amico mi parlò dei Punkreas. Li conoscevo solo di nome, ma non mi avevano mai interessato più di tanto. Fatto sta che, approfittando del capodanno, questo mio amico mi rifila "Quello che sei" dei Punkreas, riempendomi la testa delle cazzate che ogni fans ti dice sui suoi miti. Senza troppa curiosità, tornato a casa, lo piazzo nello stereo.

La prima canzone, "American Dream", non è male, potente ed energica, dal testo però monotono e scontato, diciamo noioso, e chiaramente di sinistra, cosa che a me non fa impazzire, principalmente perchè non amo particolarmente la politica nella musica. Dalla 1 alla 8 poi il vuoto: Si ripetono canzoni sempre su questo stile punkrock, della serie facciamo casino e buttiamoci su 3-4 parole per adolescenti con spiriti rivoluzionari, noiose quanto irritanti, il cantante dopo un po' ti snerva, sempre lo stesso tono, mai un acuto o una fase grave, giusto il bassista ogni tanto si mette a fare qualche accenno di voce alta, ma niente. Le palle s'ammosciano, "Satanasso", "Un momento migliore", "L'uomo con le branchie", "Prima fila", "Questa è la storia" e "Fratello poliziotto" si susseguono nella noia più totale, fatta di riff e assolini tipicamente punk fritti e rifritti, che mi fanno sbadigliare e risbadigliare. Si arriva poi alla migliore canzone del cd, "Bastardi", che sinceramente mi piace molto, uno stile più deciso e ironico, con "Biscardi!" al posto di "Bastardi!" in una strofa che mi ha fatto quasi sorridere. Le ultime tre sono canzoncine senza lode né infamie, che puoi ascoltare fumando una sigaretta o mentre fai qualcos'altro.

Insomma, per concludere: Un cd che ha la pecca di essere dannatamente scontato. Testi praticamente uguali, contro le multinazionali, contro la polizia, contro l'america e robette di chi vuole fare il diverso solo per accalappiarsi ragazzini che pensano d'aver capito tutto sulla politica. La voce è noiosissima, soporifera quasi, il carisma di un calzino bucato oserei dire. L'unica parte strumentale carina è il basso, si vede che Paletta, il bassista, ci sa fare. Purtroppo resta l'unico pro di questo CD, salvato dall'umiliante 0 solo da "Bastardi". I Punkreas, in finale, li trovo un gruppo di falliti. Musicalmente ci sapranno anche fare, ma senza dubbio rifiuterò qualsiasi altro loro CD, visto che insieme a questo mi sono dovuto sorbire anche un dvd dove un obeso mi spiegava la truffa della marijuana quando a me non me ne fregava un emerito cazzo. Vabbè, vi saluto, e vado ad ascoltare musica più seria di 'sti cinque sfigati.

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Riassunto del Bot

La recensione di 'Quello che sei' dei Punkreas esprime una forte delusione verso un album giudicato monotono e ripetitivo. I testi sono giudicati scontati e politicizzati in modo non apprezzato, mentre la voce del cantante viene definita noiosa e priva di carisma. L'unico apprezzamento va al basso, suonato con talento, e alla canzone 'Bastardi', che si distingue per ironia e energia. L'autore rigetta l'intero album e l'intera band, definendoli falliti e poco interessanti.

Tracce video

01   American Dream (03:59)

02   Satanasso (03:43)

03   Un momento migliore (03:32)

04   L'uomo con le branchie (03:26)

05   Prima fila (03:24)

06   Questa è la storia (03:19)

07   Fratello poliziotto (03:27)

08   Bastardi (03:40)

09   Tutto vero (03:08)

10   Chirurgo plastico (04:20)

11   Vietato (05:35)

Punkreas

Punkreas sono un gruppo punk rock/ska punk italiano nato a Parabiago (MI) nel 1989, noto per testi politici e per il passaggio dagli esordi più hardcore a sonorità ska e pop-punk.
10 Recensioni