Primo album della carriera dei Rammstein. E si è di fronte ad un mini-capolavoro.
Certo, le soluzioni tecniche sono piuttosto ripetitive, il cantato non è eccelso, la drum machine è a tratti avvilente, ma… ma quello che sprigiona questo album va oltre tutte queste considerazioni. Quello che evocano queste undici tracce è potenza, pura potenza.
Il gruppo tedesco trovò nel 1994 la ricetta giusta per scrivere finalmente qualcosa che non suonasse del tutto come "già sentito" e che entrasse con convinzione nella testa dell’ascoltatore. L’impronta hardcore e il largo ma calibrato uso dell’elettronica sono il marchio di fabbrica dei Rammstein e l’atmosfera che ne deriva è decisamente avvincente.
Le prime tre tracce fanno capire subito che ci si trova di fronte ad uno schiacciasassi; riff monolitici e il cantato in tedesco, che è quanto mai adatto per la musica proposta dai Rammstein. La quarta, "Asche zu Asche", non è nient’altro che una conferma, è semplicemente perfetta (in sede live poi diventa semplicemente spettacolare). "Seemann", invece è una sorpresa. Ritmi lenti, basso in prima vista e intermezzi furiosi. Dimostrazione che "Herzeleid" non è solo fatto di distorsioni e ritmi incalzanti. "Du riechst so gut" (primo singolo della band di cui è stato girato il primo video) è forse il pezzo più interessante. È la ricetta Rammstein portata al suo estremo danzereccio e più catchy. La seconda parte dell’album è forse la meno riuscita, riff fin troppo ripetitivi che fanno precipitare la voglia di ascoltare le tracce che seguono. Complessivamente però un album che dà e darà ossigeno all’ambiente heavy che stava e sta soffocando sotto l’orda di gruppetti nu-metal misere copie di imitazioni.
Lunga vita ai Rammstein!
NOTA: Copertina orrenda, avrà scoraggiato migliaia di acquirenti. Negli USA ne fu diffusa una che suscitasse meno ribrezzo.
Herzeleid è senza dubbio uno dei migliori album, come anche Mutter.
quest’album è indispensabile, perché lo si può paragonare al primo anello di una catena, la catena Rammstein; senza di questo anello la catena non può essere chiusa.
"Un sound di grande appeal e originalità, in cui il metal si incastra alla perfezione con elementi quasi synth anni '80."
"Seemann rappresenta la sfaccettatura più dolce e romantica dei Rammstein, mentre la traccia finale ne mostra il lato più oscuro e shock."
Herzeleid suona come una macchina inarrestabile, con chitarre dai riff ripetitivi e asettici.
Ai Rammstein piace mettere in mostra fino a che punto può arrivare la depravazione umana, senza alcun filtro o giri di parole.