I Ramones: 2263 concerti in oltre 22 anni di carriera che ne hanno sancito lo status di maggiore punk band di tutti i tempi. Il 30 marzo del '74 ci fu il primo, storico, show; il 6 agosto del '96 si svolse l'ultimo.
29 febbraio '96, poco più di 5 mesi prima la band del Queens saliva sul palco del "The Academy" di NY, davanti quindi al pubblico di casa, per suonare uno dei tanti concerti del loro tour d'addio, ma anche per registrare il loro terzo live album ufficiale: quello che si sarebbe chiamato semplicemente con l'amblematico titolo di "Greatest Hits Live". Pubblico di casa come dicevo, "Here we are... home sweet home New York City" le prime parole di Joey dopo la classica introduzione spaghetti western con "Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo" e la sparata "Durango 95", anche questo live è pronto a iniziare.
"Blizgrieg Bop", "Do You Remember Rock n' roll Radio", "I Wanna Be Sedeted": 3 classicissimi che non necessitano certo di spiegazione, la band c'è, pronta e reattiva; la cover di "Spider Man" è la prima chicca degna di nota, presente solo come traccia fantasma nell'ultimo album "Adios Amigos" ci ha messo poco però a diventare un classico. Altri classici sparati nella consueta spersonica velocità: "I Don't Wanna Grow Up", "Sheena Is A Punk Rocker" e "Rockaway Beach", la nota è Joey: chi conosce i Ramones sa che negi anni 90 soprattutto il grande frontman mostrava evidenti segni di cedimento, i tanti anni sul palco avevano evidentemente finito per logorarlo e si notavano le prime avvisaglie dei suoi malanni; appesantito e affaticato, a stento tiene per tutta la durata dei brani. Il vecchio leone prova ancora a ruggire con tutta la sua forza, ma non ce la fa del tutto.
A questo punto si fa spazio CJ, il bassista che qualche anno prima aveva sostituito l'ormai arrivato Dee Dee, totalmente perso per la causa; "Strenght To Endure" e "Cretin Family": 2 pezzi provenienti rispettivamente da "Mondo Bizarro" e "Adios Amigos". Una nota per questo particolare componente è dovuta: non era certo facile prendere il posto del precedente, mitico, Dee Dee, ma negli anni CJ si è saputo meritare il rispetto e la stima di tutti i fans della band, la sua totale dedizione alla causa è da sottolineare come il prezioso sostegno che ha saputo offrire a Joey nei live. Il giovane da come detto fiato al grande vocalist con 2 ottimi pezzi, in particolare il primo.
Pronti per ripartire con altri 2 classici: "Do You Wanna Dance" e "We're A Happy Family" in cui torna il famoso singer, la sua forma non cambia ma il risultato è certamente dignitoso come il resto dell'album; dopo "The Crusher" (pezzo di Dee Dee inserito originariamente nel suo primo album da solista, sotto la sciagurato nome "Dee Dee King), con nuovamente CJ alla voce, le ultime 3 "53rd & 3rd", "Beat On The Brat" e la gran chiusura "Pet Sematary" rappresentano l'apice di questo live: 3 pezzi come sempre anfetaminici per chiudere questo ennesimo concerto. Per finire il tutto troviamo 2 primizie: la cover degli amici motorhead "R.A.M.O.N.E.S.", questa volta cantata da Joey invece che da CJ, e "Any Way You Want It", cover dei The Dave Clark Five. A conti fatti le ultime registrazioni di studio del gruppo.
Questo non è certo il miglior live album della grande band newyorkese, non è quella straordinaria operazione, che più che un album era una vera e propria antologia live, di "Loco Live"; ne tantomeno la pietra miliare "It's Alive", ma una dignitosissima testimonianza degli ultimi Ramones, quelli che di li a pochi mesi avrebbero posto fine alla loro leggenda entrando direttamente nel mito.
A questo "Greatest Hits Live" seguirà "We're Outta Here", quarto e ultimo live, postumi esclusi, dei 4 fratelli; un live quello pieno di ospiti a celebrare come una festa l'ultimo giorno di scuola, l'ultimo giorno della loro inarrivabile storia. Per finire si può però dire, a favore di questo disco, che rispetto al precedente "Loco Live" è sì meno sostanzioso e corposo, ma più fedele alla concezione punk: 16 pezzi per poco più di mezz'ora, questi sono stati i grandi Ramones.