Death. Pop. Romance. Raramente un titolo è risultato così azzeccato come in questa terza opera dei danesi Raunchy, in cui a un wall of sound di matrice swedish death si frappongono ritornelli iper-melodici, il tutto condito da un sapiente uso dell'elettronica: elementi questi già abbondantemente utilizzati da miriadi di altre band, ma in questo caso riproposti dal six-piece originario di Copenaghen con una freschezza raramente eguagliata.
Se infatti già il con i precedenti "Velvet Noise" e "Confusion Bay"i Nostri si erano fatti notare per una commistione in chiave più melodica di quanto originariamente proposto dai Fear Factory, è in occasione del disco della maturità che, complice forse anche il passaggio di etichetta (da Nuclear Blast a Lifeforce, label che sembra portare bene a molti gruppi in crisi d'identità, dai Nightrage ai nostrani Raintime) e il cambio di vocalist, il combo danese raggiunge il proprio apice compositivo.
L'inizio con "This Legend Forever" esemplifica bene il nuovo corso intrapreso dalla band che, seppur palesemente debitore agli ultimi In Flames, porta la band a sfornare 48 minuti di assoluto godimento per gli amanti del melodic death più modernista, i cui higlight rispondono in questo caso ai nomi di "Remembrance", "The Velvet Remains" e "Live the Myth".
A coronamento di tutto ciò troviamo l'ottima produzione di Jacob Hansen e un booklet decisamente ben realizzato, ideale corollario di un disco che non deluderà le aspettative di chi ha apprezzato i precedenti lavori della band o il nuovo corso intrapreso dagli In Flames.