Raymond Carver
Principianti

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Tra fazzoletti, mercurio ed aspirine queste duecento pagine mi hanno conquistato. Sarà che non sono avezzo a leggere racconti, ma sono rimasto come un ebete che non capisce una battuta e se ne sta con la bocca aperta presa in prestito da un pesce al mercato. Mi sono ritrovato così a tornare indietro e rileggere i passaggi, per cercare di dare il giusto peso a frasi, parole. Punteggiatura.

Perché questo autore non ci mette i fuochi di artificio, le indicazioni al neon. Gli aiuti e gli inviti a prendere la giusta direzione li nasconde. Li sotterra. Omette tutto quello che non è necessario e così la storia te la scoli di gusto, cazzo se scrive bene, ma il senso e il finale di primo acchito ti sfugge. O meglio, mi è sfuggito.

Tutto quello che ho letto finora ha una cosa in comune. Gode di una partenza ed un arrivo; ogni tanto la conclusione è fragorosa e spumeggiante, altre volte silente e triste nella sua drammaticità, capita pure che sia insulsa e stupida. Non conta. E’ pur sempre un finale, un qualcosa che chiude quanto aperto con la prima pagina. Qui invece per diverse volte ho avuto la sensazione di essere lasciato in mezzo alla strada; come se qualcuno mi avesse dato un bel calcio in culo capace di farmi volare fuori da un autobus in corsa. Con una valigia di polvere in mezzo al deserto.

Dubito fortemente che a distanza di tempo mi ricorderò le trame dei vari racconti. Forse rimarrà quello più violento che parla di uno stupro nato per caso e quello che dà il titolo alla collezione stessa: un trattato di rara dolcezza mista a cinismo sull’amore e sui suoi misteriosi risvolti. Se è certo che le storie se ne andranno è altrettanto sicuro che rimarrà ben impressa la sensazione di aver speso assai bene il mio tempo.

In queste pagine Carver fotografa una manciata di situazioni che potrebbero appartenere al passato o al futuro delle nostre vite. Poco importa se mai le vivremo: è granitico il quadro che costruisce in così poco spazio soppesando con cura maniacale le parole e cucendo un lessico impressionante per il realismo. Non fatto di battute spaccone strappa sorrisi, retorica o volgarità gratuita. Sono dialoghi che, mentre li sfogliamo, ci rendiamo di avere detto o sentito almeno una volta. Non credevo si potesse scrivere così, ma a tratti mi sembrava di stare al cinema e vedere la scena e gli attori muoversi paragrafo dopo paragrafo.

La maggior parte di questa quindicina di racconti eterogenei per lunghezza, intensità e temi, hanno in comune quel volerci fotografare, in modo anomalo, la perdita di equilibrio di una situazione che prima era stabile. La fatidica calma prima della tempesta. La quasi totalità degli autori che ho letto, sintetizzando brutalmente, cazzeggia e temporeggia per esaltare e stupire il lettore nel finale. Carver fa esattamente il contrario. Unico collante tra i titoli in successione la passione per la caccia, l’ossessione per l’alcool. Un’atmosfera insoddisfatta, pesante e triste, permea queste pagine per nulla piacenti ed accomodanti anche nei momenti più allegri, ma dal rarissimo impatto emotivo per una lettura che sfiora il sublime.

Squadrando il retro della copertina, sono venuto a conoscenza del fatto che la versione che ho letto di “Principianti” dovrebbe essere un must in quanto l’edizione originale di 3 decadi fa era stata mutilata dall’editore del periodo che ritenne opportuno modificare, tagliare e snaturare la quasi totalità dei racconti per renderli più fruibili al pubblico.

Mi viene in mente un‘immagine di mia madre. Forse avrebbe voluto fare la professoressa: fatto sta che un giorno la trovo sulla scrivania intenta a correggere la brutta copia della mia tesi. Io mi incazzo, faccio uscire qualche bestemmia dalla bocca, sbatto i piedi, lancio i fogli e chiudo la porta con uno slam fumettistico in quanto le avevo già spiegato che non volevo nessun tipo di aiuto o correzione. Poi leggo e comincio a ridere come un pazzo; scendo le scale e le sussurro, dandole un bacio sul collo, “Mà, di sicuro avrai ragione ma lo sai che tra le altre cose hai sventrato e corretto anche un paio di citazioni?

Sono talmente tanti gli utenti che mi hanno dato consigli di lettura su questo sito che non so più a chi debbano andare i miei ringraziamenti specifici. Sinceramente grato per avermi fatto conoscere questo scrittore. Ma io non sono mica sazio sai? Anzi aprendo l‘avida mano io ti sorrido e ne mendico un altro.

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Commenti (QuarantaDue)

vortex
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Carver è uno di quegli amori giovanili che non si dimenticano. Una volta un conoscente mi disse: Leggiti questo, a te dovrebbe piacere: nei suoi racconti non succede mai niente!. Il demente credeva di lancirami un sottile insulto intellettuale (quello che brucia di più, pari solo, forse, all'accusa di cazzo barzotto), senza sapere che era tutto vero. Adoravo Carver anche perché (apparentemente) spesso non succede nulla. Perché, nella vita succede qualcosa?
PS Sei fortunato, la mia tesi non fu corretta manco dal relatore. E non perché fosse perfetta.
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tomgil
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Uhm, da quel che leggo e che sento Carver non dovrebbe rientrare nelle mie corde, tanto più che reggo con grossissima difficoltà anche altri autori tipicamente americani (Roth, McCarthy). Io poi non sono un grande amante della scrittura breve e concisa, preferendole quella straripante e alluvionale tipica più di noi europei segaioli.
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telespallabob
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Quando lo leggo (ed ho la fortuna che nella biblioteca dove lavoro io non me lo chiede quasi nessuno) ci trovo sempre delle piccole cose, delle sfumature e dei sentimenti che non avevo colto e mi trovano impreparato. Attualmente, tra un esame e l'altro, sto leggendo un libro di Julien Green ed ho subito le stesse inquietudini che ho nel leggere Carver. Quant'è bello leggere qualcosa che incide sulla tua pelle e sulle tue certezze, visto che è in grado di tenerti legato alla vita.
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fiquata
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sopravvalutato in maniera incredibile: i racconti fichi sono fichi; quelli non fichi fanno proprio schifo al cazzo. in sostanza quelli fichi sono quelli che usò Altman. ricordo d'averlo letto subito prima di leggere Fuoco Fatuo, nessun paragone, Gattuso-Maradona. poi, lui, come testimoniano le lettere col suo editore, messe alla fine proprio di questo libro, era una macchietta, stretto proprio per le palle. bah, la recensione... scrivi come si sforzano le persone che non sanno scrivere ma che vogliono far credere, con tutte le proprie forze, al proprio prossimo, di saperci fare. auguri.
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magnum p.i.
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<<scrivi come si sforzano le persone che non sanno scrivere ma che vogliono far credere, con tutte le proprie forze, al proprio prossimo, di saperci fare>> No, no frequato, lo stronzetto viziato e annoiato che da anni e anni qui si impegna, ma fa proprio di tutto, per far credere agli altri di avere una CULtura superiore alla media (scuola?) sei proprio tu. La cosa divertente è che qualcuno se l'è pure bevuta. Su su, vai a giocare a chi sputa più lontano coi tuoi amichetti stronzetti.

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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Questo, insieme alle raccolte di poesie, credo sia l'unico che mi manca. Essenzialmente perchè mi girano le palle che non sia edito da Minimum Fax nella versione colorata con la copertina con le facce dei tipi allucinati. Quando fumavo (bei tempi...), la combo "racconto di Carver-sigaretta" veniva subito al terzo posto dopo "El quadrilatero de la muerte" (caffè-sigaretta-gazzetta-cagata tonante) e "El triangolo de la passion" (disco ghei-moretti da 66cc-mano nella mutanda). Insomma: qualcosa che mi riconciliava col mondo. Mi piace l'idea di una scrittura in cui ci sono più spazi bianchi che inchiostro, che racconta senza spiegare, limitandosi a suggerire.
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tomgil
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Bartle il tuo commento vale questa intera pagina.
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telespallabob
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La Moretti da 66cl è coprofagia! Bevete la Menabrea!
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Dalle mie parti, la Menabrea da birra di culto (con 700 virgolette... c'è stato un periodo in cui facevo una discreta fatica a trovarla. Ora la trovo al Gigante) è diventata la birra dei fighetti, quelli che quando "fanno ape" ordinano uno sbagliato o un "pestato con l'havana 7". Li vedo vagare per le vie della mia cittadina con le Tod's ai piedi, i jeans di cavalli e la giacchetta (che peraltro ho anche io e mi sta piuttosto bene) e in mano la Menabrea mentre parlano al cellulare con La Vale, La Cri, La Simo, Il Tommy, Il Lore (Il Paolo...) e gli fanno il cazziatone perchè non sono ancora arrivati, che siamo già tutti qui. Però, in effetti, un cicinin meglio della Moretti lo è! :))))
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ziobestia
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Dopo Cattedrale questo sarà il prossimo. Tu bravo come siempre.
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Darkeve
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me lo procuro al volo
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geenoo
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Bartle... che brutta cosa dalle tue parti.
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Darkeve
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trooooppo mondano Bartle
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Sì, geeneetto, mica come dalle tue parti, dove si gira tutti con i rasta e chi è calvo se li fa ai peli del petto e ci si veste solo con gli abiti che rubate di notte dai contenitori per i poveri e avete le unghie dei piedi lunghe come artigli di cui almeno una è nera e si sta per staccare e per comunicare usate i rutti a diversa modulazione di frequenza e bevete solo vino scadente comprato a due euro al bottiglione da 5 litri quello con l'anello dove infilarci il dito e le donne le prendete solo da dietro per non rinnegare i vostri istinti animali. Che vuoi farci, siamo barbari. :)
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Hey! non è colpa mia se ho un fisico asciutto e slanciato e la giacchetta mi sta da favola!!!!
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Darkeve
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allora fai bene...metti in mostra la mercanzia!
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geenoo
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Bartle non pensavo fosti passato dalle mie parti.
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odradek
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@ Ilfreddo: dovresti leggere gli stessi racconti nella versione che fu pubblicata all'epoca. Ho acquistato questo appena uscito nella traduzione italiana, il giorno stesso, e ancora non l'ho letto. La pubblicazione di "Principianti" è stat infatti un "caso" editoriale. La questione è meno semplice di quanto parrebbe da quel che scrivi: non si trattò di "mutilazioni" in quanto esercizio coercitivo su un opera e uno scrittore, perchè il rapporto tra Carver ed il suo editor è molrto complesso e bisognerebbe leggere la corrispondenza intercorsa tra i due e le molte pagine da anni dedicate alla vicenda da parte di molti "critici" letterari. E spesso chi ebbe modo in passato di confrontare la stesura originale con quella pubblicata giudicò il lavoro dell'editor eccellente, capace di sfrondare e concentrare la materia, dandole l'impronta così definitiva e unica che ne fece la fortuna editoriale ed anche in termini critici. Ora quel che so io è che i racconti "mutilati" sono meravigliosi, io li lessi molti anni fa e li rileggo con una certa frequenza (ho tutti i libri di C. pubblicati in Italia) e proprio per questo attendo il periodo giusto per "rileggere" questi nella loro forma originaria, temo sia come incontrare una versione "rivista" di qualcuno che credevi di conoscere bene... Naturalmente lo farò, e forse tornerò per dirti che me ne pare. Per adesso mi permetto di consigliarti tutte le altre raccolte, che ora mi pare siano pubblicate da Minimun Fax. Anche nelle "meno riuscite" troverai qualcosa di buono. Piccole cose con un cuore denso e tremolante. E scusa se è poco. - P.S. e se davvero ti è capitato così spesso di incontrare autori che per la maggior parte "cazzeggia e temporeggia per esaltare e stupire il lettore nel finale" credo tu sia piuttosto sfortunato, perchè anche solo tra gli autori americani degli ultimi 20 anni ce ne sono che procedono ben diversamente. Oltre che tra gli autori di romanzi anche tra quelli di racconti. Probabilmente non all'altezza di aspettative troppo eccelse, come alcuni qui paiono nutrire. ma più che dignitosi. Molto più che dignitosi. Non chiedermi nomi: se avrò tempo di pensarci seriamente ti mando un pvt con dei titoli. Saluti e baci.
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ilfreddo
ilfreddo Divèrs
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Grazie Odradek. Gran bel commento. Sul fatto che ci siano tanti autori da scoprire non ne dubito minimamente. Io attendo un tuo mex pvt quando e se ne avrai voglia. Grazie a todos del passaggio as usual
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Colei che avrei desiderato al mio fianco negli anni della vecchiaia e che, ovviamente, non ne ha mai voluto sapere una cippa di gatto di me e oggi è felicemente sposata con il figatello del liceo che entrambi frequentavamo, mi ha consigliato più volte tale Alice Munro, scrittrice canadese, pericolosamente somigliante ad una via di mezzo tra Rita Levi Montalcini e Sara Goldfarb, vincitrice di più o meno ogni premio letterario presente, passato e futuro, specializzata in racconti incentrati su figure femminili. Ad oggi, il mio povero quore sanguinante mi ha impedito di leggerne anche una sola pagina. Però magari a IlFreddo può interessare... :)
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aries
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Lessi qualche racconto qua e là, in inglese, anni fa. Mi colpì per la sua essenzialità, ma non ho mai approfondito, preso dai classici e dalla saggistica.
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odradek
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Beh, Caro Bartle, la signora che ti sei fatto soffiare non sbaglia. Trova il tempo per leggere la Munro, che tanto il quore non sanguinerà di più... L'unico problema con lei è scegliere, data la prolificità. Ma difficile cascar male, con qualsiasi titolo. Era uno dei nomi che sicuramente sarebbe stato nella lista per IlFreddo, insieme a qualcosa di Joyce Carol Oates (Figli randagi, una vecchia raccolta di racconti) altra instancabile sfornalibri.
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odradek
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E visto che ci siamo, un'altra donna, un'altra signora dei racconti, Clarice Lispector. Ucraina di nascita ma brasiliana d'adozione: "Legami familiari" e "La passione del corpo" li consiglio senza indugio (entrambi Feltrinelli, mi pare, seconda metà degli anni'80) Altra dimensione narrativa, tutt'altro approccio alla materia, ma grande efficacia e personalità.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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A pensarci bene, io di scrittrici (nel senso di scrittori donne) praticamente non ne ho mai lette/non ne conosco mezza. Sono stato costretto sotto minaccia di condanna all'eterno onanismo (leggasi: se non leggi sto libro sento che avrò mal di testa per i prossimi 15 anni) un paio di libri di Margaret Mazzantini (che so essere molto apprezzata in Italia), e - ad essere sincero - mi hanno fatto un pochettino caghicchiare. Per il resto, mi sa che sono letterariamente fallocentrico. L'unica vera eccezione, una che mi piace un sacco è Agota Kristof (scrittrice ungherese, che vive in svizzera e scrive in francese...) di cui ho letto Trilogia della città di K e Ieri e mi sono piaciuti tantissimo. C'è da dire, però, che la Kristof è una specie di unione demoniaca tra Franca Valeri e Carmelo Bene, quindi forse non vale. E poi sto nome... come ti chiami "Agota Kristof!". Azz...
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fiquata
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Odradek, fatti un piacere, nel tuo commento si legge un certo affetto per Carver, bene, non leggerlo questo. soprattutto non leggere la corrispondenza con l'editor: in sostanza il Carver essenziale, "amputato", minimale è il risultato di uno che, penna rossa alla mano, falcia il 60% dei racconti, perché così si crea uno stile nuovo e vendibile. il Carver vero, quello che scrive di quel che gli pare e come gli pare, non ha nulla nulla nulla nulla nulla nulla di minimale. quando questo accade con la musica, il discografico invadente, la major, i soldi per campare, si è tutti pronti a gridare al marchettaro. lo si può fare anche con uno scrittore, a quanto pare. i racconti fichi di Principianti saranno tipo 3-4, nella forma originaria: applauso all'editor, dunque, che da gran demiurgo ha preso racconti inutili e li ha resi fichi... ma quel fico non è Carver, Carver è un marchettaro. il fico semmai è l'editor, quello che, superficialmente, il recensore frettoloso ha descritto come il malvagio, come quello che ha snaturato, come il discografico invadente. senza l'editor in questione oggi nessuno conoscerebbe Carver, o meglio lo si conoscerebbe per quello che è: uno stronzo come tanti che ha scritto 3-4 racconti belli. non leggerlo comunque, meglio il cieco affetto.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Sulla storia Carver - Gordon Lish c'è pure un articolo di Baricco, originariamente pubblicato su Repubblica. Sì, lo so, Baricco ci sta in culo a tutti, però questo articolo, una volta epurato dallo sbrodolamento baricchesco, secondo me è interessante: OceanoMare ___ Alessandro Baricco :: L'uomo che riscriveva Carver
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Carver mi piace veramente tanto. Ho letto tutto fino a Cattedrale (il migliore, senza dubbio), poi ancora qualche saggio e qualche altro racconto più in la nella sua produzione e a me è piaciuto quasi sempre tutto quello che ho letto. Forse era stato proprio Bartolo a parlarmi per la prima volta della storia Carver-Lish e quando ho visto quest'edizione la curiosità di leggere le versioni originali è stata tanta, poi, visto il prezzo, mi è passata un attimino. 18 euro per un libro che ho già letto, anche no. Aspetto la versione economica. Nel mentre, un giorno o l'altro mi prendo Tutte le poesie nell'edizione Minimum Fax che piace tanto a Bartle, così possiamo parlarne e poi abbandonarci ai piaceri dell'ammmore nel bel mezzo del discorso.
La recensione non mi ha detto moltissimo, comunque.
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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"un' unione demoniaca fra Franca Valeri e Carmelo Bene" :DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD Non ridevo così tanto su Debaser da mesi :DDDDDDDD
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Beh, è normale, visto che da mesi passi le notti (e quei brandelli di giorno in cui sei sveglio) su Facebook a spugnettarti con le foto delle debaseriane (e di alcuni selezionatissimi debaseriani...) in costume. Anzi, ne approfitto per lanciare un appello a tutte le debaseriane: togliete l'amicizia a panzerotto ciuffone! avrete la bacheca epurata da tutti quei video indie-snob del cazzo e la vostra virtute virtuale sarà preservata!
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Se solo mettessi una tua foto in costume..
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korrea
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azz tolgo immediatamente le mie foto in bikini:D
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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troppo tardi B-)
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korrea
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mmm..bè sono lusingato, però vedi di diffonderle blech caro:)*
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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cos'è un pizzetto quello?
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korrea
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è un brufolo che mi è esploso sul mento
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fiquata
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l'articolo di Baricco è pericolo: riesce a far dire qualcosa di condivisibile pure a Baricco. comunque, c'è poco da analizzare, ormai: Principianti è uscito, lo si può leggere e confrontare con la versione precedente e in più si può leggere la corrispondenza privata in cui c'è Carver che, riguardo la sua opinione sui suoi scritti, non conta un cazzo. insomma, è palese: Carver non è Carver. il Carver fico non esiste se non in laboratorio; il Carver vero è uno qualsiasi. io non lo schifo, anzi, come tutti gli ubriaconi mi sta simpatico, però le cose vanno dette: non è nessuno, scrive come milioni di persone, di minimale non ha un cazzo, è un marchettaro e macchietta. ho amato e amo il Carver + Lish, ma il Carver in solitaria no, se non per particolari racconti. poi la cagata pazzesca, Baricco, riesce pure a dirla, è che è così, stupido mica per sbaglio: American Psycho? cazzo c'entra? okei, uno violenta ed uccide, così, per gioco, una ragazza. questi i punti di contatto, poi più nulla con American Psycho. come considerare uno degli All Blacks un calciatore della Ternana perché comunque gioca con un pallone, seppur di forma totalmente diversa e con altre regole. American Psycho ha uno spessore, stesso quello spessore lo rende un po' banale (tipo che lui non uccide chi lo ama sul serio - dare forzatamente un contenuto morale - o la critica all'edonismo degli '80), però non si può ignorare quello spessore e ricondurre il tutto a sangue, sperma e ultraviolenza e basta. comunque, mi piace pure American Psycho.
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fiquata
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comunque, è uscita la versione economica da un bel po'. tipo da quest'estate, forse prima. link rotto
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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10 euro con un po' di sconto fnac si può fare.
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odradek
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@FIQUATA: non riesco ad adeguarmi alla tua ferrea logica di fico-no fico-macchietta-marchettaro. E non temo disillusioni, sono un po' antico, attipo conta la pagina, non chi la scrive. Principianti lo leggerò, se non altro per il fatto d'averlo pagato prezzo pieno (oltre che antico sono pure un po' povero)poi magari ne riparliamo. @BLECHTROMMEL: se hai ancora qualche residuo di fiducia sono sempre disponibile a evitarti la spesa, per questo ed altri libri. Hai il mio numero, messaggia con immotivata fiducia.- Saluti & baci a tutti.
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fiquata
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"conta la pagina, non chi la scrive" e io cosa ho scritto?
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Geo@Geo
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Caspita quanti commenti e direi tutti più che positivi, ma i voti non si usano più?:DDD Fatemelo sapere. Il voto all'opera è sulla fiducia: sicuro che procurerò di leggere almeno questo, dopo aver letto una recensione così "accattivante".
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zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
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Ha ha, lo sapevo che eravate tutti qui. Carver, Munro e tutti quelli che avete scritto, manco uno ho letto, ah no, la kristof sì, però già che siam qui vi consiglio l'ultimo di Coupland (Player One). Magari con Carver ci provo, però in inglese, che son puzzzona.
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