In tutta franchezza non avrei una precisa idea di cosa esattamente possa albergare in Alaska di così terrorizzante/terrificante, tale da dover ispirare cotanta lacerante opera del quintetto proveniente dal North Carolina (U.S.A.), ma, Siore e Siori, il lavoro in questione (per chi umilmente censisce) rappresenta (senza ripensamento alcuno) davvero il disco estremo dell'anno (manca poco oramai e le avvisaglie non sono delle migliori...): le leggiadre musiche assortite (e iper-compresse) ivi contenute, ad un primo sommario et secondario (nonche n-ario...) ausculto configurano nei vituperati auricolar-padiglioni un debordante/strabordante lurido, dissonante, clangorico, oserei dire psicotico, nettissimo coacervo noise/metal/core frammisto a cinetici elementi grindcore prima maniera (Napalm Death "Scum"-era): disco che realmente fà impallidire/trasecolare un buon 99% (dicesi novantanove) della attuale, per-lo-più, asfittica produzione "pesante" (termine, vieppiù generico, I know) globoterracquea.
Stacchi ferocissimi und precisissimi, urla beudine/para-gutturali, drummer/randellate da panico assoluto: nervi-davvero-a-fior-di-pelle! Un palpabile senso di disagio sensoriale, un concentrato di (in)umana ferocia acustica (si fà per dire..); i brani si susseguono (praticamente) senza soluzione di continuità: "Alaska" la traccia omonima o ancora "Selkies: The Endless Obsession" sono realmente significative al riguardo... nessuna Humana Pietas verso l'ignaro auscultatore.
L’elemento intrigante/spiazzante di cotanto para-caos è che il "tutto-suona-a-meraviglia".
Dischi come questo (finalmente) ridefiniscono e ridanno un senso alla ricerca in ambito estremo e segnatamente in ambito (para)noise/metal/HC/grind. Chi volesse "sollazzarsi" con la "melodica" impenetrabile Alaska, si accosti pure: ne guadagnerà in salute et gioia di vivere. Per i sospettosi und musico-scettici un bel, salutare "Keep Off", come dicono in Azerbaijan.
Senza il suo falsetto-growl-non-si-capisce-bene-dove-voglia-andare-a-parare rimane solo la pura esibizione tecnica del resto del quintetto.
Se voglio sentire quattro pirla che fanno le scale veloci veloci scendo in garage ad applaudire alla band del mio vicino quattordicenne.