Copertina di Red House Painters Shock Me
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Per appassionati di musica indie e alternative rock,fan del sadcore e slowcore,collezionisti di musica anni '90,chi ama le cover reinterpretate,seguaci di mark kozelek e red house painters
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LA RECENSIONE

Da piccolo leggevo e guardavo le figure di riviste di chitarra da riccardoni e su una di queste, un giorno, lessi più o meno che l'Ace Frehley post-reunion dei Kiss era uno che [testuale] balbettava musica perché mangiato dalle droghe. Io dei Kiss so quasi niente, ma Rivers Cuomo - che, scopro oggi, si chiama così anche in onore di Gianni Rivera e Gigi Riva - e Mark Kozelek sono stati entrambi ragazzini negli ottanta, ed è normale che ne abbiano risentito: ritrovai così Ace Frehley appeso alla parete del garage di Cuomo, appunto In The Garage, quando avevo già capito che le chitarre sì, mi piacevano, ma che magari i Queensrÿche non facevano esattamente per me. Arrivò poi questo EP dei Red House Painters a confermare che meglio uno come The Spaceman Frehley, drogato ma capace di canzoni come Shock Me, che un sobrio e ipertecnico cocainomane di quelli che ora fanno le clinic e hanno le mogli milf. L'esordio degli Weezer - con In The Garage - e questo EP sono usciti nel novantaquattro a tre mesi di distanza l'uno dall'altro.

Vent'anni dopo, l'anno di Benji e delle conseguenti luci della ribalta per Mark Kozelek. Completamente arbitrario che il "successo" di pubblico sia arrivato ora per lui inacidito, un po' rincoglionito e più che mai inutilmente prolisso. Va detto però che mentre noi pubblico tristemente comune scriviamo recensioni su internet, status sui social, commentiamo qualcosa, o in qualunque modo ci esprimiamo, Kozelek ha sempre optato per buttare in musica ogni sua urgenza comunicativa ed espressiva - estremista e quasi ascetico fino all'assurdo, in questo - accompagnando col suo canto strascicato, col suo timbro unico, cangiante ma sempre affascinante. Perciò è giusto che gli si perdonino i bassi (tra tanti alti), i primi pompini nelle canzoni, le sue parole sull'insignificante autobiografico, e che finalmente gli si dia riconoscimento: perché mentre noi ci siamo affannati tra link di canzoni, playlist, tra inside-jokes e parole su parole significative solo per noi stessi, lui ha sempre preferito scriverle, le canzoni. Regalarsele e regalarcele.

Un Kozelek comune mortale, su social, avrebbe pubblicato il link youtube a Shock Me dei Kiss e avrebbe scritto, non so, «gran pezzo, ci sono tanto affezionato». Ma Kozelek è un artista e di questo fatto dovremmo essere grati.

Ci sono due versioni di Shock Me qui, entrambe trasfigurate rispetto al sound e all'andazzo muffa-rock classico dell'originale: la prima è un sadcore elettrico e distorto, di canonico e cupo mood paintersiano, che anticipa l'ambiente di Ocean Beach; la seconda una ballata per piano e chitarra acustica che reca in finale una versione strumentale della bella A Million + 8 Things, dei primissimi Red House Painters. Entrambe indimenticabili, con un Kozelek la cui indolenza è capace di demolire e travisare - ma volontariamente - anche il più testosteronico e fetish dei rock classici, per rigettarlo come depressa, svogliata richiesta d'aiuto. Sundays And Holidays è una voce-e-acustica sul passare le vacanze all'ospedale e oltre alla suggestione di alcune immagini, è forte di un elegante fingerpicking, mentre Three-Legged Cat è una morbida e breve filastrocca su una non troppo figurata menomazione.

Per completezza, per completisti e perché se siete arrivati a Kozelek solo quest'anno, dovreste scoprire che nei primi novanta la sua voce aveva qualcosa in più, qualcosa di speciale, unico e inspiegabile. Ma anche per chiunque altro.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'EP Shock Me dei Red House Painters, evidenziandone il valore artistico e l'unicità della trasformazione della canzone originale di Ace Frehley in chiave sadcore. L'autore apprezza la coerenza e l'espressività introspettiva di Mark Kozelek, sottolineandone il percorso artistico e la capacità unica di trasmettere emozioni profonde attraverso la sua musica. L'EP è considerato essenziale per gli amanti del genere e per chi vuole conoscere Kozelek nelle sue prime declinazioni.

Tracce testi video

01   Shock Me (04:48)

(Ace Frehley)

Your lightning's all I need
My satisfaction grows
You make me feel at ease
You even make me glow
Don't cut the power on me
I'm feelin' low, so get me high

Shock me, make me feel better
Shock me, put on your black leather
Shock me, we can come together

And baby, if you do what you've been told
My insulation's gone, girl you make me overload
Don't pull the plug on me, no, no
Keep it in and keep me high

Shock me, make me feel better
Shock me, put on your black leather
Shock me, we can come together

02   Sundays and Holidays (03:00)

03   Three-Legged Cat (01:41)

04   Shock Me (10:41)

(Ace Frehley)

Your lightning's all I need
My satisfaction grows
You make me feel at ease
You even make me glow
Don't cut the power on me
I'm feelin' low, so get me high

Shock me, make me feel better
Shock me, put on your black leather
Shock me, we can come together

And baby, if you do what you've been told
My insulation's gone, girl you make me overload
Don't pull the plug on me, no, no
Keep it in and keep me high

Shock me, make me feel better
Shock me, put on your black leather
Shock me, we can come together

Red House Painters

I Red House Painters sono una band slowcore/sadcore statunitense di San Francisco guidata dal cantautore Mark Kozelek. Attivi tra la fine degli anni ’80 e i primi 2000, pubblicano gli esordi su 4AD, quindi approdano a uscite come Songs for a Blue Guitar (Supreme, 1996) e Old Ramon (Sub Pop, 2001). Dischi chiave: Down Colorful Hill, i due self-titled, Ocean Beach e Old Ramon.
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