Copertina di Religious Knives Remains
CosmicJocker

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica, elettronica sperimentale e post rock, ascoltatori curiosi di sonorità immersive e atmosfere rarefatte.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Tra i tanti, troppi dubbi che turbano le mie giornate c'è, in effetti, una certezza che si staglia sempre all'orizzonte: un pompino (ben fatto) è uno dei pochi, pochissimi piaceri della vita senza controindicazioni.

E ringrazio il mio dio (chiunque sia e dovunque si trovi) per avermi donato la saggezza di sbriciolare il fumo e mischiarlo con le pagliuzze delle mie sinapsi.

Senza dimenticare il Dio del mio dio (il divino Caso) che elargisce, a volte, regali particolarmente graditi: una mattina completamente dedicata a me stesso.

In questo disco non c'è nulla che non abbiate mai sentito.

Calde spire in loop, variazioni all'organo dei rituali psichici degli Spacemen 3 di "Dreamweapon" vengono maculate da un tribalismo forsennato prima e da gotiche cadenze marziali dopo.

Stasi malate. Torbide pozze elettrostatiche in cui il chitarrismo circolare di un Roy Montgomery regge le aeree torsioni vocali di una Elizabeth Fraser in preda ai fumi di nervature al limite del glitch.

Un cielo stellato gemello siamese di quella "Bismillahi 'Rrahman 'Rrahim" che nobilitava lo splendido "The Pavilion of Dreams" di Harold Budd cede gradatamente il passo a reminiscenze doorsiane: un divertissement tra un Manzarek in pieno controllo e un Morrison narcolettico, svuotato da ogni skills di attore consumato qual'era.

Ma tutte queste sono considerazioni ex post perché, nel mentre, ho semplicemente goduto: il sound mi aveva acchiappato.

Un disco (ben fatto) è uno dei pochi, pochissimi piaceri della vita senza controindicazioni.

Comunque un pompino è meglio.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Remains' dei Religious Knives come un disco che, pur non inventando nulla di nuovo, cattura e coinvolge grazie a un mix raffinato di atmosfere psichedeliche, tribalismo e sonorità gotiche. L'autore sottolinea le influenze di artisti come Spacemen 3, Roy Montgomery ed Elizabeth Fraser, definendo il sound ipnotico e coinvolgente. Nonostante uno stile personale e talvolta ironico, emerge un apprezzamento sincero per la musica proposta.

Tracce

01   Bind Them (16:07)

02   Electricity And Air (13:56)

03   Blackbird (08:10)

04   Wax & Flesh (06:11)

05   The Train (13:23)

Religious Knives


01 Recensioni