Il classico boato del pubblico che precede ogni live viene di colpo interrotto da una base musicale: violini, cori, un canto in latino: i “Mighty Warriors of Metal” sono tornati, in tutto il loro splendore, presentati dalla baritonale voce di Christopher Lee.
Il concerto si apre con “Unholy Warcry”: Lione si concede nell’intro in una serie di vocalizzi ottimamente eseguiti: l’esecuzione è perfetta da parte di tutti, grintosa, più “cattiva” rispetto alla versione dell’album. L’unica cosa che manca è l’assolo completo di Turilli. La canzone scivola via veloce [voto 8], per poi passare a “Wisdom of the Kings”, una delle migliori dell’intero live. Potente come non mai, si sente spesso la chitarra di Turilli in punti dove ce l’eravamo dimenticata (o meglio, dove non l’avevamo mai sentita) rendendo così il brano molto più “metal”. [voto: 9]
Passiamo oltre: molto buona anche “The Village of Dwarves”, con i suoi ritmi molto simili a quelli di una ballata o di un canto scozzese, nella quale Lione interagisce parecchio con il pubblico di Montreal [voto 7]. Il vero fulcro dell’intero album è molto probabilmente “Erian's Mystical Rhymes”, allungata di parecchio, concedendo ai singoli elementi della band di esibirsi in ottimi assoli (eccelso quello di Guers, di cui spesso e volentieri ci si dimentica, purtroppo) [voto 9]. “Dawn of Victory” è forse la traccia che meno mi ha ispirato… pesante, la meno briosa… non male, per carità, ma comunque inferiore rispetto alle altre canzoni (a parte l’assolo di Turilli) [voto 6/7]
Occorre soffermarsi su “Lamento Eroico”… Lione tira fuori gli “attributi” con una voce che mai ci aveva mostrato, quasi esclusivamente lirica… riuscendo a regalare emozioni fortissime, soprattutto nelle ultime battute... sembra di vedere veramente il “guerriero del ghiaccio” (il protagonista della “Emerald Sword Saga”) sul punto di morire, al terminare della sua vita… da pelle d’oca gente... [voto 10].
Interessante anche “Nightfall on the Grey Mountains”, della quale viene solamente riportata una parte, data la lunghezza del brano originale [voto 7].
Le ultime due canzoni sono quasi dei “classici” dei Rhapsody: “The March of the Swordmaster” è introdotta da il classico motivetto medioevale, per poi passare ad una voce quasi in growl da parte di Lione. [voto 8 e mezzo].
“Emerald Sword”, l’ultima canzone a parte il “Gran Finale” (una sorte di standing ovation del quale si poteva fare a meno) è intrisa di forti emozioni da parte del pubblico, che canta assieme a Lione per tutta la canzone. [voto 8 e mezzo]
Concludendo, un ottimo live [da ricordare il fatto che i Rhapsody l’abbiamo registrato durante un concerto DI SUPPORTO ai Manowar] che merita l’acquisto, nei quali i nostri amati (odiati da molti) ragazzi italiani ci mostrano che ci sanno fare anche dal vivo.