Ho sempre sentito parlar bene di questo film del grande Riccardo Freda, regista purtroppo molto sottovalutato e che ha dato alla luce film bellissimi e anche di una certa importanza. Io personalmente considero Riccardo Freda un maestro, non ai livelli dell'"insuperabile" Mario Bava, ma indubbiamente un grande regista, che amava il suo mestiere e soprtutto sapeva fare egregiamente il suo mestiere. Si dice che era insopportabile sul set, ma come tutti i registi "insopportabili" riusciva a far recitare dignitosamente anche l'attore o l'attrice più cagna. Uno di questi registi dal carattere tremendo era anche l'immenso Lucio Fulci, lo dico solo a titolo informativo.

In ogni caso in questo "L'orribile segreto del Dr.Hitchcock" Freda firma un film bellissimo, girato benissimo e che ricorda anche grazie alla fotografia e ai colori accesissimi il tipico cinema di Mario Bava. Ha come protagonista la grande Barbara Steele reduce dal capolavoro di Bava "La maschera del demonio" e qui fa un film che io oserei definire "delicatissimo" per i motivi che spiegherò tra poco.

Allora, rendiamoci conto che siamo nel 1962, agli inizi degli anni sessanta...ora parlare di necrofilia (sesso con i morti) a quei tempi era roba da folli, figuriamoci mettere su pellicola un tema del genere, era una cosa da pazzi. Eppure Freda riesce incredibilmente a tirare fuori un'opera che non sconvolge da un punto di vista visivo quanto più da un punto di vista psichico. Molte persone "etichettano" questo film come un vero e proprio horror, io non la vedo affatto così. Per me questo è un film drammatico in quanto alla fine parla di una vera e propria patologia mentale. Il dottore infatti è affetto da necrofilia, inventa questo sonnifero che porta ad un confine sottilissimo tra la vita e la morte e questo confine gli provoca un tale eccitamente da avere un rapporto sessuale con una donna "quasi" morta. Rendetevi conto ad inizio anni sessanta...un film con un tema del genere...scandalo assoluto.

Freda non ha mai avuto la minima intenzione di girare un suo film con l'idea di girare un qualcosa di Serie B, seppur così veniva definito dalla critica dei tempi. Freda girava i suoi film con una maestria impeccabile, e questo film è forse una delle prove più lampanti. Ogni singola scena è perfetta, ogni singola inquadratura è perfetta. I primi piani sono assolutamente pertinenti e rendono perfettamente lo stato emotivo dei personaggi. Una Steele terrorizzata e inseguita da un "presunto" spettro di donna, il dottore a volte allucinato, a volte calmo, a volte completamente pazzo...Freda riesce a cogliere attraverso inquadrature straordinario ogni singolo aspetto di questi personaggi.

Se vedrete il film noterete che la regia è sotto un nome americano, ma il regista è Freda, in quegli anni si usava molto "darsi" un nome americano, per dare diciamo così un tocco di internazionalità all'opera, anche Mario Bava lo faceva. Secondo me questi registi non si sono mai resi conto della loro effettiva grandezza, se si rendevano conto che erano grandi registi non avevano nessun bisogno di camuffarsi sotto altri nomi.

Non dimentichiamoci che non era Mario Bava che copiava Fellini, ma Fellini che copiava Bava, famosissimo il "caso" di "Operazione paura" di Bava e l'episdio diretto da Fellini di "Tre passi nel delirio", Fellini copiò spudoratamente Bava e lo ammise!!! Solo che per le masse e la critica Fellini era Fellini e Bava è un registucolo qualunque...si Bava registucolo...sti cazzi! Bava è stato uno dei più grandi geni del cinema italiano. Sono contento che almeno nel resto del mondo Bava viene riconosciuto come genio e maestro assoluto. Il nome Hitchcock è stato dato proprio come omaggio ad Alfred Hitchcock in quanto Riccardo Freda era un grandissimo fan del regista inglese.

Un film bellissimo, girato benissimo e che stra-consiglio di vedere.

VinnySparrow

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