Copertina di Richard Davis Persia My Dear
Fedenard

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Per appassionati di jazz classico e contrabbasso, musicisti, cultori di grande musica strumentale e collezionisti di vinili
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LA RECENSIONE

Richard Davis, classe 1930, è  uno dei più grandi contrabbassisti viventi che ha attraversato momenti fondamentali della storia del jazz collaborando  con musicisti eccelsi ed apportando, con il suo strumento spesso suonato con l'archetto o suonando il double  bass,  un preziosissimo ed elegante contributo a vere pietre miliari di questa musica. Basti pensare solo a "Out to Lunch!" di Eric Dolphy oppure a "Point of Departure" di Andrew Hill.

Professore all'Università del Wisconsin ha formato importanti schiere di allievi tra le quali si annovera anche William Parker.

A fronte di una produzione come leader assai esigua, si e no una decina di dischi, si contrappone una monumentale presenza come ricercatissimo sideman con artisti , oltre a quelli già citati poco sopra, del calibro di Kenny Burrell, Elvin Jones, Freddie Hubbard, Roland Kirk, Dizzy Gillespie, Charles Lloyd, C.Mingus, Sarah Vaughan e moltissimi altri. Non dimentichiamo che ha partecipato anche ad incisioni di musicisti in ambito rock come Bruce Springsteen, Paul Simon, Van Morrison.

Il disco qui recensito è del 1987, uscito per l'etichetta giapponese DIW (ottimo e silenzioso il vinile), e lo vede alla testa di un classico trio composto dal superbo pianista Sir Roland Hanna e dal preciso e swingante batterista Frederick Waits.

L'apertura del disco è affidata a "Manhattan Safari", composta da Hanna dal ritmo incalzante ed impreziosita da un notevole assolo di R.Davis con l'archetto, che ci fa capire cosa ci aspetterà nel prosieguo dell'ascolto.

"Southpark and Richard", sempre di R.Hanna, inizia con uno splendido duetto basso-batteria, quasi un walkin bass, seguito da un assolo di contrabbasso contornato dalle rifiniture pianistiche di Roland Hanna.

"Summer in Central Park" bellissima e quasi danzante composizione in stile ballad di Horace Silver, dove R. Hanna fa emergere il suo tocco leggero e preciso, perfettamente sostenuto da F. Waits, seguito dall'assolo di basso quasi cantabile.

"Brownie Spaeaks", composizione del compianto Clifford Brown, il ritmo parte subito incalzante con tutti gli strumenti in piena sintonia. Anche qui R. Davis sfodera il suo archetto per dare ancor più incisività al respiro del brano. R. Hanna esegue un assolo notevole seguito da quello di FredericSik Waits: preciso e fluido. È un degno omaggio al quintetto degli anni ‘50 di C. Brown/M. Roach.

"Persia My Dear", unica composizione del disco firmata da Richard Davis, si apre e si conclude con l'archetto in un'atmosfera piacevolissima che accomuna ritmo e cantabilità.

"Strange Vibes" a firma di Horace Silver, è il brano più lungo del disco che quasi non si vorrebbe finisse mai avendo quel ritmo che non ti fa tenere i piedi fermi. R. Davis dà un'altra eccezionale prova all'archetto per poi abbandonarlo con naturalezza lasciando spazio alla sua ottima cavata. Il tutto, come sempre, è sostenuto dal grande Roland Hanna e dal preciso drumming di F. Waits. Si ripresenta, quindi, lo spumeggiante archetto sul basso di Davis che primeggia su tutti fino all'incalzante finale del brano.

"Let Me Try", altra composizione di R. Hanna, è un brano in duo in perfetto stile cameristico pianoforte/contrabbasso dove gli strumenti parlano tra loro con accenti a volte struggenti e romantici, come il dialogo tra due amanti.

SPLENDIDO finale di un disco imperdibile. Da possedere senza indugi.

 

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Riassunto del Bot

Persia My Dear è un album del 1987 che mostra l'eleganza e la maestria del contrabbassista Richard Davis, supportato da due grandi musicisti come Roland Hanna e Frederick Waits. L'opera unisce composizioni originali e classici jazz con un tocco raffinato e delicato, attraverso assoli notevoli e un'abile interazione di trio. L'album è considerato un must-have per gli appassionati di jazz, capace di incantare con momenti di grande intensità musicale.

Richard Davis

Richard Davis (1930–2023) è stato un contrabbassista jazz americano, noto come sideman ricercatissimo e docente universitario. Ha suonato sia pizzicato che con l'archetto, e ha collaborato a registrazioni fondamentali del jazz moderno.
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