Buonumore, simpatia, leggerezza e tanta ironia sono sempre state le immancabili caratteristiche della controversa carriera solista di Ringo Starr. Peculiarità che ritroviamo in dose massiccia in questo grestest hits finalmente completo che raccoglie i siparietti musicali più riusciti della sua vicenda post Beatles.
Un'attività artistica fatta di dischi che evidenziavano un particolare gusto nella scelta di canzoncine kitch, leggere, assolutamente pop e prive di ambizioni creative. Non per questo, nel corso dei primi anni Settanta, non sono mancati a Ringo i successi da classifica, spesso clamorosi e inaspettati con i singoli "It Don't Come Easy" e "Photograph" e con l'album "Ringo"del 1973, il suo lavoro più riuscito di sempre. Lavori onesti e piacevoli che hanno l'unico torto di aver venduto ampiamente oltre i loro meriti ma, comunque, sempre curati a livello compositivo grazie ai brani firmati appositamente per Ringo da autori di primo ordine. Ringo non è mai stato un valido compositore e le sue capacità vocali sono sempre state limitate. Non sono mai stati assenti però, nel corso della sua incredibile vicenda umana, l'umorismo e la capacità di non prendersi mai troppo sul serio grazie alla sua innata ed intelligente ironia, da sempre un ingrediente fondamentale anche nella storia dei Beatles. Un forte senso dell'umorismo che gli ha sempre permesso di cantare, incidere dischi, recitare in discutibili pellicole e soprattutto di divertirsi senza dover pensare di emulare gli scomodi fantasmi del suo favoloso passato.
All'interno della raccolta troviamo così la brillante "Photograph" composta da George Harrison, il roboante singolo "Back Off Boogaloo" ispirato da Marc Bolan, la famosa "It Don't Come Easy" con Stephen Stills allla chitarra e le riprese senza pretese di classici come "Only You" e "Hey Baby". La betlesiana e sorniona "I'm The Greatest" e "Goodnight Vienna" sono due regali di John Lennon, "Snookeroo" è un divertente brano di Elton John e Bernie Taupin mentre "Early 1970" è un amaro resoconto sugli ultimi giorni dei Beatles. Tutti brani innocui ma realizzati sempre con notevole competenza tecnica grazie all'abilita di questo simpatico nasone nel coinvolgere grandi musicisti in fase di registrazione. Dispiace solo rilevare l'assenza in scaletta di "Pure Gold", un gioiellino pop composto da Paul Mccartney per il disco "Ringo's Rotogravure" del 1976. Tra la tracce più significative degli ultimi anni vale la pena ricordare la malinconica "Weight Of The World", ricca di sfumature sixties e il sentito omaggio all'amico George Harrison nella toccante "Never Without You" con ospite Eric Clapton. Resta infine da segnalare l'impressionante numero di ospiti e musicisti presenti nei brani o che hanno aiutato Ringo in sala d'incisione nel corso degli anni.
Brani ancor oggi piacevoli e per nulla scontati, prodotti con l'unico scopo di regalare ai suoi ascoltatori momenti di puro rilassamento, sempre senza troppe pretese.